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04/03/2003 h. 17.19 Registi: Playlist libera
Italia mia benché (postmoderna)

Italia mia benché (postmoderna)

Il cinema Postmoderno è finalmente sbarcato ad Anzio! Perché un film non è più una storia, è pura esperianza... i film si rovesciano, si srotolano, ti ipnotizzano, ti risucchiano, cambiano di direzione, ti cullano... non esiste più una visione uniprospettica: ora il cinema scherza, come Vermeer nello "studio dell'artista"... dov'è finito il punto di vista? Dedicata a Francesco Casetti.

  1. Gabriele Salvatores Il più postmoderno dei registi italiani. Le sue conversazioni audiovisive sanno un po' di Cattolica anni '80 ma... la visione in b/n di Sergio Rubini in "Nirvana" funziona davvero...
  2. Bernardo Bertolucci Ultimamente ha abbandonato la tarda modernità pasolnouvellevghesca per intraprendere la strada dell'"Assedio", pura visione che si srotola...
  3. Ermanno Olmi Ma come... proprio lui? Il pastor fido? Sì... proviamo a guardare meglio il narratore avvolto dalla luce aranciata del "Genesi" e le visioni febbrili di Giovanni nel "Mestiere delle armi"...
  4. Maurizio Zaccaro La trama di "Dove comincia la notte" non esiste... gli indizi che ci fornisce Avati sul giallo sono ridondanti... pure visioni, erlebnis e basta.
  5. Asia Argento "Scarlet Diva": Abel Ferrara in sedicesimo... visioni senza referente, immagini di magma neuronale.
  6. Daniele Gaglianone Il passato e il presente... il bianco e nero e la non narrazione. Il medium e (è) il messaggio. "I nostri anni": i partigiani morti e la paralisi dei fascisti, il cinema e la (sua) morte.
  7. Giuseppe Ferrara "I banchieri di Dio" e "Giovanni Falcone": il postmoderno come cattivo gusto. Palazzo Nuovo di Torino spacciato per la sede dell'ONU ed il magistrato siciliano che dialoga con la Morte di Bergman... suvvìa...
SI

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