Saggio Breve sulla pena capitale (con un semplice articolo di giornale)
Quello che segue è un saggio breve, scritto per far capire che cosa è la pena capitale e quali orrori gli uomini del passato e, purtroppo, del presente vedono di fronte alla morte di un compagno, di un amico, o magari del proprio padre. Verrà preceduto da un articolo pubblicato su un sito sulla pena capitale.
"Anno 2006, parte dell’umanità ancora consenziente all’applicazione della pena capitale. PENA DI MORTE: A QUANDO LA SUA CONDANNA DEFINITIVA?
In molti paesi è stata abolita, in tanti altri viene impiegata tuttora come simbolo dell’autorità nazionale. In nome di Dio, per vendetta, per supremazia o per fanatismo?
Definisce lo Zingarelli il concetto di “pena” come: “Danno fisico o morale sancito dalla legge come specifica conseguenza del reato e irrorare dall’autorità giudiziaria mediante processo.”
Un danno.
La legge approva dunque una risoluzione che ha come finalità quella di danneggiare fisicamente o moralmente un uomo che ha compiuto a sua volta un danno.
Di certo sarei un’ ipocrita a non riconoscere il valore della giustizia, a patto che il suo provvedimento sia correlato alla gravità del reato commesso, dimostrando a tutti che ad ogni atto corrisponde una conseguenza, ma soprattutto abbia l’intento di correggere il colpevole restituendolo alla società in veste di individuo esemplare.
E’ anche vero che il concetto di “legge” non accomuna tutti i popoli, ogni porzione di terra che si è usuali a chiamare “nazione” ne possiede una caratterizzazione; dall’imputazione si passa alla classificazione del misfatto e al successivo processo in tempi e svolgimenti differenti, con diritto di difesa oppure senza, fino alla condanna conclusiva.
E nonostante si vada celebrando il valore di “giustizia” come criterio assoluto di ristabilimento sociale verso cui ci si riferisce con fomento e convinzione, in molte occasioni la sua validità consiste nell’adempimento della vendetta, come dire: “occhio per occhio, dente per dente”.
Dagli antipodi esiste quella Legge universale che vede l’essere più forte avere la meglio sul più debole; è soltanto il processo di umanizzazione e di civilizzazione ad aver conferito ad essa milioni di accezioni. Non a sproposito mi verrebbe poi da chiedere, quale popolo attuale potrebbe definire sé stesso più civilizzato di un altro?
Chi ci dice che le condanne, come quella a morte, non siano poi tanto meno utili di quelle che prevedono l’ergastolo o i lavori forzati? Eppure, sono convinta che questa NON SIA la soluzione. Non può esserlo, neppure per una questione di religione. Ancora mi chiedo come possa un qualsiasi Dio essere vendicativo e feroce a tal punto da predicare l’omicidio di uomini indegni, pur se l’atto di uccidere renderebbe indegno anche chi lo commette? Non è una contraddizione?
Ma la condanna a morte non è affatto una questione contemporanea..
Nel 399 a.C. il filosofo greco Socrate fu condannato a morte incolpato, tra le altre denunce, di ateismo; e durante il processo non volle alcuna forma di difesa, in quanto era convinto ed allo stesso tempo deluso dalla politica ateniese e della sua democrazia fasulla. Prima di morire, affermò che se un uomo giusto è vittima dell’ingiustizia degli altri uomini, esso può rimanere comunque fedele alle leggi promulgate da quella stessa città che lo sta condannando.
La stessa conflittualità che un filosofo arrivò a vivere nei confronti del proprio tempo (seppure non ad armi pare ..) si manifestò a distanza di anni: alcuni testi degli scrittori illuministi francesi, quali Montesquieu, Voltaire, Rousseau, sfidarono la società denunciando la brutalità delle leggi penali, della tortura e della schiavitù.
Anche nell’Italia settecentesca nacquero dissensi e critiche verso questa consuetudine. Ebbe notevole importanza il contributo di Cesare Beccaria, nome legato prettamente all’opera “Dei delitti e Delle pene”, con cui lo scrittore si propose di persuadere i padri dei popoli ad imitare l’imperatrice Elisabetta di Moscovia che abolì la pena di morte ribadendo, testualmente, che: le leggi rappresentano la volontà generale, che è l’aggregato delle particolari, e visto che nessun uomo abbia voluto lasciare ad altri uomini il diritto di ucciderlo, dunque la pena di morte è illegale, perché non è un suo diritto!
