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01/12/2011 h. 15.48 Film: Playlist libera
Ripensare al domani.

Ripensare al domani.

La morte di Vittorio De Seta mi ha portato alla mente quel cinema italiano dal forte respiro antropologico, quello che si è concentrato sulla rappresentazione di mestieri antichi come il mondo, tecniche di lavoro, usi, tradizioni popolari e credenze ancestrali. Un mondo andato perduto e di cui ci rimane memoria anche grazie al valore testamentario ci certi film. Ripensare a questo mondo perduto non significa negare i fisiologici mutamenti sociali indotti dall’incedere progressivo del divenire storico, la natura intimamente migliorativa del progresso tecnologico o la possibilità data all’uomo di emanciparsi dalla durezza di lavori al limite della sopportazione attraverso un ripensamento proficuo delle metodiche lavorative. Ripensare a quel mondo perduto può significare porsi dinanzi ad un sistema di valori che di fatto ha regolato le sorti del pianeta per diversi secoli e chiederci quando ci abbiamo perso e quando guadagnato da una sua cesura così violenta e frettolosa e cosa si è realmente fatto per garantire una sua più graduale trasformazione che tenesse conto della necessaria armonia che sempre si dovrebbe ricercare tra l'uomo e l’ambiente in cui vive. Ripensare a quel sistema di valori che si è tramandato per anni e che per anni ha permeato il tessuto culturale di intere popolazioni, può significare riconoscere il pregio di una memoria collettiva autenticamente condivisa nel tempo dell’atomizzazione individualista e recuperare il senso della condivisione di spazi vitali nel regno delle privatizzazioni ad oltranza. Ripensare oggi a quel sistema di valori non deve significare fare della sterile nostalgia in salsa bucolica o del mero ecologismo da salotto, ma potersi confrontare con la crisi economica che incombe su un mondo ammalato di effimere necessità con la volontà di ritrovare nella frugalità del gesto semplice quella ritrovata armonia con l’ambiente che ci circonda. Per riconoscerci come uomini aventi dei valori e non come gente portatrice di averi. Dicevo che il cinema italiano si è spesso interessato del rapporto tra l’uomo e la natura e lo ha spesso fatto seguendo le tracce culturali disseminate lungo il cammino dalle nostra tradizione letteraria, di ieri e di oggi, dalle spinte veriste di Giovanni Verga fino alle acute osservazioni sulla civiltà contadina dei vari Carlo Levi, Ignazio Silone, Rocco Scotellaro, Ernesto De Martino, Nuto Revelli, Ferdinando Camon, Franco Arminio. Un cinema che non tende alla rappresentazione di un rapporto di tipo “naturalistico” tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda, tale cioè da portarci verso lo spiritualismo laico di un Andrej Tarkovskij o le implicazioni panteiste di un Terrence Malick, ma alla testimonianza di un rapporto carnale tra di loro, fatto di duro lavoro e sacrifici, di sangue che pulsa e sudore che scorre, un rapporto figlio della notte dei tempi e tramandato di generazione in generazione, che conserva i tratti del mito e la fatalistica accettazione degli eventi. Un rapporto simmetrico e mai prevaricatore, dove l’uomo, come scrive Martin Scorsese riferendosi ai documentari di Vittorio De Seta, sembra cercare “la redenzione attraverso il lavoro manuale: nelle viscere della terra, in mare aperto, tagliando il grano. Gente che sembrava pregare attraverso la fatica delle mani".

