Nuoto così tanto che m'annoio, di Lun in "unte" cene ch'assideran le sideralità
Luniversalità antropocentrica, mai m'asseta e, a me stante, mai m'assesto per dissetar la neve in nebbie che non s'"opacizzino" in galassie troppo "lattee" ma sfamino la fiamma
La gente si catapulta su di me, con ruffiane cortesie ad arruffar il mio "pelo" e a sbellicar i miei furori perché m'arda negli sconquassi che mi "coagulino" e "conguaglino" nel "quagliarla".
Ma, entità equina di mie distanze, tra una stanza sfarzosa di fantasie alate, aliti con cui mi riverbero a imbevermi di barbosa "noia", e una Notte malinconica per non assopirla in banali "furtività", evacuo di svagatezze tra lagrime pittate d'avorio, gli illivoriti uomini lavoratori e il mio "minarla" tra uno sbadiglio, un "sbiadirla" celestiale e un tocco madido, ancor d'incertezze, che crepita in me, di scolpite mie meraviglie che viaggian laconiche per poi esser agonia o un ghiacciato lago che s'incresperà in altri dubbi, tra irregimentate nostalgie in un'"ipocondria" che s'abbevera di suggestioni e l'ustione d'una Donna scalza ai piedi del letto, accucciolata perché la coccoli di piaceri ondivaghi fra un "mareggiarci" assorto e risorger d'erotiche trasparenze a "meriggiar" fino al nuovo spasmo spalmato del Sole.
Passeggio, incantato dai pulviscoli che mi celarono, e poi, furibondi, ora son levità d'una inarrestabile mente che si rasserena nelle "serenate" a una dolce amata, e poi ammaliarla, vita puttana quantomai desta, in birre ch'"alcolizzeran', rizzandolo, in godibili funereità di vezzosi capricci in cui, d'arricciar l'anima, s'arrochiscon per non arrostir all'Inferno m'accaldarlo di sontuoso grido d'esterrefatte mie ferree briosità dal buio dissipato tra luride risa e un "cappellarla" matto di zompettar "allegretto" con note intonate alla cremosità del non scremarla mai per discerner il vero.
Semmai, mi secerno, cervo o incenerito, senza dubbio uno stronzo, fra un regalo che m'infiocchetta e il mio ciuffo per Paula Patton, "spiaccicata" nel mio Cuor "levitato" nelle sue gambe immolate a una mole mulatta.
Giudicatemi un genio, questo sono, il DNA mi fu fortuna dopo che mi "rintanarono".
Ah, quanto m'invidiano, spero almeno che le renne sussurrino loro di non arenarsi.
Ne varrebbe la pena, ma s'ammoscerebbe il pene.
E, non ne gioirebbero. S'ebetizzeranno di nuovo?
Scommetteteci, la testa è quella. E' tal e quale alla "quaglia".
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
- Il loro Natale (2010) Preferisco il mio, "infighettato".
- Apocalypse Now (1979) C'è chi è in guerra, e chi se la spassa senza diarree da fegati imbottiti di "piombo".
- Casinò (1995) Sono Bob, il giocatore, Nick Nolte melvilliano che lesse le balene bianche di Herman, e ora, dopo aver vinto, è in Lei He-Man.
Commenti
Non è stato inserito ancora alcun commento. Vuoi essere il primo?
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 21/5 al 27/5
- 1 Men in Black 3 2.591.957,00
- 2 Dark Shadows 1.122.660,00
- 3 The Avengers 457.344,00
- 4 Quella casa nel bosco 457.100,00
- 5 American Pie: Ancora insieme 450.594,00
- 6 Cosmopolis 330.899,00
- 7 La fredda luce del giorno 245.995,00
- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00








condividi su Facebook