L’Italia è uno dei 72 paesi che anno abolito radicalmente la pena di morte per tutti i reati, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra (Art. 27. della Cost. della Rep. Italiana) Ma in moltissimi, troppi paesi, questa pena è legale, nonostante l’organizzazione delle nazioni unite faccia continuamente richiesta di abrogazione definitiva e ribadisca loro i diritti umani.
In conclusione, mi proporrò come ennesima voce di un coro ruggente, convinto che la pena di morte è una violenza capace, se applicata, di generare solo altra violenza; è una catena, un circolo vizioso che se venisse ripetuto in continuazione provocherebbe la morte dell’umanità in tempi sempre più ristretti e sempre più atroci.
Ogni morto è la morte di tutti, ed io non voglio morire una volta di più. Articolo di giornale pubblicato sul sito www.pepablog.com
ESISTE SOLTANTO IL MALE
Secondo il mio modesto parere, la pena capitale è soltanto un modo quasi onirico di rappresentare il male sulla terra, cosa che l'uomo ha tentato in tutti i modi durante il corso della sua vita.
Ad oggi, nelle leggi italiane, non c'è un solo articolo, comma o libro appartenente al codice civile per punire coloro che hanno commesso un reato con la pena capitale. Nel passato, il sistema ha tentato di affermare un paradosso che oggi risulta stranissimo: il male è ciò che si trova dopo la vita. L'ucronia ha devastato in assoluto la società, rendendola fittizia e totalmente autodistrutta, facendogli credere che la pena capitale è un processo necessario per la vita terrena e che coloro che saranno morti per questa sottospecie di giustizia saranno purificati dal Diavolo in persona. Nell'anno in cui viviamo, questo mondo ci sembra una realtà distopica, più o meno come il nazismo e Hitler. Non ci possiamo credere che in passato l'uomo abbia creato queste macchine deflagratorie per distruggere la vita di altri uomini. Bisogna cambiare regime, altrimenti la pena capitale potrebbe tranquillamente riproporsi come metodo finale della morte psicosomatica.
E' vero, forse, in passato, ci sono stati criminali talmente esagerati che forse forse meritavano una sanzione più grossa delle altre, ma non di certo la pena capitale. Erano condannati a reati gravi, come lo stupro o l'apostasia, e secondo i pensatori del passato dovevano essere uccisi davanti a tutti, cosicchè dovevano provare vergogna per quello che avevano fatto.
Naturalmente non è giusto che la gente debba essere uccisa perchè ha commesso reati. Ad oggi, per fortuna, esiste qualche altro metodo per sanzionare questa gente. Ma siamo davvero sicuri che la pena capitale (ancora adottata in alcuni paesi secondo dati statistici) sia scomparsa. E' meglio che cominciamo a riflettere.
Quello che ho scritto si riferisce a un mio scritto privato, che non ho copiato da nessuna fonte (tranne l'articolo scritto sopra).
Parafrasando l'utente Snaporaz68 riguardo la sua opinione su Salò O Le 120 Giornate Di Sodoma:
E' l'estate, fredda, dei morti.
- Il miglio verde (1999) Tratto da King, un'analisi perversa sulla pena capitale e antecedenti procedure. Da brivido alcune scene.
- Decalogo 5 (1989) Lucida analisi sui valori della vita da parte di Kieslowski. Un capolavoro.
- La parola ai giurati (1957) Lumet mette in scena una storia perfetta, con riferimenti alla pena di morte. Un capolavoro assoluto.
- Monsieur Verdoux (1947) Anche Chaplin tratta l'argomento. Un ottimo film.
- Impiccalo più in alto (1968) Clint Eastwood ottimo interprete, buona la regia di Ted Post. Discreto film western.
- Dancer in the Dark (2000) Il malatissimo Von Trier dirige uno dei suo film migliori. Una storia che lascia esterrefatti.