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile La terra trema (1948) Da “I Malavoglia” di Giovanni Verga, Luchino Visconti trae spunto per un film che riflette nulla natura tragica del fato. L’uomo e il mare. L’uomo è il mare.
  2. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile L'albero degli zoccoli (1978) Il candore dei lavoratori della terra e l’estrema sopportazione dei vinti dalla vita. L’ inestricabile intreccio in un capolavoro da scolpire nel cuore.
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Cristo si è fermato a Eboli (1979) Carlo Levi è mandato al confino a Gagliano, un piccolo paese della Lucania. L’intellettuale del nord incontra i contadini meridionali. Scorgendo dietro quell’arretratezza di mezzi e strutture un umanità d’intenti e una profondità culturale da riscoprire e rivalutare.
  4. La Sicilia rivisitata (1980) Le tecniche per la pesca del pesce spada, il duro lavoro nelle miniere di zolfo, il rito della mietitura del grano e la pesca del tonno a Favignana. L’ieri e l’oggi non si riconoscono più.
  5. Giro di lune tra terra e mare (1997) I Gioia sono una famiglia di pescatori di Pozzuoli, dei Malavoglia moderni,vittime del loro fatalismo e immersi in una religiosità che ripara da tutte le sciagure. Tra verismo e sperimentalismo cinematografico, un grande film da riscoprire
  6. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile L'uomo che verrà (2009) I rituali della civiltà contadina vengono bruscamente interrotti dai fatti della guerra. Ancor prima che dalle scariche di mitra dei soldati nazisti, un'intera comunità di contadini è uccisa dalla rottura senza rimedi di quella serenità bucolica faticosamente conquistata.
  7. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Le quattro volte (2010) La natura parla un linguaggio eterno, sottratto alle incurie del mondo e all’incedere del tempo.
SI

Commenti

  • 1 dicembre 2011, 16:59 di maghella

    Sai Peppe? mentre leggevo la tua play (davvero bella), mi veniva in mente il libro e il film "Fontamara", che amo moltissimo, per tante ragioni, per come racconta la terra, la fatica e i rapporti umani, mischiati a qualche racconto della mia nonna, alle immagini viste...quando libri, racconti e immagini di film si fondono in un unico ricordo, per me, raggiuggono il massimo del risultato. Spero di essere stata chiara nella mia esposizione, scusami se no fosse così. Un saluto. ciao.

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  • 1 dicembre 2011, 17:09 di panflo

    Gran bel pezzo Peppe !! Ottima scelta di film; mi viene in mente anche NOVECENTO di Bertolucci. Ciao.

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  • 1 dicembre 2011, 17:09 di Peppe Comune

    Sei stata chiarissima. Berardo Viola è un mio eroe. Grazie per l'apprezzamento, a presto.

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  • 1 dicembre 2011, 17:30 di bradipo68

    La scelta dei film è assolutamente impeccabile e l'argomento è di quelli su cui si dovrebbe stare a discutere per tantissimo tempo. Mi piacerebbe ricordare De Santis che sull'impronta di un marcato realismo inseriva un gusto hollywoodiano della narrazione.Secondo me film come Uomini e lupi o Non c'è pace tra gli ulivi in questa playlist starebbero benissimo, molto più di Riso Amaro che parte da un mestiere antico (ora folkloristico ) ma sviluppa altrimenti il suo discorso.Un saluto .Bellissima playlist.

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  • 1 dicembre 2011, 17:42 di Peppe Comune

    Quando faccio una playlist, l'invito alla discussione è il mio principale movente caro Emidio. Poi viene l'inserimento di altri film pertinenti. Su "Riso Amaro" sono assolutamente d'accordo con te.

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  • 1 dicembre 2011, 19:11 di hallorann

    Anche nella mia terra alcuni cineasti (Columbu, Pau, Mereu) sono stati influenzati dallo sguardo cineantropologico di De Seta. Ne approfitto per ricordare la bellissima monografia-saggio sul cinema perduto di De Seta scritta da Gianni Volpi e Goffredo Fofi.

