
L'effluvio, d'afflati e(di)pici dell'errabonda narrazione
Di quando, "istoriato", "storiografai" me stesso in opache, anche da indiano apache. tetre grafie shining che luccicaron davvero di tonalità, finalmente, labirintiche
Domenica chiassosa, in cui, mattiniero, dopo una colazioncina "smielata" nei primi "rochi" battiti di ciglia, allestii un personale montaggio" a Scorsese che, fra pochi istanti, apparirà nel mio sito: il Genius-Pop.
Antprima tutta da piluccare nella magia, sempre incantatoria del Cinema, per un Martin nell'innevata Parigi dei sogni, agli albori della genealogia della Settima Arte.
Ma, di tanto in tanto, medito, fra inderogabili impegni che m'opprimono e quei castighi "morali" a cui tutti adempiamo per non trasgredir leggi ipocrite quanto "benevole" del nostro stile di vita.
Sì, la società, non "la" mentiamola, possiamo "mentolarla" in svagate evasioni dalla prigione dell'anima, e poi "digradar" di digressioni "orientaleggianti" col "foulard" della saggezza, tanto utile quanto ancor ci maschererà.
E, ci "barricherà", in vetuste convenzioni da "locusta" o che si "lastrican" d'"ostriche" per osteggiar chi non reputiamo all'altezza, dunque ripudiandolo solo per la sua amarezza "costiera".
Sì, sebben possa apparir distonico e anomalo... il mio "personaggio" par ne sia esente per come si "ciba" di fantasmatica "assenza", io, e soprattutto il mio Ego, soffriamo di gravi permalosità contro le "grevità".
Turbati dalle solite grettezze e da "affari spionistici" che complotteranno per disarcionar il nostro Sguardo e imputridrlo nella comun massa annessa al "nettare".
Di come, dopo maccheroncini al sugo "impeperoncinizzati" e polpette ben condite, m'Esibii" di nuovo nella giungla sociale, sebben oggi Bologna sia alquanto desertica, forse a quell'ora, in molti, erano "dessertificati". O, in famiglia, o con le loro fighe, e la fibbia che si "spatterà" per "piastrellar", da "pipistrelli" dietro le tendine pomeridiane, d'un "pattinaggio" ormonale ad allettar, eccome se c'è il "letto", come "sorbetto" limonatissimo a mo' di digestivo.
C'è un Uomo che mi ossessiona, pare uscito da una fantasia post-sbronza di Charles Bukowski.
E' magro in viso, ma ha un pancione prominente, sfiora il marciapiede con la sua ingobbita "claudicanza", e si trascina da un bar all'altro, dalla fermata dell'autobus alla "Pizza Casa", sempre abbacchiato. Ma, irremovibilmente, inamovibile dalla sua "immobilità" produttiva.
Sì, credo che non svolga nessun lavoro, se non stordirsi di bicchierini, Notte e dì.
Sembra uscito da un film di Kaurismaki, per come, creaturale, s'aggira ai "bordi" di questo quartiere "malsano" ove tutte le ragazzette ascoltano "Sogno il principello" ma poi si danno ai tamarri piselli.
Sì, Lui è il Man per cui tiferò quando si candiderà, "candido", Sindaco per una giunta comunale ove non si "ungeranno" congiungendo le mani per poi ammanettare gli innocenti.
E, si scoperà una Donna floridissima, di nome Innocenza, su un'alfetta con baffetto da vero eroe del Novecento.
E, poi canterà "Viva la quaglia che son io, che non quagliò ma raglia con l'aglio in bocca!".
E', Lui l'Uomo della "modernità", per cui ergeremo un monumento con la scritta: "Lui credeva...".
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
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