L’ANGUSTO SENTIERO DEL NORD
di Matsuo Basho
"Il sole era allo zenit quando noleggiammo la barca per raggiungere Matsushima, una delle tre grandi bellezze, san-kei, del Giappone. Dopo due ore di navigazione, approdammo alla spiaggia di Ojima.
E’ stato detto e ridetto, ma è un fatto certo che Matsushima non trova bellezza pari in Giappone. Questo luogo non ha nulla da invidiare ai famosi laghi cinesi di Tung-ting e di Si.
La baia, aperta a sud-est, copre tre leghe, e l’acqua è limpida come quella del fiume Tsin-tang.
Ne emerge un gregge di isole: alcune erette come un dito verso il cielo, altre mollemente sdraiate nell’acqua a descrivere un arco inclinato da est a ovest.
Vi sono isole che sembrano portare un isolotto sul dorso e altre che se lo stringono al seno:
isole-madri e isole-bambino.
I pini sono di un verde intenso e scuro. I venti del mare hanno scolpito i loro rami in forme di un’eleganza incomparabile, come i gesti delle mani di una dama di classe.
Sono isole concepite nel Caos primordiale dal dio dei dirupi?
Certo né il pennello di un pittore e tanto meno il genio di un poeta possono rendere giustizia a questa meraviglia della Creazione.
Ojima – “l’Isola maschio” – le cui spiagge si spingono al largo, è in effetti una penisola.
Vi ho visitato l’eremo del maestro zen Ungo e mi sono inchinato alla roccia su cui sedeva a meditare.
Nella pineta s’incontrano qui e là rifugi d’anacoreti, coperti di covoni di paglia dai colori caldi, o di rami di pino. Visione tanto piacevole ed attraente che noi ci spingevamo fino all’uscio senza una presentazione né un motivo.
Eravamo ancora là al sorgere della luna, apprezzando il cambiamento del paesaggio al sopravvenire del buio.
Tornando sulla costa, trovammo una camera d’albergo che si affacciava al mare.
“Cavalcando vento e nubi”, passammo la notte a godere di questo spettacolo in piena felicità."
Fatti prestare le ali dalla gru
per raggiungere Matsushima
piccolo usignolo
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Dedicata ad un caro amico perché dimentichi i suoi tristi pensieri (lui capirà)
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Perché Bodhi Dharma è partito per l'Oriente? (1989) Al discepolo che gli chiedeva della verità, egli mostrò un fiore, senza parlare.
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L'arpa birmana (1956) Ho superato i monti, guadato i fiumi, come la guerra li aveva superati e guadati in un urlo insano, visto l’erba bruciata, campi riarsi, perché tanta distruzione è caduta sul mondo?
E la luce illuminò i pensieri, nessun pensiero umano può dare una risposta ad un interrogativo inumano.
Io non potevo che portare un poco di pietà dove non era esistita che crudeltà.
Quanti dovrebbero avere questa pietà! Allora non importerebbe la guerra, la sofferenza, la distruzione, la paura, se solo potessero da queste nascere alcune lacrime di carità umana.
Vorrei continuare in questa mia missione, continuare nel tempo fino alla fine.
Perciò ho chiesto al bonzo che mi salvò dalla morte sul colle del triangolo di affidarmi la cura dei morti insepolti… perché le migliaia e migliaia di anime sapessero che una memoria d’amore le ricordava tutte, ad una ad una… la terra non basta a ricoprire i morti...
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Secret Sunshine (2007) la luce segreta del sole
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Storia di erbe fluttuanti (1934) "Non è una religione quella che ci insegnano questi giapponesi che vivono con tanta semplicità nella natura come se fossero essi stessi dei fiori?" da una lettera di Van Gogh al fratello Theo
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Sogni (1990) Dicono che la vita è dura, ma creda a me, vivere è bello, anzi, è entusiasmante
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Madadayo - Il compleanno (1993) “Maadha kay?” “sei pronto?” gridano i bambini al compagno che è andato a nascondersi nel mucchio di fieno.
“Madadayo!” “non ancora!” risponde lui, e il gioco continua.
Commenti
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5 gennaio 2012, 18:21 di panflo
Meraviglioso...scacciapensieri.
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5 gennaio 2012, 23:20 di Viola96
Concordo col panflo. ;)
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