- Fino a prova contraria (1999) Ancora Clint Eastwood, stavolta anche alla regia, tratto dal romanzo di Andrew Klavan.
Commenti
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14 novembre 2011, 16:43 di panflo
Mi permetto ciitare una delle mie prime play http://www.film.tv.it/playlist/42319/tutti-morimmo-a-stento/ che trattava l'argomento più che altro per gli interessanti commenti fatti allora da alcuni utenti. Ciao, bella play.
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14 novembre 2011, 16:47 di Viola96
Concordo su tutto e inoltre lo scritto è eccezionale. :D
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14 novembre 2011, 18:13 di panflo
Grazie Viola, erano tempi di grande creatività ....
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14 novembre 2011, 18:22 di LIBERTADIPAROLA75
Mi torna alla mente l'orribile dibattito letto nei commenti di una delle tante play che furono fatte nei giorni del caso di Sarah Scazzi dove alcuni utenti del sito invocavano la pena di morte solo per i pedofili e si scontrarono con altri utenti. Intanto un pedofilo è sì un criminale ma anche un malato! Uccidendolo elimineresti solo un malato che non si rende conto di quello che fa. Cosa c'entra la cosa con noi? Perchè nelle carceri questi "malati" vengono isolati perchè altrimenti gli altri carcerati gli fanno la "festa" (sic!). Molti dicono che questo sistema di giustizia del carcere sia giusto (quindi è come essere favorevoli alla pena di morte!). Premetto che i mafiosi che uccidono i bambini per soldi e li sciolgono nell'acido in carcere non sono giustiziati dagli altri carcerati ma guardati con rispetto (e paura!). Questo a casa mia si chiama codardia da vigliacco tipica dei carcerati. Prendersela con chi commette crimini per malattia e non con chi li fa vergognosamente per denaro solo per paura di ritorsione da parte della "famiglia" (sic! E questi sarebbero gli uomini d'onore?). Anche per la pena di morte una volta era così. Alcuni reati capitali venivano convertiti in denaro solo per chi poteva permetterselo. E ricordo anche che le vittime della maggior parte delle pene capitali furono poi (dopo la loro soppressione) riconosciuti innocenti. Tra questi anche "Baby George", il più giovane giustiziato alla sedia elettrica (14 anni! Un bambino!). Vittima di un processo frettoloso e senza prove concrete la cui unica colpa era di essere nero di pelle e generoso d'animo (era stato trovato nella zona dove erano scomparse due bambine solo perchè si era unito alle ricerche!) e di abitare nel maledettissimo Sud degli Stati Uniti (dove al cinema applaudevano a merde razziste come NASCITA DI UNA NAZIONE e gli applausi ci furono anche da parte di quei merdosi abitanti che assistettero contenti ridendo all'atroce gesto del boia. Il piccolo non era abbastanza alto da arrivare con la testa al cilindro della corrente che gli misero sotto dei libri schernendolo. Che schifo!!!). Sono vergogne dell'umanità (anzi...della disumanità!!!) che non dovremo scordare mai e ci dovremo battere sempre finchè queso schifo finisca (nei paesi del Medioriente dove ancora vige la Pena Capitale si viene impiccati anche per reati che poi reati non sono affatto. Ad esempio essere omosessuale!!!). Ciao a tutti e scusate lo sfogo!!!
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14 novembre 2011, 18:39 di panflo
@Libertà sfogo giustificatissimo ! Non conoscevo quella tremenda vicenda ma di esempi ignobili recenti ne abbiamo a iosa (Cheasescu, Saddam ,Bin Laden, Gheddafi...) Invece un Pinochet un Francisco Franco sono morti nel loro letto. Ciao, indignato come sempre ah ah ah....
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14 novembre 2011, 18:51 di LIBERTADIPAROLA75
E pure Pol Pot è morto nel suo letto dopo che aveva riempito la Cambogia di piramidi di teschi umani. Eh già! Indignato come sempre! Purtroppo ultimamente ho poco tempo e vado meno in rete ma come puoi vedere sono sempre in forma, amico mio! Ciao!!!
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14 novembre 2011, 19:33 di gene55
Bella play,Stanley....Ma permettetemi di dire che l'argomento necessiterebbe innumerevoli e contrastanti approfondimenti....
