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31/12/2011 h. 17.48 Film da ricordare
L'ncantesimo opera ancora su di me (Lettera CXXV)

L'ncantesimo opera ancora su di me (Lettera CXXV)

…So di avere oltraggiato indegnamente una donna degna di tutta la mia adorazione … Io ho affondato il pugnale nel cuore … ma solo io posso estrarre la lama dalla ferita, solo io conosco il modo di guarirla Da lettera CLIV bis – Il visconte di Valmont alla Signora di Volanges – la seconda lettera non compresa nell’edizione del 1782


Ho sempre avuto una certa difficoltà a comprendere il valore del testo "Le relazioni pericolose". Non nascondo che alla prima lettura mi deluse moltissimo. Forse l'età troppo giovane, il fatto di non essere in grado di leggere il testo in lingua originale, la forma stessa, il romanzo epistolare (invero un po' ostico e discontinuo alle orecchie di un lettore contemporaneo inesperto), tutti fattori che giocarono a mio sfavore. Ripreso in età adulta (e per la terza volta proprio in questi giorni) ci misi dell'impegno per affezionarmici e devo dire che malgrado gli sforzi continua a non essere fra i miei preferiti. Fatico ad afferrarne la simmetria e la compattezza di cui i critici parlano tanto, la teatralità dei tempi e dei pochi dialoghi. Ma sicuramente mi è chiara la sua straordinaria modernità nella definizione dei personaggi e nelle relazioni interpersonali, non a caso citate già dal titolo. La chiave di lettura è certamente l' ambiguità nel confine fra crudeltà e pietà, che l'autore, volutamente, lascia al lettore. Una scelta precisa e meditata se è vero che alcune lettere vennero tolte dall'edizione del 1782 (come la sopra citata), lettere forse troppo esplicite sulla natura dei sentimenti dei protagonisti. Laclos vuole la libertà più completa, per l'opera e per chi si approccerà ad essa.

Dal punto di vista degli spazi sul palcoscenico primeggiano due figure, la Marchesa di Merteuil ed il visconte di Valmont. Il vero protagonista resta comunque quest'ultimo, di cui si indagano pensieri ed emozioni ma che rimane ineffabilmente indecifrabile, affascinante nella sua incomprensibilità di se ed agli altri. Il dominio profondo dei sentimenti contro una smodatezza di costumi e parole, ma è poi veramente così razionale quel dominio? O non paga egli forse per un cedimento all' amore, sentimento dal quale fuggire, di cui vergognarsi in quanto rende deboli e vulnerabili? L'ambiguità è Valmont. Esattamente quanto la crudeltà è la Merteuil.
Per quanto mi riguarda la chiave personale di interpretazione del romanzo è evidente già dall'incipit. Voglio credere nella redenzione, al lieto fine dei sentimenti.

Modernità del testo quindi, e chi fra noi non ha vissuto almeno una volta nella propria vita una relazione pericolosa? Certo fortunatamente di Valmont ce ne sono pochi in circolazione (o forse sono le de Tourvel praticamente scomparse?). In compenso io stessa ho avuto a che fare con un paio di pallide copie di Marchesa di Merteuil. Donne la cui intelligenza è accecata dall'ego, pericolose per gli altri e per se stesse. Per le quali il dominio deve passare per l'aridità. A loro discolpa il fatto che anche oggi il potere è maschile. E se quindi agli uomini è concesso uno "sfogo" del proprio ego nel lavoro e più in generale nella sfera pubblica (in qualche modo pertanto esercitando le proprie forze su più fronti), alle donne non resta che il privato. E lì si concentrano, aspirando all'onnipotenza (Madame de Merteuil parla di vendicare il proprio sesso).

Cinematograficamente parlando per uno strano scherzo del destino le due traspozioni più importanti sono più o meno dello stesso anno Con chiavi di lettura molto diverse e emtrambe con meriti e qualche demerito. Innanzi tutti fotografia e colori - l'opera di Frears è sfavillante, i colori sono brillanti e la luce spesso piena. Forman predilige una luce più soffusa, un utilizzo di colori neutri più eleganti. Sarà un caso (non credo proprio) ma tutti i personaggi principali di Frears sono biondi, quelli di Forman castani. Frears punta su attori consilidati e molto quotati, che non deludono le aspettative. Forman assegna il ruolo principale ad un giovane e non proprio esperto Firth e gestisce attori di buona qualità ma certo non del calibro dell'altro cast. Ed i risultati sono altilenanti. Frears opta per una lettura molto secca dell'opera, non lesinando sulla malvagità, forse anche troppo. Forman smussa i toni e va per l'ambiguità, forse anche troppo. Frears è fedelissimo al testo, Forman non sempre (anche se la cosa non è drammatica). L'esito finale è a favore di Frears, Malkovich strapazza Firth e la Pfeiffer molto più affascinante della Tilly (bravina, tutto qui), ma .... io preferisco la Madame di Merteuil della Bening rispetto a quella della Close. La sua crudeltà con il sorriso è più spiazzante, è decisamente più sensuale ed intrigante, più ineffabile.
Qualche anno dopo ecco ricomparire "Le relazioni pericolose" in chiave teen. Poco da dire, "Cruel Intentions" è piuttosto noioso, molto convenzionale nella sceneggiatura, sostanzialmente aderente al testo, poco coraggioso nella messa in scena, con attori appena sufficienti. Però, "scandalizzò" a conferma, se ancora ce ne fosse stato bisogno, della modernità del testo.

