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10/03/2003 h. 17.28 Registi: Playlist libera
Sur-cinema verso la modernità

Sur-cinema verso la modernità

Nel dopoguerra alcuni registi approfittano della crisi di Hollywood per forzare i lucchetti della classicità e precipitarsi verso la modernità. Dedicato ad acquanaturale, perché l'idea di questa play mi è venuta in mente mentre le scrivevo.

  1. Nicholas Ray È lui il vero traghettatore. Non parlerò ancora una volta di Plato morente, ma pensate alle riprese in elicottero di LA DONNA DEL BANDITO (e siamo nel '47!) che rappresentano il destino e la società che schiacciano i protagonisti.
  2. Samuel Fuller Nessun modello classico può contenere la furia di zio Sam! Ogni suo film è come una sfida gridata in faccia alla pulizia della classicità hollywoodiana. Deformazione, esagerazione, violenza.
  3. Vincente Minnelli Il talento di Minnelli non è solo visivo, è talento di scrittura e di metacinema (o metagenere, forse è meglio) La modernità di un film come GIGI e il discorso sul musical (su un uomo che È il musical) in SPETTACOLO DI VARIETA' dovrebbero bastare.
  4. Douglas Sirk Composizione anticlassica, sorta di Dreyerismo che invece di lavorare sullo svuotamento (che va bene in posto come la Danimarca) lavora sull'accumulazione (come è giusto che sia nell'america dei '50).
  5. Otto Preminger Coraggioso (L'UOMO DAL BRACCIO D'ORO), spesso estremo (CARMEN JONES), lungimirante (BONJUR TRISTESSE) e fuori dal coro (LA MAGNIFICA PREDA), mai piegato alle regole classiche (si pensi a VERTIGINE e al suo essere così programmaticamente aperto).
  6. Robert Siodmak Alla crisi di Hollywood si può anche reagire rimanendo in Europa. Ma non si scappa alla decadenza.
  7. John Huston Se la vita dei personaggi hustoniani è un'avventura, un'avventura è anche la realizzazione della pellicola. Il classicismo è sempre il punto di partenza, ma l'anarchico Huston va dove gli pare.
SI

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