Ho visto due Re ..ah,beh, si beh....
I giorni scorsi ho visto su Rai 3 una trasmissione di Fazio che rendeva omaggio a Enzo Jannacci; sono intervenuti numerosi cantanti tra cui alcune vecchie glorie del cabaret quali Ornella Vanoni , Cochi e Renato , Teo Teocoli e....DARIO FO un mostro dei palcoscenici che all'età di 85 anni si è esibito cantando "Ho visto un re" in un arrangiamento sincopato fenomenale con una verve da trentenne ! Sul finale è apparso lo stesso Jannacci, malandato nel fisico, ma quando ha iniziato "I scarp de tennis" l'emozione è stata forte. I più giovani non possono sapere quanto importanza hanno avuto questi due giganti negli anni '60 ; unitamente a Gaber, Walter Valdi ,Felice Andreasi , I Gufi , hanno reinventato la canzone milanese e messo le basi del cabaret in Italia, ancora presente in forme diverse.
Anche nel cinema hanno lasciato un'impronta se pur saltuaria ma efficasissima. Auguri, meravigliosi interpreti della mia gioventù meneghina.
- L'udienza (1971) Stupendo , grottesco, kafliano film di Ferreri dove Jannacci protagonista recita come un attore consumato.
- Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come... (1983) La Werthmueller ha saputo tirar fuori la vis comico demenziale di Enzo se pur in una parte di contorno.
- Figurine (1996) Un bel film, poco noto, sulla nostalgia del '69 , recitazione misurata di Enzo, regìa cauta e leggera.
- Lo svitato (1956) Dario Fo incontra Lizzani, scrivono la sceneggiatura a quattro mani e lui recita la parte dell' inneffabile protagonista.
- Rascel Fifì (1957) Con la moglie Franca Rame , allora splendida donna, partecipa a questo filmetto qualunque fatto su misura per Rascel.
- Musica per vecchi animali (1989) L'ultimo film di Fo, dopo l'abbandono del cinema per il teatro dove si affermò in farse politiche e storiche che gli valsero il Premio Nobe nel 1997 (alla faccia degli Oscar , dei Leoni , della Palme e degli ostracismi della RAI).
- Johan Padan a la descoverta de le Americhe (2002) Cartone animato tratto dal testo teatrale di Dario Fo che partecipò prestando la voce al personaggio.
Commenti
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23 dicembre 2011, 19:26 di maso
Un film con Jannacci che mi è rimasto impresso è a episodi e nel suo lo affianca la Vitti costretta a prostituirsi per pagare le rate di unfrigo nel quale non hanno niente da mettere per quanto son poveri, attualità retroattiva, credo si intitola LE COPPIE. Ciao Patrì di nuovo tanti auguri.
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23 dicembre 2011, 19:45 di panflo
Si era quello, ma non me lo ricordo assolutamente; forse non l'ho visto. Ciao Don Masinno, grazie per gli auguri che ricambio di cuore.
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23 dicembre 2011, 23:42 di maurri 63
....cultore, appassionato, sponsor del teatro, già da tempo ho razionalizzato che, purtroppo, i palcoscenici sono destinati a non lasciar traccia. Personalmente, caro panflo, non ho "subito" tale influenza e, lo che potrà sembrarti strano, nel variegato panorama teatrale di casa mia, Fo e i grandi da te citati non hanno lasciato grandi insegnamenti. Per molti anni, facendo il sottoscritto teatro di ricerca, ho cercato gli anelli di congiunzione tra le varie regioni: sono sottilissimi e quasi invisibili. Ecco, la differenza tra il cinema e il teatro è proprio questa: il palco "divide", la "sala" unisce.
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24 dicembre 2011, 09:18 di panflo
@maurri63 parole sante; il palco divide perché dopo 150 anni l' Italia è sempre più disunita, ma si riunisce quando c'è di mezzo l'America..Buona Vigilia !!
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24 dicembre 2011, 22:24 di fixer
Vedi Jannacci senza sapere niente di lui e ti viene spontaneo domandarti se è un pò fuori di testa. Poi cominci a conoscerlo e ti accorgi poco a poco che è un artista che sa, forse come nessuno, interpretare la semplicità popolare, l'eloquio privo di proprietà di linguaggio, pieno di pause, ripetizioni, intervallate da parole in dialetto milanese. Jannacci conosce la gente di strada e ne è attratto. Ha frequentato bar, latterie, stazioni, autogrill, cinema, uffici postali, stadi e ha sentito parlare il popolo, la gente. E l'ha amata. Profondamente. Al punto di cercare di imitarla, per impossessarsi del suo sentire, del suo cercare di spiegarsi, dei suoi guai, delle sue speranze e delle sue amare delusioni. La storia del barbone con le scarpe da tennis che rincorre da tempo un bel sogno d'amore è una vera e propria sinfonia poetica popolare struggente e malinconocamente vera. Enzo, pur non facendo parte, in senso stretto, del "popolo basso" vuole immedesimarsi in lui, mascherandosi con il suo linguaggio, con i suoi tic da stress da lavoro e da traffico. E' un vero artista capace di sorprenderti in ogni momento, di farti ridere, sorridere e anche commuovere. Lo senti vicino a te perchè ti parla "con il cuore in mano", perchè si indovina in lui una bontà quasi innata, una generosità che ti disarma, un'ingenuità che ti conquista, una simpatia che ti trascina. L'ho visto un pò malandato l'altra sera, è vero, caro Panflo. Ma non fa niente. Vederlo di nuovo lì sulla scena con l'amico Fazio, Fo, Ornella, Teo, Boldi era veramente un regalo di Natale anticipato. Peccato per Gaber. Mi viene da ripetere quelle sue parole (più o meno) che facevano da sigla di apertura a QUELLI CHE IL CALCIO: Sì, va bene, una bella difesa...dei buoni mediani...un buon centravanti...ma se in porta c'hai un pirla... Semplicemente geniale!
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25 dicembre 2011, 11:50 di panflo
@fixer hai espresso molto bene la "essenza" delle ballate di Jannacci ; grazie del bel commento e tanti auguri di buone feste.
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26 dicembre 2011, 12:34 di mozambico
bellissime le canzoni di jannacci, le adoro.....
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29 dicembre 2011, 19:29 di Peppe Comune
Un bell'omaggio al grande Jannacci. Volevo scrivere qualcosa, ma ha già fatto tutto Fixer, un applauso anche a lui. Ciao Patrizio e serene feste.
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30 dicembre 2011, 10:23 di panflo
Grazie @Peppe Comune, altrettanto a te !
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