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02/01/2012 h. 02.37 Film: Playlist libera
Alfred Hitchcock- I Capolavori

Alfred Hitchcock- I Capolavori

Finora non avevo ancora compilato una playlist su Hitchcock, e poichè lo hanno fatto molti utenti (fra cui l'ultima quella di Scotty su "Hitchcock e il MacGuffin", che mi è piaciuta molto), la tentazione è stata irresistibile anche per me. Ho scelto i miei sette film preferiti, che sono quasi tutti fra i più gettonati dalla critica, quindi chi preferisce altri titoli lo dica pure liberamente, è scontato che con un regista del genere i posti disponibili in playlist dovrebbero essere almeno una dozzina o anche di più, perchè è uno dei pochi autori che hanno avuto una media qualitativa elevatissima per quasi tutta la durata di una lunga carriera (e i film sbagliati o poco riusciti sono davvero pochi, se si eccettua forse qualche opera del periodo inglese, in genere sconosciute al grande pubblico). 

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile La donna che visse due volte (1958)  Love-story all'insegna della vertigine, dell'inganno e della necrofilia, è infinitamente più di un semplice film di suspense, è una riflessione filosofica sull'ingannevolezza delle apparenze, sui labili confini tra la realtà vera e propria e un universo onirico e morboso, sull'ossessione che è alla base di molte azioni umane e sull'intercambiabilità dei destini umani. Tutto concorre a un perfetto risultato formale e sostanziale, con una regia che gioca in maniera raffinatissima sulla ripetizione di elementi ossessivi, grazie anche a una magnifica partitura di Bernard Herrmann. La messa in scena di Hitchcock è volutamente ambigua e manipolatrice, poichè il concetto di messa in scena è alla base del soggetto stesso (e dunque non mi lamenterei, come ha fatto qualcuno, della rivelazione dell'enigma da parte del regista a circa metà dell'opera). James Stewart dà qui una delle grandi interpretazioni della sua maturità, con un personaggio non troppo dissimile dai tanti eroi positivi interpretati in precedenza, anche se segnato da traumi e nevrosi che ne hanno messo alla prova la psiche; Kim Novak è l'incarnazione perfetta dell'archetipo della "bionda di ghiaccio" hitchcockiana e rende bene la sua metamorfosi nel personaggio di Judy, uno dei "fantasmi" più memorabili della storia (ed è un peccato che in seguito l'attrice non sia più riuscita a ripetersi a questi livelli). E' un'opera che ad ogni nuova visione regala emozioni inedite e ci svela sempre qualcosa che prima non eravamo riusciti a notare : la regia è ammirevole sia nello svolgimento della trama che nella scelta delle inquadrature e nel montaggio, con una sensibilità figurativa che, come dice il commento di Film tv. tocca le vette del sublime. All'epoca fu accolto senza grandi clamori e scandalosamente ignorato dall'Academy, ma col tempo è stato riconosciuto come uno dei più grandi classici del cinema.
  2. DvdBlu-RayUmd non disponibile Intrigo internazionale (1959) Tra i grandi film di Hitchcock, uno dei più godibili e uno dei più efficaci nella costruzione del meccanismo della suspense. Privo delle connotazioni filosofico-esistenziali che contribuivano alla grandezza del precedente La donna che visse due volte, tocca però delle vette nell'ambito di un entertainement allo stato puro, un thriller spionistico e di inseguimento senza fronzoli intellettuali, che si pone allo stesso tempo come una sorta di compendio di tutto il cinema realizzato in America dall'autore. Opera labirintica, costruita su continue rotture di tono e su un ritmo mozzafiato, contiene molte sequenze da antologia: le più citate restano quelle dell'attacco da parte dell'aereo in un campo di grano e quella finale sul monte Rushmore, ma io citerei anche l'assassinio alle Nazioni Unite, l'intermezzo da commedia sofisticata sul treno e la scena dell'asta in cui Cary Grant si fa arrestare per non finire nelle grinfie dei suoi persecutori. In termini spettacolari, un film eccezionale che ha influenzato molto cinema a venire (fra gli altri, sicuramente lo Spielberg de I predatori dell'arca perduta), anche se gli epigoni di Hitchcock, in generale, tenderanno ad abusare con gli effetti speciali e non riusciranno a ritrovare la genialità del montaggio del Maestro. Cary Grant è al meglio della sua forma e viene adoperato soprattutto sui registri brillanti che da sempre ha saputo modulare con grande talento; Eva Marie Saint è un archetipo della bionda di ghiaccio tipica delle opere della maturità del regista, e James Mason è un cattivo da Oscar. Splendida partitura di Bernard Herrmann, come al solito, ottima fotografia a colori, pregevole sequenza di titoli di testa a cura di Saul Bass. Un classico del cinema, e la sua fama è meritata al cento per cento.
