Gossip


 


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La recensione di FilmTv

di Aldo Fittante

Il pettegolezzo per combattere la noia. Ma il gioco presto sfugge di mano e si trasforma in dramma e in un film al limite dell’imbarazzante

Cinema medio americano alla frutta, ricco solo di pseudoglamour, “attori” e “attrici” carini, fascinosi, palestrati, ben truccati. Se la stagione 99-2000 si era aperta con “Cruel Intentions”, un anno dopo è la volta di “Gossip”. Più che un film, un “pilot” di una ipotetica serie alla “Dawson Creek”, dove le facce e i corpi di James Marsden e Joshua Jackson (come faccia a piacere quest’ultimo alle teenager è uno dei tanti misteri del mondo) tentano di riempire il vuoto pneumatico di una storia che interessa giusto le generazioni X totalmente al riparo da idee, ideologie, fatti e misfatti dell’umanità. Un gruppo di studenti innesca un gioco di pettegolezzi e il divertimento sfugge a poco a poco di mano. C’è persino il guru di turno (il solito, insopportabile Eric Bogosian) messo lì per la moralina: visto che ci annoiamo (!), cosa di meglio di corna e stupri inventati di sana pianta per vedere l’effetto che fa(nno)? Certo: chi si ciba di novelleduemila ed eveexpress, si accomodi; e chi, da qualche mese, clicca sul sito di Roberto D’Agostino, troverà pane per i suoi occhi e i suoi orecchi. Ma la commediola che vorrebbe pungere fatica a solleticare. Malgrado la produzione esecutiva sia firmata Joel Schumacher e la fotografia dal bravo Bartkowiak, recente regista di “Romeo deve morire”.


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