Mattiniera (d)annosità ipocondriaca d'un diacono diabolico di sue (al)coliche apparenze "fighe"
Mezzanotte lievissima, acqua minerale pura di vaporosoità lunatica come gli umori cangevoli di donne & uomini abbacinati nel loro ponte dei sospiri, tra una Venezia che "fiammeggia" e nuovi politicanti ch'armeggian per il futuro cinismo di bassa, ai quali m'abbevererò solo per imbevermi di quei torpidi veleni a raschiar la gola, ché sia roca mentre, favolistico, m'arrocco di un'altra fantasia di castelli e fate di dorata beltà ai bordi d'un lago ghiacciato, di rocce ch'"aggrottan" la loro "pelle" coriacea in una monumentale posa "accigliata" nel vento, e nuove cadenze d'ormoni che squittiscon feroci, o nelle ammalianti spirali vivide di virtù che han ora "consciezza" delle mie scoscese tempeste
Ebbene, come conclamato, festeggiai, a casa mia, come forse non avveniva da quando sono nato.
Ho sempre ricordato, da che ne ho memoria, non so se, in karmiche mutazioni passate di me, mai fui un presenzialista o un intrattenitore da piazza, so che, da quando posseggo questo corpo, in perenne evoluzione, non ho mai ospitato nessuno a casa mia, cioè nell'"ospedale".
Sì, sono sempre, comunque "la" si giri, "ospite", spesso spione.
In effetti, l'ospite non è solo colui che viene ospitato ma anche colui che accoglie gli altri nella propria di-mora.
Ospite, infatti, è la traduzione "italiana" di hospes, parola latina che significa, appunto, "aggiornata ai tempi moderni", "colui che dà le lattine agli altri e permette, a costoro, si spera non impostori, di usare la sua latrina, e li fa accomodare prima nell'atrio e poi nell'"antro".
E' verissimo, la definizione, corretta & "scoreggiona", è questa, non bisogna scherzare...
Io, nell'uso della Lingua, italiana ma anche d'"altre parti", son estremamente dovizioso, tant'è vero che massaggio sempre le sue natiche con degli "unguenti", dopo "averla" corteggiata col "Devoto-Oli".
I miei amici, son gente simpatica, alla mano, anzi, spesso vengono "alle mani".
Non bisogna farli arrabbiare. Perciò, per loro, cucinai pasta al forno "pasticciata" con besciamella che, per troppa cottura, assunse un "colorito" un po' troppo beige. Una sfumatura, però, che si "addisse" bene alla simbologia da San Silvestro che assumono i "maccheroni" nella loro "senilità". Sì, "bisogna magnarsi tutto ciò che è ingrigito" e "cotechinizzarlo" con lenticchie e uva che porteran fortuna & soldi.
Abbiamo atteso l'"ora X" con zapping alla Tv (spazzatura), con le reti "nazionali" a propinarci ballerine smutandate per ricordarci che noi, "culo" non l'abbiamo, e Mediaset con una "certa" Barbara, zoccola che "ci sa fare". Appena apre bocca, desidereresti essere sordo, ma pare che, per arrivare lì, "la" apra molto bene per gente "in gamba" che conta...
C'era poi... un programma di poker con una bionda che io adoro, Cristina... ecco, io rinuncerei a ogni ambizione pur d'assaggiare una sua "suzione". Il cosiddetto asso nella "manica".
Comunque sia, il nuovo anno, si profila davvero, credetemi, ricco di "prospetti".
Ho sfogliato, appena un'ora fa, l'oroscopo.
Per la "Vergine", pare che sarà un 2012 pieno di "pene".
L'astrologo, ha proprio "virgolettato...". Per esser volutamente evasivo, un po' di "nasino".
Ho salutato i miei amici, e mi sono masturbato.
Un napoletano, mi ha urlato: "Bravo, figliolo, buona vita! Adesso, m'aspetta Rosalba".
Beato "lui", che dite voi?
Di mio, preferisco le albe rosé.
Più che altro, a dirla tutta, da circa un ventennio, non riesco a uscire dal "roseto".
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
-
Capodanno a New York (2011) Lo sto riguardando più volte, e mi convince a ogni nuova visione.
Soprattutto, quando Bon Jovi, sapendo che, sino "alla morte", s'accucciolerà con Katherine Heigl... fa finta di "piangere".
Eh sì, soffrirà... -
Trappola di cristallo (1988) Continuano a riproporlo su tutti i canali.
Solo perché, nel finale, si danno gli "auguri".
Prima, sono morte circa "cinquemila" persone.
Be', non proprio innocenti... questo, va detto. -
La morte ti fa bella (1992) Le donne si "scannano" di lifting e cadono a pezzi.
Gli uomini, le accontentano con fisici "scultorei" da "gnoccoloni".
Di mio, stamattina, ho rinvenuto un romanzo inedito dello scrittore Bruno Villo, dal titolo: Credono d'esser boni ma preferisco il fruttivendolo Antonio.
La prefazione, è questa: libro di solitudini metropolitane, incentrato su un topolino che guida i Maggiolini e mangia il "mandorlato".
E' molto "promettente".
Non mi "deluderà".
Come del resto, la mia vita, splendida-splendente...
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