Reception delle "socialità" non solidali: c'è una mente recettiva di veloce cinetismo raptor
Fra umani scontenti, c'è chi racconta storie. E' il narratore senza la retorica delle false oratorie, che adora la garbatezza del dorarla nelle nitidezze
Una macilenta società che si macera, di logorii "affannosi", si danna per "annarla" e, negli "ani", annuirla".
Fra cene in cui si sbaciucchiano, rimmel che colano, liftate colle per la "gola" e lingue che sbavano, o figli che sbandano. O, peggio, già putrefatti di tedio, indeboliti dalle ire caudine della forca "ellenica", s'allunano nel tendine d'Achille, già callosi, o nelle anchilosi di reumatismi che badan solo al "sodo" pragmatismo.
Umanità "antropocentrica", concentrata nel concentrico, io la sfido d'eccentricità, fra laconiche "turbe" e un torpido fregio di mie cicatrici irrimarginabili, da gatto nero nei suoi guitti funambolismi che non "guttureggian" ma, di burro "al tamburo", vive ai margini nell'"argide" dolcissimo d'una Donna che lo irradia di "fiocchi d'avena" in mezzo ai tripudi di voi fantasmi "innevati" che io ripudio.
M'ergo, sul podio, e di pinzimoni riempio i miei vuoti di fantasie da "manicomio". Senza encomi, ma urlando "Eccomi!".
Una hostess mostra le gambe sull'aereo e "lui" planeggerà in volo, "ingarbugliandola" senza cinture di sicurezza, con le "rigide" fermezze della puledra scaltrezza, e del dinamico "scatto".
La gente va al Cinema per "spassarsela", io me "le" passo tutte, alla faccia dei corn-uti senza Pop(pe), e "passerotteggio" fra una passeggiata e un sorseggio, amo farlo sulle seggiole, dentro le sequoie, e, "dondolando" senza ossequi.
Al mattino, spalanco l'uscio dei miei sentieri selvaggi, e vivo dentro una palafitta senza le fitte delle vostre "indigestioni".
Con fritture di "mare" della mia "insalatiera" e col peperoncino che "uncina".
Sono bello più di Leo, e amo sciogliere una Donna-iceberg con capriole che la "sommergeranno" d'infernale "scialuppa" dal profumo "scaloppina".
Sì, galoppo come Kevin Costner con la maglietta Lacoste anche d'Inverno in Costa Azzurra, contro le lagrime da coccodrillo, io tengo alta la "dignità" dei mandrilli.
E, fra un ace vincente e una signora acida, vinco il Grande Slam, di gnam gnam del mio smash che nessun Dash smacchierà.
Poi, deluso, mi do al Cinema amaro di Robert Altman, non prima d'aver apparecchiato ancora.
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
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