  3. DvdBlu-RayUmd non disponibile Psyco (1960)  Il vero film-testamento di Hitchcock, nonché uno dei thriller di maggiore efficacia della storia del cinema. Girato con un budget modesto e secondo modalità "televisive", resta però una lezione magistrale nella costruzione della suspense sfruttando mezzi squisitamente cinematografici. Mai come in questo caso, ogni inquadratura, ogni movimento di macchina e ogni raccordo di montaggio obbediscono a una visione registica precisa, che sfrutta con un'intelligenza inaudita tutte le convenzioni del linguaggio filmico per insinuare un sentimento di minaccia e di angoscia crescente (la famosissima sequenza dell'omicidio sotto la doccia segnò l'infrazione di un tabù relativo all'uso della violenza nel cinema, poichè è filmata dal punto di vista dell'assassino, e aprì la strada a tutto il cinema horror moderno). L'interpretazione di Anthony Perkins è genialmente "disturbata": resta un saggio di recitazione da antologia, ma finì per ingabbiare l'attore nel ruolo dello psicopatico e probabilmente non aiutò la sua già fragile psiche. Janet Leigh lascia indubbiamente il segno nelle scene in cui appare e Vera Miles, John Gavin e Martin Balsam recitano con consumato mestiere nei loro ruoli da comprimari. Non condivido l'osservazione di chi ha sostenuto che nell'ultima parte c'è un calo di tensione: a mio parere anche le spiegazioni dello psichiatra nel finale, che in apparenza possono sembrare trite e scontate, sono in realtà necessarie per chiarire l'enigma di Norman Bates (anche se ci potrebbe essere un'intenzione ironica da parte del regista verso la puntigliosità di certi strizzacervelli). Fondamentale anche il contributo delle musiche di Bernard Herrmann, con una partitura per strumenti a corda che amplifica il brivido e la tensione creata ad arte dalla regia.
  4. Notorious - L'amante perduta (1946) Superbo thriller spionistico, definito da Truffaut "la quintessenza di Hitchcock", è di certo uno dei suoi film più perfetti e meno invecchiati. Tutto ruota intorno al triangolo amoroso Grant-Bergman-Rains e al tema dell'abuso perpetuato su una donna costretta a vendersi per motivi politici e per riscattare le colpe commesse dal padre filonazista. La vicenda ha una singolare e straziante intensità drammatica, con sequenze entrate nella storia del cinema (il lunghissimo bacio, continuamente interrotto per motivi di censura, fra Ingrid Bergman e Cary Grant) e un magistrale crescendo di suspense, legata agli interrogativi sul possibile destino della donna (per fortuna gli sceneggiatori concedono una sorta di lieto fine). Ciò che eleva Notorious al rango di capolavoro è ancora una volta il virtuosismo della messa in scena, con invenzioni visive che possono essere definite geniali: la più celebre è la lunga carrellata aerea durante il ricevimento che parte dalla scala e si conclude sulla mano della Bergman che stringe le chiavi della cantina, ma io ricorderei anche le inquadrature allucinatorie di tazzine di caffè che suggeriscono, attraverso la litote, l'avvelenamento progressivo della protagonista. E' anche uno dei grandi film d'amore della storia, con venature masochistiche più che evidenti: la Bergman e Grant sono al massimo della loro forma, conferiscono assoluta credibilità a una coppia che deve accettare il compromesso più bieco e degradante che possa esistere, e Claude Rains è un memorabile antagonista che riesce a far percepire l'umanità del suo personaggio sotto una scorza di raffinata perfidia.
  5. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile La finestra sul cortile (1954)  Sottovalutato alla sua uscita, ma oggi considerato quasi all'unanimità uno dei capolavori di Hitchcock, La finestra sul cortile è una delle opere più inclini alla sperimentazione dell'autore, un film-scommessa girato su un unico set che riproduceva l'appartamento del fotografo interpretato da James Stewart e il cortile antistante. Opera appassionante sia per gli amanti della suspense pura, come in altri film del Mago del Brivido, che per i cinefili più esigenti, si rivela anche una riflessione sul voyeurismo, sulla potenza fantastica del Cinema e sulle illusioni dell'Amore. A causa dell'impossibilità di muovere il proprio corpo, il fotoreporter evade in una dimensione "altra" dove contano soprattutto le apparenze, dove insegue dei fantasmi simili a quelli che si vedono su uno schermo cinematografico, e che lo allontano dai richiami più