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14 novembre 2011, 19:38 di stanley kubrick
Ringrazio tutti, specie LIBERTA'DIPAROLA per il suo sfogo. Gene è vero, purtroppo il tempo scarseggia e, come vedi scritto dal titolo, è un saggio breve, quindi non più di due colonne a righe ;) Un saluto a tutti!!
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14 novembre 2011, 21:52 di maldoror
@LIBERTàDIPAROLA: intervengo perchè sono stato fra quelli che intervennero in una playlist dedicata ad uno di questi casi mediatici, non ricordo se Sarah Scazzi o altro, sostenendo la necessità di punire duramente non solo i pedofili, ma chiunque si fosse macchiato di crimini particolarmente odiosi. Ci tengo a precisare però che non ho mai parlato di pena di morte perchè sono contrario (non tanto per valori umanitaristici, solo perchè penso che non risolva nulla e soprattutto per la possibilità dell'errore giudiziario).////// Ma a parte questo, e a parte una certa confusione e semplicioneria che mi sembra di ravvisare nella tue argomentazioni, di cui in seguito se si vuole si potrà anche discutere, mi pare che tra le cose che hai detto ce ne sia almeno una che definirei inaccettabile: l'idea che il pedofilo sia un "malato che non sa quello che fa". Ecco, mi spiace dirtelo così brutalmente ma questa è una gran bella cazzata: i pedofili sono certo dei malati, ma sanno bene quello che fanno; se uno si accorge di soffrire di questo disturbo, allora che consulti immediatamente uno psichiatra, quindi che cerchi di provvedere in qualche modo e di guarire prima di distruggere per sempre la vita di una persona. Il pedofilo sa benissimo quello che fa e quali conseguenze avrà sul bambino di cui sta abusando, altrimenti oltre ad un malato sarebbe anche un deficiente. Quindi non condanniamoli a morte, ma non trattiamoli neanche come dei poveri malati inconsapevoli, per favore.
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14 novembre 2011, 23:52 di LIBERTADIPAROLA75
@maldoror: Evidentemente mi sono espresso poco chiaramente e della cosa chiedo scusa. Io non v olevo dire che un pedofilo non va punito. Volevo solo fare un paragone con il mafioso Brusca che ha sciolto un bimbo nell'acido dopo averlo strangolato. Penso che lui sia peggio di un pedofilo. Ma chissa' perche' non lo hanno messo in isolamento e nessuno ha tentato di eliminarlo come di solito fanno per gli infanticidi? Comunque chiarito il fattore pedofilia quali sono le altre incongruenze del mio precedente discorso che volevi discutere? Ciao!
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15 novembre 2011, 06:00 di LAMPUR
Rischio di diventare noioso, lo so, ma - e specialmente da parte dei più giovani - gradirei saggi brevi (o meno brevi) sui bambini che muoiono (lasciati morire) ogni giorno, ogni minuto, di fame nel nostro secolo di opulenza. Comprendo che faccia più effetto una pena capitale, è decisamente più trendy, come la morte di una Scazzi o di un Simoncelli. Mica li condannano a morte 'stì bambini che muoiono come mosche... Dice bene Stanley: "cominciamo a riflettere". Ma davvero.
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15 novembre 2011, 08:40 di GIANNISV66
Discorso molto complesso, stavolta preferisco leggere e basta. La storia dell'esecuzione di quel bambino è agghiacciante @libertà, non la conoscevo come credo moltissimi di noi. Per quella gente che applaudiva hai usato il termine più corretto: m@e.
