An Education
Con Peter Sarsgaard, Carey Mulligan, Alfred Molina, Dominic Cooper, Rosamund Pike, Olivia Williams, Emma Thompson, Cara Seymour, Matthew Beard, Sally Hawkins
La recensione di FilmTv
Nella terza stagione di Mad Men, ambientato negli stessi anni di An Education, un dirigente inglese dice, soddisfatto dell’America, che ancora nessuno gli ha chiesto quali scuole avesse frequentato. Questo sistema di valori così tipicamente inglese e radicatissimo agli albori degli anni 60 (prima delle radio pirata di I Love Radio Rock, tanto per intenderci) opprime la sedicenne londinese Jenny. Suo padre è infatti un maniaco del controllo che sorveglia come un mastino le giornate della figlia perché lei riesca a entrare a Oxford. Si scoprirà che al genitore non interessa tanto l’educazione, quanto lo status sociale e la possibilità di incontrare facoltosi mariti che un’università prestigiosa porta con sé. Jenny crede di trovare una via d’uscita nella relazione con David, un viveur e un connoisseur d’arte dalle abitudini ricercate e dalle entrate economiche misteriose, cui la ragazza non chiede spiegazioni (Lynn Barber, l’autrice dell’articolo autobiografico che ha ispirato il film, spiega che a quei tempi era affascinata dall’esistenzialismo e fare domande era segno d’ingenuità e di modi borghesi). Potete già immaginare più o meno tutto il resto e la verve della scrittura di Hornby si fa presto opaca: brilla solo in alcune battute della prima parte del film e si spegne in un intreccio via via più grigio, che limita lo spazio comico a personaggi comprimari ridotti a macchiette (uno spreco delle doti di Alfred Molina). La regista danese Lone Scherfig, nota da noi per Italiano per principianti, rende l’atmosfera inglese uggiosa e soffocante, dirige bene la brava interprete protagonista (la ventiquattrenne Carey Mulligan) ma non ha guizzi e riduce la vacanza parigina al solito scorrere di cartoline e vestiti. Quel che però è peggio di An Education è come il sistema di valori inizialmente criticato, cacciato dalla porta rientri dalla finestra. Per un attimo trasmette al femminile la rabbia di Roger Waters che gridava di lasciare in pace i ragazzi, ma poi si schiera dalla parte delle istituzioni.
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