concreti della bella e sofisticata fidanzata interpretata da Grace Kelly. Rigoroso e impeccabile nella costruzione di una suspense "da fermo" basata esclusivamente sulla visione, perfetto nei movimenti di macchina e nella ricchezza degli effetti sonori, gradevole anche negli intermezzi da commedia sofisticata fra i due protagonisti che servono ad allentare un pò la tensione: la decisione di girare un intero film in un ambiente unico ha stimolato al massimo il genio cinematografico del regista, e il film ha avuto una lunga serie di opere che si sono ispirate ad esso (fra cui la più bella mi sembra il Decalogo 6 di Kieslowski, che tratta dell'amore idealizzato e della perdita delle illusioni). Grace Kelly sfrutta efficacemente il suo fascino aristocratico senza perdere in simpatia, James Stewart rende bene l'ossessione voyeurista del suo personaggio (che anticipa quella necrofila di La donna che visse due volte), Thelma Ritter è come sempre impeccabile nel suo ruolo di comprimaria.
  6. Delitto per delitto - L'altro uomo (1951) Uno dei migliori film di Hitchcock : un puro esercizio di suspense, ma anche un geniale lavoro di messa in scena dove nulla è lasciato al caso, e dove gli effetti visivi e sonori che caratterizzano le sequenze più intense sono volti a una sperimentazione delle possibilità espressive del cinema che pochi altri registi hanno condotto così a fondo. Il romanzo di Patricia Highsmith è stato drasticamente cambiato, conservando solo lo spunto iniziale dei due sconosciuti su un treno : a partire dalla prima sequenza, con quell'urto occasionale dei piedi, si stringe un ambiguo rapporto fra il tennista Guy Haines e lo sconosciuto Bruno Anthony, rapporto con connotazioni omosessuali che all'epoca non potevano essere troppo esplicitate. Le sequenze più inventive sono quelle dell'inseguimento della moglie del tennista al luna-park e della sua uccisione riflessa nel vetro degli occhiali, il montaggio alternato della partita di tennis e di Bruno che cerca di raccogliere l'accendisigari, e il duello finale sulla giostra impazzita. Ma oltre che nella forma, il film è brillante anche nella sostanza, con i suoi interrogativi sulla colpa individuale e il male che può essere legato al semplice desiderio di commettere un crimine. Ottima interpretazione dello sfortunato Robert Walker nei panni di Bruno (l'attore morì poco dopo l'uscita del film), mentre al suo fianco Farley Granger, pur non potendo sfoggiare lo stesso talento, lascia il segno grazie alla sua indubbia prestanza fisica. 
  7. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile L'ombra del dubbio (1943) Fra tutti i film da lui realizzati, L'ombra del dubbio era il preferito di Hitchcock, anche se non è certo uno dei più famosi. E' uno dei primi film dell'autore di ambientazione americana, nella cittadina provinciale di Santa Rosa, e mostra la sua perfetta integrazione nel sistema produttivo americano, dopo un difficile inizio alle prese col tirannico produttore David O Selznick per Rebecca. All'inizio sembra una commedia leggera, ma dopo l'arrivo dello zio Charlie interpretato da Cotten, diviene un thriller sempre più cupo e inquietante, un ritratto di una follia omicida per certi versi inspiegabile che anticipa di venti anni la svolta horror di Psycho. Interessante il tema del dualismo fra lo zio Charlie e la nipote Carla di Teresa Wright (in originale il nome è lo stesso), dualismo enunciato a livello iconografico con l'immagine di entrambi i personaggi sdraiati sul letto nella propria camera, ripresi in una posa praticamente identica. E' come se fossero le due facce di una stessa medaglia, quella oscura e quella luminosa, ma il regista confonde ancor di più le acque mostrandoci l'assassino come un uomo di grande fascino e un vero seduttore, riprendendo in questo il tema della "seduzione del male" che corre in molte sue opere. Deliziose le scene che ritraggono il ménage familiare, con il vicino appassionato di storie di crimine interpretato da Hume Cronyn, mentre l'ispettore di Macdonald Carey è un pò troppo monotono (volutamente?). Grande maestria nel controllo degli aspetti tecnici del film, sceneggiatura scritta in collaborazione con Thornton Wilder, progressione drammatica inarrestabile e suspense genuina. Joseph Cotten aveva recitato a questi livelli soltanto sotto la direzione di Orson Welles, e la Wright è esemplare nel dosare la crescente inquietudine del proprio personaggio. Pur non arrivando alla perfezione estetica di Vertigo o di Psycho, resta un film di grande forza drammatica che merita l'alta considerazione che l'autore gli aveva assegnato.
SI