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  • 1 dicembre 2011, 19:52 di GIANNISV66

    Eccellente playlist @peppe, che pone in evidenza un argomento di grande fascino come la civiltà contadina. Se mi permetti consiglio a chi già non lo conoscesse Eraldo Baldini, antropologo specializzato proprio in tradizioni contadine (in particolare dell'Appennino Emiliano), autore di racconti "gotici" di ambientazione rurale. In particolare la sua antologia "Gotico Rurale" (che mi ha ispirato pure una playlist). Per restare sul cinema propongo invece "Il vento fa il suo giro" di Giorgio Diritti. Un saluto

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  • 1 dicembre 2011, 20:31 di Peppe Comune

    Ogni consiglio è ben accetto. Grazie Antonello, grazie Gianni.

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  • 2 dicembre 2011, 07:07 di spopola

    mi viene da segnalare anche un misconosciuto film del 1963 di Vito Pandolfi tratto dal racconto autobiografico di Padre Maria Turoldo "Io non ero un fanciullo" pubblicato in "Mia terra addio". Parlo de "Gli ultimi" storia di un bambino emarginato che riuscirà a trovare la sua identitàumana proprio attraverso il lavoro dei campi...

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  • 2 dicembre 2011, 14:50 di AIDES

    Va bene il “tributo”, sincero e senza retorica, ma come sempre c’è molto Relax da queste parti. Prendiamo un tè? L’argomento è difatti –culturalmente- aria fritta (cosa “il mondo perduto” o il cinema che lo tratta? Scorsese?: Entrambi?). Letteratura. Trastullo antropoillogico per Estranei. Mistificato, edulcorato, RIPRODOTTO Drammatizzato Immaginario archeocommemorativo. Repertorio scientifico-d’aneddotica-fotografico-gastronomico-ricreativo di generazioni di occidentali molluschiformi che vagano meteorici tra budelli katatombali in cerca (?) del “fu” - e un po' di folklore per il week-end . Ennesima appendice de “i colonizzatori a proposito dei colonizzati” (o dovrei dire “Estinti”?). O "Gesù"! Che poi non siamo matti guasti. [Mondo souvenir: "la civiltà contadina" un "argomento di grande fascino" (sic)* un quadretto in cornice, palla di vetro al carillon: facciamoci un bel presepe col sacro scannato al centro, e su scritto 'Gloria']. Per carità, torniamo a elencare titoli.

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  • 2 dicembre 2011, 15:42 di Peppe Comune

    Vedi caro Aides, se cerchi argomenti alti per palati fini semplicemente non devi leggere le cose che scrivo io. Però non sono sicuro che tu abbia capito il senso di quello che ho voluto dire (ma molto probabilmente questo è stato un mio limite) altrimenti avresti dato un tuo punto di vista sullo stato delle cose invece di fare il "solito" elenco di "titoli" (mica siamo su un sito dove si cerca di parlare del mondo anche attrverso il cinema). A dirti il vero sono io che non ho capito te (ma questo può essere un altro mio limite), come non riesco a capire tutti quelli che dicono sempre e solo una cosa come non si deve fare e mai propongono come è meglio farla. Non che tu faccia parte di questa categoria, ma qualche volta ti ci metti d'impegno. Argomenti in maniera anche sofisticata, ma io credo che la sfida che bisogna porsi quando si scrive dietro l'anonimato di una tastiera, per essere onesti fino in fondo dico, è quella di essere chiari senza risultare banali. Mi dispiace averti dovuto dire queste cose in uno spazio creato da me, perchè mi fa sembrare permaloso e io non lo sono per niente. Con immutata stima.

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  • 2 dicembre 2011, 17:05 di panflo

    @aides i giocolieri di parole compiaciuti sono sempre a caccia di vittime per poter ostentare la propria abilità;, peccato che in questa occasione la "vittima" prescelta sia uno dei migliori scrittori del sito e perciò mi viene in mente la scena del primo Indiana Jones, quando un enorme arabo fa volteggiare minacciosamente l'enorme scimitarra ma Indy lo fa subito secco con un colpo di pistola... Scusa ma non sono riusciito a trattenermi. Ciao.