  1. Le relazioni pericolose (1988)
  2. Valmont (1989)
  3. DvdBlu-RayUmd non disponibile Cruel Intentions (1999)
SI

Commenti

  • 31 dicembre 2011, 19:47 di dianacarlesi

    @pgll, pensa che al liceo avevo una prof di francese che andava in estasi per il romanzo di Laclos, ci spiegava appassionatamente il modo con cui l'autore sceglieva con cura ogni singolo vocabolo e la musicalità del tutto - ammetto che il francese ha un suono davvero sensuale - immagina naturalmente i nostri commenti. Hai ragione a dire che occorre una certà maturità per apprezzarlo e condivido tutte le tue considerazioni sui due film. Quello di Frears è nettamente superiore, Malkovich è ambiguo e affascinante come non mai e la Pfeiffer incanta, mentre a Glenn Close, che a fare la "cattiva" sa essere sublime, preferisco la Bening, perfida ma più briosa, forse più vicina alla Merteuil del romanzo. Non ho visto "Cruel Intentions", già l'idea che Reese Witherspoon (una delle attrici che detesto di più) faccia la Tourvel... Buon anno!! Diana

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  • 1 gennaio 2012, 13:02 di Utente rimosso (pgll)

    Diana, poteva andarti peggio ... al liceo il mio incubo erano "I promessi sposi", il romanzo italiano più sopravvalutato di sempre, con la mitica madonnina infilzata Lucia sensuale come un risotto alla milanese, scotto. Però all'università mi è andata meglio con Conrad. "Cruel Intentions" è più che altro noioso e Reese Whiterspoon finisce nel calderone della banalità. E' il suo punto di forza d'altronde, no?

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  • 1 gennaio 2012, 14:38 di billykwan

    La prima trasposizione del romanzo di Laclos è stata un pellicola (dimenticabile) di Vadim. Mi rendo conto di andare controcorrente, ma la traposizione cinematografica che prediligo è quella di Forman. Pur aprezzando molto Frears, sia in generale che in questo film specifico, a livello di atmosfera preferisco Forman, che pure è stato strapazzato dalla critica (Mereghetti gli dà addirittura 1 pallino) ma la cosa mi è sempre parsa perlomeno esagerata. Un saluto.

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  • 1 gennaio 2012, 18:32 di maghella

    Che bella play! Io amo tantissimo questo romanzo, che purtroppo non ho mai potuto studiarlo a scuola, ma l'ho letto quasi di nascosto da adolescente, pensando che fosse uno di quei libri da non far sapere di conoscere ai propri amici...Poi ripreso qualche anno più tardi proprio dopo aver visto il film di Frears, che non mi entusiasmò particolarmente... Ma condivido nella tua presentazione dei protagonisti della storia: incredibilmente attuali e moderni!...Forman non mi convinse molto. Ciao.

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  • 1 gennaio 2012, 20:55 di dianacarlesi

    A proposito di "Valmont" c'è un aneddoto che forse sapete e forse no: Meg Tilly doveva interpretare Costanza Mozart in "Amadeus", ma si fece male all'inizio delle riprese - giocando a pallone con la troupe, se non ricordo male - e fu sostituita. Ovviamente era molto dispiaciuta e Forman le promise un ruolo per il suo film successivo. Il regista ceco fu di parola e un po' troppo generoso, la Tilly è una brava attrice ma non adatta al ruolo, soprattutto se paragonata alla Pfeiffer. P.S. Anche la mia prof d'italiano aveva la fissa dei "Promessi Sposi", Lucia era la sua eroina, eravamo noi a non capire la grandezza del personaggio...

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  • 1 gennaio 2012, 22:35 di Utente rimosso (pgll)

    @billykwan ... a livello di atmosfera, di colori, di luce ti do' ragione Forman è più elegante e credo che se fosse uscito in un altro momento probabilmente non sarebbe stato così stroncato. Firth che pure in alcuni film mi piace, in questo è proprio fuori luogo. Forse troppo giovane ed inesperto per una parte così complessa @diana - Lucia è odiosa, fredda come la pietra e pure noiosa. Povero Renzo

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