Commenti

  • 2 gennaio 2012, 08:36 di spopola

    Non si finirebbe mai di parlare di questo straordinario uomo che ha dato al cinema molto più di quanto non gli sia stato riconosciuto in vita. Io non amo molto le classifiche (per lo meno riesco con fatica a compilarlle perchè molto mutevoli sono i miei paramtetri digiudzio e facilmente modificabili per le differenti emozioni che mi provoca ogni (re)visione...) tuttavia fra i grandi capolavori credo che non si possa omettere di includere "Gli uccelli", vera e propria metafora della condizione umana, realizzata rispettandole tre unità (luogo, tempo, azione) della tragedia classica. Per me davvero molto più di un "semplice" (si fa per dire) thriller, ma un'opera che ha il respiro assoluto di un dramma (o peggio di una tragedia immanente), un film insomma che sprime magnificamente l'angoscia autentica e profonda di una minaccia che incombe che può avere molti nomi e provenire dalle parti più diverse, naturali o soprannaturali, immanenti o trascendenti, matrici filosofiche o ecologiche (non fa alcuna differenza). Se l'impianto narrativo è come sempre nel suo cinema compatto e sfaccettato, c'è da subito un clima ansiogeno di attesa, mentre la tensione crescente corre attraverso le immagini e dentro i suoni (il particolare tipo di colonna sonora , il crescendo impeccabile del "gracchiare" agghiacciante degli uccelli....) Insomma un giallo orrorificco che il regista trasforma in "una specie di apocalittico giudizio finale, specie di punizione biblica inferta all'uomo da un Dio di vendetta e dicollera" (Lourcelles)

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  • 2 gennaio 2012, 10:01 di yume

    bellissima play per un grande che vedo e rivedo sempre con il piacere (e le paure) della prima volta

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  • 2 gennaio 2012, 10:36 di angelina

    Complimenti,Stefano,per la bellissima play,alla quale aggiungerei "La signora scompare", magnifica spy story del 1938,ricca di suspense e umorismo....Ciao ! Angelina

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  • 2 gennaio 2012, 12:22 di steno79

    Ringrazio yume, Angelina e Spopola per i loro interventi, e devo ringraziare in particolare Valerio per il suo bellissimo commento che mi invita ad una revisione de Gli uccelli, film che riconosco di aver sottovalutato, forse perchè ho sempre pensato che tutta la parte introduttiva fosse inutile noiosa, in questo spinto dalle letture sbagliate di alcuni critici dell'epoca, ma credo che tu Valerio sia nel giusto e quello che hai scritto è sicuramente condivisibile e, probabilmente, dovrò cambiare la mia valutazione del film dopo una nuova visione.