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15 novembre 2011, 09:34 di maldoror
@LIBERTàDIPAROLA: Giovanni Brusca non viene lasciato insieme agli altri carcerati perchè gode del programma di protezione previsto per tutti i pentiti di mafia: essendo diventati utili allo Stato li si protegge dalla possibilità di ritorsioni da parte di altri mafiosi, e non dai carcerati tout court, non c'entrano niente la paura o il "rispetto" degli altri detenuti nei loro confronti. Certo non è una bella cosa che debbano avere un trattamento "di riguardo", ma tutto sommato è il male minore, vista l'utilità delle loro dichiarazioni ai fini della lotta alla mafia./// Poi, non mi pare tu abbia detto che un pedofilo non vada punito, quindi non credo tu ti sia espresso male, mi ero scagliato contro l'idea da te espressa secondo cui un pedofilo sarebbe solo un "malato che non sa quello che fa", e questo invece lo hai detto a chiare lettere./////Per quanto riguarda il resto, a mio avviso le tue argomentazioni contro la pena di morte soffrono dello stesso difetto di un po' tutte le altre: per far capire quanto sia orribile la pena capitale, vengono snocciolati una serie di episodi riguardanti ingiustizie o errori giudiziari, ad esempio quel bambino del sud degli Stati Uniti "giustiziato" dai razzisti bifolchi. E' molto facile raccogliere indignazione in questo modo, ricordando ad esempio come in Medio Oriente le donne vengano lapidate senza motivi validi, o come spesso la pena di morte sia stata applicata contro omosessuali, contro oppositori politici e altro ancora. Tutti episodi vergognosi e da condannare, ci mancherebbe altro, ma questo non significa portare argomentazioni contro la pena di morte, significa solo ricordare quanto spesso la pena di morte venga applicata ingiustamente ed ARBITRARIAMENTE, su persone che non c'entrano nulla. Se si vuole condannare seriamente la pena di morte, allora che si portino argomentazioni solide, rigorose e convincenti, che dimostrino PERCHE' sia sbagliata, per quale motivo sia un "orrore" sempre e comunque, anche quando ad essere giustiziati siano criminali della peggior specie. Ancora non ho sentito nulla di convincente al riguardo, solo esternazioni indignate e commosse con le quali non si fa altro che ripetere quanto sia orribile, quanto sia atroce, quanto sia ingiusta la pena di morte. Io credo che i motivi principali per cui essere contro la pena di morte siano la possibilità sempre in agguato dell'errore giudiziario, che ha mietuto diverse vittime, e poi il fatto che non risolva nulla, non mi pare infatti che in America il tasso di criminalità sia diminuito; inoltre, certo, bisogna anche far sì che, per quanto è possibile, la pena sia finalizzata alla riabilitazione e al recupero in società dell'individuo, cosa che però, detto senza tante ipocrisie, spesso non è possibile. Chiudo quindi ribadendo di essere contrario alla pena di morte per i suddetti motivi, e che francamente penso non ce ne siano altri: non credo nella possibilità di dimostrare "filosoficamente" e in maniera definitiva perchè e per come sia ingiusta la pena di morte, perchè non credo esistano cose giuste o sbagliate, buone o cattive, ma questo è un altro discorso ;)
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15 novembre 2011, 10:38 di LIBERTADIPAROLA75
Adesso si che ci siamo maldoror! Forse prima non ci eravamo capiti. Se sei contro la pena di morte solo perche' ci possono essere errori giudiziari mi sta bene e rispetto la rista opinione pero' aggiungo citando uma scena da IL MIGLIO VERDE che spesso chi ha scelto il mestiere del boia e'(ra) un sadico che si divertiva legalmente...
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15 novembre 2011, 13:49 di stanley kubrick
Sono contento che maldoror e LIBERTA si siano chiariti dopo un incomprensione ^^ Ringrazio Lampur, che oltretutto mi ha fatto venire un idea di fare un altro saggio breve, stavolta sugli argomenti che lui ha trattato, quindi lo ringrazio doppiamente :D Ringrazio anche Gianni per il commento. Un saluto a tutti!!
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16 novembre 2011, 12:33 di begius
Sull'argomento suggerisco la visione del film Somebody Has to Shoot the Picture terribilmente reso nel titolo italiano Prova d'innocenza, di Frank Pierson (film poco conosciuto, su Film TV non ha nemmeno un commento). Aggiungerei il più celebre Dead man walking.
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16 novembre 2011, 12:47 di stanley kubrick
@begius non conosco proprio questo film che hai menzionato. Mi cimenterò nella ricerca di questo titolo. Grazie e a presto (Dead man Walking visto :D)!!
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16 novembre 2011, 13:07 di begius
Fammi sapere che ne pensi
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