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07/02/2012 h. 23.54 Film: Playlist libera
Herlitzka o l'immensità

Herlitzka o l'immensità

“La mia faccia non è rassicurante. Posso fare sia il buono che il cattivo. Il mio primo ruolo al cinema nel film fu ne  La villeggiatura di Marco Leto ed era quello di un capo manipolo fascista, perfido e cattivissimo. Anche in Marianna Ucrìa faccio il cattivo ma ne Il mnemonista o ne L’ultima lezione non è stato così”. “Nel teatro le cose devono diventare assolute, anche la quotidianità. Tutto deve essere rappresentato perché al teatro puoi vedere solo la quintessenza delle cose, non la loro presenza. Al cinema tutto deve, invece, essere credibile all’istante. Il cinema lo interpreto in maniera diversa dal teatro. Al cinema mi adeguo ad una naturalezza. Il teatro è la rappresentazione di una naturalezza”. Probabilmente è il più grande attore italiano vivente.

  1. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Buongiorno, notte (2003) Per quelli nati dopo gli anni di piombo, Aldo Moro è un'immagine: la polaroid scattata dal covo delle Brigate Rosso con lo sfondo della bandiera con la stella a cinque punte. Con umanità e rispetto, ma anche senza il benché minimo sospetto del santino agiografico, è un Moro indimenticabile perché fragile, sofferto, straziante. E quella camminata finale, con lo sguardo quasi sarcastico, per quanto criticata, è impressionante.
  2. Il corpo dell'anima (1999) Vecchio (non anziano: vecchio), misantropo ed aspirante mistico sceneggiatore su un viale del tramonto pieno di foglie secche, alle prese con il lavoro più difficile: la possibilità di un amore fisico al di là dell'evidenza del corpo (che mostra le ferite del tempo volato via su di lui non senza crudeltà) con una donna che conosce il sesso e lo pratica con disinvolta generosità. Un amore impossibile che non sa e non può essere amore.
  3. DvdBlu-Ray non disponibileUmd non disponibile Marianna Ucrìa (1997) Vituperato da molti critici, è un film non disprezzabile che meriterebbe di essere visto anche solo per la maestosa prova del nostro, alle prese con un ruolo complesso e difficilissimo: lo squallido, anziano marito-zio che sposa la muta nipote per obblighi di famiglia, eppure intimamente, sconcertatamente innamorato della ragazza.
  4. L'ultima lezione (2001) Un uomo, un mistero. Il mistero di un uomo svanito nel nulla. Un economista, uno dei maggiori nel nostro Paese senza memoria. Federico Caffé scomparve senza dir niente a nessuno, e a niente servirono le indagini dei suoi studenti. Herlitzka si fa verbo dello sfuggente ed intimo perpetuare del segreto, travalica l'improvviso degli eventi inattesi.
  5. Pasqualino Settebellezze (1975) Nell'arco di un film stupendo dominato da una figura al di là del bene e del male (a mio parere sottovalutato oggi e ben considerato all'epoca, ma ora non c'entra niente) c'è posto anche per lui: è il socialista, la coscienza critica che manca al volubile e scanzonato Pasqualino, è il portaparola di chi ha avuto il coraggio di opporsi e di non omologarsi.
  6. Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come... (1983) Ancora la Wertmuller, questa volta in tinte decisamente più assurde: è il segretario del ministro Gastone Moschin, incredibilmente chiuso dentro un auto presso la casa dell'onorevole Ugo Tognazzi in cui succede veramente di tutto. Mai una macchietta, mai una caricatura, infallibile anche nella commedia, è francamente uno spasso.
  7. Boris
    Oramai presenza costante di molto cinema italiano (per quanto non sempre esaltante, ma è uno di quei attori capaci di risollevarti qualunque cosa), consegna alla storia un cammeo da urlo: è il mitico Serpentieri, il grande attore di teatro costretto a guadagnarsi la pagnotta nei panni di Nonno Alberto ne Gli occhi del cuore. Mito assoluto.
SI

Commenti

  • 8 febbraio 2012, 00:44 di marlucche

    Lo adoro! Vado sempre a vederlo a teatro e ogni volta che lo incontro per strada (abita non lontano da casa mia) lo vorrei fermare per manifestargli la mia ammirazione! Un grande!

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  • 8 febbraio 2012, 13:19 di spopola

    Guardalo anche (ma magari lo hai già fatto senza alcun bisognod ei miei suggerimenti in L'ultimo terrestre e Sette opere di misericordia

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  • 8 febbraio 2012, 19:23 di LorCio

    Ah Mà, quando l'incontri digli che gli voglio bene :) L'ultimo terrestre e le Sette opere, Valerio, mi mancano e non so quando li vedrò...

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  • 9 febbraio 2012, 13:30 di Peppe Comune

    Roberto Herlitzka è l'attore che prendo più spesso come termine di paragone (e un amico qui dentro dovrebbe saperlo) quando mi capita di affrontare con degli amici la questione sulla differenza tra il cinema come ricerca spettacolare dell'evento e il cinema come forma d'arte. Se riduciamo il cinema alle sole questioni dell'arte, la riconoscibilità di tanti attori-divi garantitagli dal fatto di avere alle spalle sistemi produttivi mastodontici che, come ovvio, hanno tutto l'interesse a creare attenzione intorno ad un film-evento, cede finalmente il passo a un giudizio che si basa solo ed esclusivamente sul talento attoriale. Ora, senza negare la bravura di tanti attori-divi (per la cui preferenza la questione diventa puramente soggettiva), il fatto semplice è che se parliamo di Cinema senza lasciarci condizionare più di tanto da molte moine superflue che gli capitano attorno e senza farci irretire da dinamiche comportamentali mutuate più o meno consapevolmente dalla televisione, ci accorgiamo che un Roberto Herlitzka vale la gioia di cullare con sincera onestà d'intenti una passione viva più di chissà quanti attori-divi che viaggiano con scorta e per i quali si bloccano intere città quando è prevista la loro presenza ai festival (mentre marlucche può incontrare tranquillamente Herlitzka tra le strade di Roma). Scritti come questo rendono giustizia al talento puro, quello che ci dovrebbe interessare più di ogni altra cosa. Roberto Herlitzka è tanto grande come attore quanto sconosciuto fuori dai nostri confini nazionali, ma, per come la vedo io, il problema è solo degli altri. Ti saluto Lorenzo, continua così, cresci bene.

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  • 10 febbraio 2012, 11:22 di LorCio

    Completamente d'accordo, Peppe. Poi è uno di quelli che ha l'onestà di dire che il suo nome è ininfluente a fini commerciali e che i registi giovani lo chiamano perché non costa tanto. Buona giornata!

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