
Alle sette di sera, albeggiai già di notturna taciturnità dentro le urne che si brucian nel d(i)ur(n)o
Di scodinzolii, levrieri "a gamba tesa", con verdeggiante color blu da Puffo, prima "nanerottizzolerò" nel ruzzolar di palle saccheggiate nell'"invisibile", quindi razzolerò acrobaticamente bene con "scudisciate" ai vezzosi, "incapricciandoli" d'ascia guerriera che li "moncherà" in un volteggio "atmosferico" migliore della loro aria fritta
Nevica, ed è un fioccar di baci "annusati al profumo dolce" di labbra saporite in sciolte passioni da "cioccolata calda" a inteporir il gelo micidiale delle intimità domestica, da "ingellar" di fluidi dalla corpulenza "abbrustolita" vicino al camino dell"ondivago" vagone d'erotiche spezie-spensieratezze.
E', in queste serate imbrunite nella bruna, che lo Snowman, Falotico in pigiama "bianchissimo", ancheggia strabuzzato dietro la finestra col monocolo-spione, e "volpeggia" d'onanismi appartati nel vicolo cieco ma accluso d'"occhio indiscreto" da lupetto di Tex Avery, "ululandosela" da sé con quel gusto d'autoerotismo "alla senape".
Anzi, con discrezione, la patta si slaccia, mentre i bambini pattinano e Bob De Niro "sorseggia" il freddo con slalom alla sua carriera. E, DiCaprio, aspetta un whisky al saloon, con un nero che, d'occhiolini, vorrebbe indiavolarlo per "spari duellistici" poco angelicati. L'efebica lotta nella "polvere" dell'"illenzuolarla" nudisti.
Fra un'altalena melodica d'arcigna rinomanza or lievemente oscurata nel "tramonto" e un viale ancor alberato per dardi robusti da scoccar, quanto io che ardo-"falegname" quando "lo" scotto "inchiodandola", da autunnale parco malinconico, a virtù desta della quercia secolare nella sua erta baldanza, fiera d'esser monumento alla sua pelle, a volte legnosa, a volte soffice nella "lattiginosa" durezza...
Cronenberg, allestirà un film di diagnosi mentali, di schizofrenie "aliene" per "diversità" solo immaginate da un adolescente emarginato ora con pochi margini di scelta, ma molti di periferia.
Le strade, gioiosamente addobbate di questo dono "celeste", rimembran il Natal troppo "pigro" d'edulcorati "arredi" immacolati.
Sì, pavoneggiati nella lussuria più "patatesca", siete impurità oscena di cene senza cinese. E', al piratesco a cui dobbiamo esser Icari, io ne son esempio, in quanto, non solo picaro, m'anche Picasso.
L'involtino, di salsa stuzzichevole, d'aroma "sanguigno", che lecca la tua linguetta e "sbava" nella Primavera, "invaporandola" al raviolo di tanti voli fantasiosi.
E, il pollo, piccante d'agro-dolci assaggi ai primi di peli di barba dopo la rasatura d'una asettica mattinata stitica.
Due cani, si struscian di fuse, "orseggiandola" con spudorata impudicizia, e, come in un film di Tarantino, "turpiloquian" di parolacce degne d'essersi amate fra un burger e il pelo liscio anch'arruffato.
Il Mondo, avvoltolato nei suoi tovaglioli, è per me una Luce friabilissima d'ombra che fugge, e poi è qui.
Firmato il Genius
(Stefano Falotico)
Commenti
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1 febbraio 2012, 19:44 di LAMPUR
Mi sa che è il Mondo che fugge carissimo, a noi lasceranno giusto i tovaglioli gualciti dopo che avranno spento la Luce e spazzato definitivamente la tavola con sopra neanche più l'ombra di friabilissime briciole. "E poi è qui" che ci toccherà riaprire gli occhietti avvoltolati e darci una svegliata...
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