Saw II - La soluzione dell'enigma


 


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La recensione di FilmTv

di Mauro Gervasini

Torna il serial killer più diabolico ed efferato. Un horror ben costruito e tutt'altro che innocuo

Torna Jigsaw, più diabolico che mai. Rinchiude un gruppo di persone in una casa piena di micidiali trappole e le sfida a uscirne prima di schiattare. Uno stolto poliziotto cerca di bloccarlo. Trama ridotta all'osso, dialoghi "da caserma", sceneggiatura sapiente ma tutta concentrata sull'invenzione dei congegni di morte, tra i quali una insostenibile filiera di siringhe. Come nei fumetti di Diabolik, dove contano solo trucchi e marchingegni. Saw 2 sta facendo un sacco di soldi, sfama evidentemente una fame di emozioni forti, sempre più forti, ma ha un sottofondo nichilista che devasta. Nessuna speranza, l'orrore si rigenera, nessuna morale, solo immagini malate. Il film è costruito con furbizia da Darren Lynn Bousman, che scrive e dirige con un occhio al meccanico citazionismo dell'horror anni '90 (quanti danni, Scream!) e un altro all'immaginario turbato dei tempi che corrono. La cosa più bella, con buona pace del Codacons, è il manifesto, con le dita mozzate praticamente identiche, per prospettiva e dimensioni, alle Torri Gemelle. Questo a dimostrazione che l'horror, consapevolmente o meno, resta il genere più adatto a riflettere il male che pervade il mondo. Con il suo sadismo, Saw 2 è tutt'altro che innocuo. Lo si può apprezzare a patto che non si faccia finta di niente.


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