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  • 2 gennaio 2012, 12:22 di john merrick

    Ciao,niente di meglio che iniziare l'anno con Sir Alfred,che come gia detto in passato ritengo sia il primo "responsabile"della mia passione per il cinema nonchè il mio regista preferito.Ottima selezione la tua,vorrei ricordare altri 2 titoli per me fondamentali,Gli Uccelli e Rebecca.Buon Anno,Ivan

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  • 2 gennaio 2012, 12:37 di Viola96

    Straordinaria play, grande steno! ;)

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  • 2 gennaio 2012, 13:03 di M Valdemar

    personalmente inserirei, oltre ai già citati "Gli uccelli" e "Rebecca, la prima moglie", anche "Marnie" (forse quello che ho visto più volte di tutti) e "Nodo alla gola" che, al di là delle critiche di essere un mero esercizio e sfoggio di stile, è, a mio parere, assolutamente geniale nella costruzione della tensione. Una cosa su "Psyco": ammetto di essere tra quelli che considera il finale eccessivamente didascalico e non del tutto necessario, ma forse è solo una stupida pretesa di perfezione per quello che rimane un'opera imprescindibile dell'intera cinematografia. Da ragazzino la mia "prima volta" con Hitchcock fu con i "suoi" libri della serie "I Tre investigatori", in cui talvolta c'era anche come personaggio. Grandissimo. Buon Hitchcock a tutti.

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  • 2 gennaio 2012, 13:19 di maso

    Io continuo a dire che il suo film migliore è REBECCA, ma anche "Marnie" che ho recensito di recente, è un film bellissimo, un film di Hitchcock molto sottovalutato è anche IL SIPARIO STRAPPATO, mentre un film che guarderei all'infinito è FRENZY, un ultimo appunto vorrei farlo su TOPAZ che è da molti considerato un cesso: credo invece che se fosse rifatto con un finale adeguato ed attori di grido sarebbe un gran successo.

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  • 2 gennaio 2012, 14:52 di steno79

    Ringrazio anche tutti gli altri John Merrick, viola96, M Valdemar, maso e colgo l'occasione per fare a tuttui gli auguri di buon anno nuovo. Aggiungo tra i film da rivedere anche Marnie, che quando lo vidi la prima volta un pò mi deluse, ma credo che meriti un'altra possibilità

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  • 2 gennaio 2012, 17:51 di GIANNISV66

    Complimenti per la playlist, però anche io rilevo che l'omissione de "Gli Uccelli" non mi trova d'accordo, data l'assoluta straordinarietà di quella pellicola, innovativa come poche altre nella storia del cinmea. Mi rendo comunque conto che con solo sette titoli una scelta andava fatta e ognuno di noi alla fine segue i suoi criteri personali. Auguri di buon anno.

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  • 2 gennaio 2012, 20:19 di bradipo68

    anche a me Marnie lasciò abbastanza perplesso a una prima visione ma a visioni successive mi conquistò come quasi tutti gli altri.La donna che visse due volte è forse il suo film che amo di più ma per me è difficile fare classifiche con Hitchcock.Ho anche un amore totale per Frenzy,film che non viene citato spessissimo tra i suoi migliori.Ciao Steno,augurissimi e complimenti per la play bellissima!

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  • 2 gennaio 2012, 20:29 di LucaS96

    Sono d' accordo su La donna che visse due volte primo in classifica meno sugli altri

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  • 2 gennaio 2012, 22:57 di steno79

    Estendo gli auguri e il ringraziamento anche a Giannisv66, bradipo68 e Luca96

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  • 2 gennaio 2012, 23:05 di gene55

    Si potrebbe dire che questa play è un continuo della chiacchierata di Ancona,no!? Un saluto Stefano,complimenti!!

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  • 2 gennaio 2012, 23:54 di maghella

    Uno dei miei preferiti in assoluto è "Frenzy"! Anche a me piace molto "L'ombra del dubbio", ma la versione in italiano è inascoltabile, un doppiaggio osceno. :)

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  • 3 gennaio 2012, 18:11 di ethan

    Anch'io inserirei tra i suoi capolavori 'Gli uccelli' e ritengo ingiudicabile 'L'ombra del dubbio' in italiano: come dice giustamente Maghella è doppiato da cani. Trai suoi film del periodo inglese mi piace molto 'Il club dei 39'.