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  • 2 dicembre 2011, 17:41 di forzasette

    BELLISSIMA PLAY !!!!! PERLE RARE....

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  • 2 dicembre 2011, 23:17 di AIDES

    Sacri Numi! Non capiscono due parole e apriti cielo! La “tastiera” (dietro alla quale si “nascondono” questi monstra] non c’entra nulla. E nemmeno l’onestà, almeno come la intendete, anzi, ad esempio, il termine “compiacimento” “sfugge” eccome vobis, per le sue implicazioni così … come dire ..“melodrammatiche” (può partire un Rossini a -piacimento). In fondo non dovreste proprio (sto considerando anche l’inconsiderabile, il tifoso perennemente ‘nello Spielberg’) accennare/sottintendere/ventilare GIUDIZI MORALI, additare il ‘come uno scrive’, perché chi sa chi è ---- e come è o si pone ….. invece di porvi una domanda “a piacere”, e poco piacevole. Ma tu hai il dubbio di non “aver capito” e questo da un lato è importante, dall’altro rende più strana la tua risposta, che ha luogo al posto di un semplice -“perché” Aides? - Mi pare che siete sempre qui a scrivere, forse avete tempo anche per “riflettere” meglio su quanto gli altri dicono. Tutti “buoni scrittori”, ma che lettori siete non s’è proprio capito.------------------Andando al nocciolo, come disse un tale:” per me invece le idee chiare […] sono soltanto idee morte e liquidate”. Le idee, il pensiero, di cui il linguaggio è struttura. Il mondo non è per niente chiaro, amico, e quanto ho scritto è solo un invito collettivo a una dura AUTOCRITICA (e se leggi bene la cosa si evince, o qua capiamo solo “bellissima playlist Giovanni45!!!!!!!!!”? Grazie SerpenteVolante!!!!!!! secondo il modo-maniera di sciorinare lusinghe molto svelte ad abbozzarsi al il primo rigo di lettura e già stampate al secondo). Perché se il tuo scritto è “sincero”, “senza retorica” (ed è il migliore complimento che potevo farti), nessuno può negare di far parte, di essere responsabile di una sciagura antropologica (neanche il cinema ‘onesto’). E certe cose non si scrivono con la falsa sintassi e la morfologia del “civile perbene”. In generale, siamo pieni fino al collo di inutile, cadaverica" letteratura". Allora onestà, chiarezza, ecc… non sono termini che potete pensare di controllare sulla base di anguste convinzioni, o perché il sito che “fa per te” fa per sé, e si conserva le sue “piccole”coordinate morali(stiche)-comunicative. -- Con stima ancor maggiore.

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  • 2 dicembre 2011, 23:21 di AIDES

    Spiacente aver urtato la sensibilità di nonno Panflo, “il Nonno di Panopoli delle playlist”, e sa la urto un altro po’ - ma ti vengono in mente un po’ troppe cose e non tutte innocuamente sciocche durante le tue lunghe passeggiate a sbirciare tra le decine e decine di finestre del sito: hai bisogno di un gesto semplice: “contare” fino a che ne so, gli anni che hai -- prima di scoppiettare applausi da primat-o, O “Panflo”.

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  • 3 dicembre 2011, 10:10 di panflo

    @aides non hai urtato la mia sensibilità se non per il semplice fatto che sono invidioso di chi (come te o Travis Bickle e altri) riescono ad usare l'italiano in maniera tanto giocosa e accattivante (da ciò giocoliere) anche se spesso per me poco comprensibile, e il difetto sta nella mia scarsa cultura in lingua italiana, l'ho già detto fintroppo; e l'invidia è un brutto peccato. Ciao (sto contando...)

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  • 19 dicembre 2011, 11:25 di emmepi8

    Una rflessione giusta e sincera, che ha indovinato ed espresso quello che sento dentro, ma che evidentemernte Peppe è riuscito ad esprimere a parole

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