Elogio del poster(iore)
La follia, è vagar di parola in parola pur di non ingenerar un'altra prole, è il rullo di tamburi del cervello che rotola per non esser arrotato nell'arrosto generale, è il malinconico fiocco delle avene nell'amenità della cremisi e cremosa vena contro le velenosità, è il battito di ciglia d'una stanza torbida ove un nano lynchiano si masturba tra un caffè e l'altro(ve), e i pensieri d'una galassia che non sia Lattea, ma c'allatti, alata, tutti siam oggi maiali e domani "malati", perché è allettante "latteggiar" con Berry Halle, e goder il mattino fra un Sole d'occhioline voglie e una sera che imbrunì nella depressione che sfocò le iridi nel De Niro di Casinò
Sì, la maggioranza dell'uanità è cieca ed è vivace perché è carente di perspicacia, mentr'io, spiccato, son spaccato in più e più pezzi, oggi pupazzo di neve e domani Orso Polare della mia Antartide che vorrebbe sprofondar nel "gelo" ma al "calduccio" d'una inteporita, inscovabile (dunque, non scopabile) Atlantide.
Io, nonostante mi sverginai, nacqui assiderato in una siderale "sederata" alla mia vita che, già di nevrosi mi permeò ai primi "respiri "cardiaci da paffutello nascituro, solo perché ero un bebè impetuoso molto permaloso.
Tant'è vero che l'infermiera del reparto pediatrico, la sculacciai solo perché s'era arrabbiata ché l'avessi cacciato fra una scalciata e l'altra.
Fu, una delle mie prime "scorpacciate", avevo circa 8 otto ore di vita, ma la scopata durò Sette Giorni. Poi, fu sera e mattina.
E, Dio, combinò un grave imbroglio alla mia mente.
Mi rese l'Ottava Meraviglia del Mondo, ma io preferii le nottambule "ambulanze" psichiatriche da precoce ottuagenario con senili parkinsonianietà dai "piselleggianti" pasolinismi da Uomo solo.
Oggi, il personaggio più amato da "Ciak", per l'anno appena concluso, è Cheyenne, il freak vendicativo del Sorrentino "in bocca a" Sean Penn.
E, uno degli attori, più ricercati, è Sacha Baron Cohen.
Ah, ah, me la rido, alla Al Pacino.
Io, questi due qui, li batto a braccio di ferro col mignolo sinistro, e Ashley Greene (le cosce che più desidero su questo Pianeta) lo sa.
Mica, quei vampiracci asmatici ed esangui della saga twilight.
Io son tornado e Lei ben "lo" tornisce.
In realtà, chi mi conosce è ben cosciente che io, a una gamba, preferisco spezzarmele. Non voglio che me "lo" spupazzino. Per poi cucinarle "alla pizzaiola", per una cenetta romantica fra me e la Donna che corteggio di più, me stesso allo specchio, l'immagine del Nuovo Millennio.
E' così.
Fidatevi.
Sono un bugiardo.
Amo così tanto il culo, che alla sua vista appare anche San Francesco.
Applauso!
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
- L'avvocato del diavolo (1997) E' meglio il "pollo" alla diavola e l'avocado. Frutto prelibato. E contiene più "zuccheri" delle "banane".
- Dracula di Bram Stoker (1992) Dracula "stirò" Mina, col "ferro" Braun.
-
Frankenstein junior (1974) Decisi di studiare il paramedico di Scorsese, del suo Bringing out the dead, Frank Pierce, l'Uomo che non salvò la ragazzina col piercing.
E, d'allestire un romanzo notturno di creatural "mostruosità".
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