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  • 3 gennaio 2012, 19:57 di steno79

    @gene si hai ragione, in effetti in quella bellissima serata ad Ancona avevamo letto e consultato diverse opinioni e playlist. @maghella ed ethan, la mia visione de L'ombra del dubbio risale ad un pò di anni fa, non ricordo adesso il doppiaggio da cani, l'unica cosa sul doppiaggio che ricordo è che Cotten era doppiato da Emilio Cigoli, comunque mi fido della vostra osservazione, due giorni fa ho rivisto Notorious e anche lì trovo piuttosto invecchiato doppiaggio e adattamento dei dialoghi, con il nome della Bergman cambiato inspiegabilmente da Alicia in Elena

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  • 3 gennaio 2012, 20:24 di Scotty

    Caro Steno, condivido ogni tua parola di questa tua splendida playlist!! Si potrebbe discutere all'infinito su quali film inserire in una play dedicata ad Hitchcock. Del resto, la sua produzione è immane (ben 53 film) e quasi sempre degna di menzione. In ogni caso, anch'io, come te, metterei al primo posto "La donna che visse due volte". E' bello vedere tra i tuoi sette preferiti anche L'ombra del dubbio e Delitto per delitto, film forse meno famosi di altri, ma di estremo interesse. Fra l'altro, a proposito di Delitto per delitto, una scena che cito spesso è quella iniziale, con i binari che s'incrociano, quasi casualmente, così come s'incrociano quasi casualmente le vite dei due protagonisti. Vedo che molti hanno citato "Marnie". In effetti anch'io ho un debole per questo film che, come giustamente ha detto Truffaut, è in fondo un film "malato" che soffre del troppo affetto che il regista nutriva nei suoi confronti... e forse anche del rapporto burrascoso che, nel frattempo, aveva maturato con Tippi Hedren, pare per una battuta sul suo peso-forma (l'unico argomento su cui Hitchcock non amava scherzare!). Visto che nessuno ha parlato dei film muti di Sir Alfred, vorrei citare "Il Pensionante", quello che lo stesso Hitchcock ha definito "il primo film di Hitchcock". In fondo, è partito tutto da lì...

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  • 3 gennaio 2012, 20:38 di Scotty

    Leggendo il commento di spopola, circa l'unità di tempo, luogo e spazio, mi è tornato in mente un altro film di Hitchcock: Nodo alla gola. Ma pensate la genialità di quest'uomo, che ha messo per un momento da parte tutto il lavoro fatto sino a quel momento in materia di montaggio, per girare un film "in tempo reale", in cui tempo della storia e tempo del racconto coincidono! Il suo perfezionismo era tale, che si preoccupò di ridurre l'intensità della luce che filtrava dalle finestre tentando di riprodurre gli effetti del tramonto e, addirittura, inserì nel film i rumori che sarebbe stato possibile ascoltare per strada nelle ore in cui si svolge la vicenda.

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  • 4 gennaio 2012, 12:56 di bufera

    Complimenti e grazie per il bel regalo che ci hai fatto.Anche il contenuto è ampiamente condivisibile da tutti,poi sisa ognuno ha le sue preferenze,ma la tua play list è obiettiva e perfetta come è.Buon Anno!

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  • 4 gennaio 2012, 21:21 di steno79

    Ringrazio molto gli utenti Scotty e Bufera per i complimenti che generosamente hanno indirizzato alla mia playlist

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  • 7 gennaio 2012, 00:25 di Ecate

    io al primo posto avrei messo La finestra sul cortile...è il mio preferito!

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  • 16 gennaio 2012, 15:12 di stanley kubrick

    Siamo di fronte a uno dei registi esteticamente più bravi di tutti. Vorrei menzionare Marnie, il primo film di Sir Alfred che ho visto, una turbolenta storia d'amore con la psicologia che fa da sottofondo insieme a una madre terribilmente ostile. Un saluto.

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  • 17 gennaio 2012, 22:20 di steno79

    @stanleykubrick: anche tu sei un ammiratore di Marnie... siete in molti. Io l'ho visto una sola volta anni fa e la mia impressione fu quella di una storia un pò banale nelle sue componenti psicanalitiche, ma non sono in grado di darne un giudizio preciso e cercherò di rivederlo appena possibile, naturalmente tenendo conto del vostro apprezzamento. Mi accorgo di aver sottovalutato sia Gli uccelli che Marnie... eppure, Tippi Hedren era proprio la perfetta bionda di ghiaccio del regista... saluti

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