È Berlino, ma sembra Torino... Il concorso della Berlinale - tranne alcune riverite eccezioni - è pieno di nomi giovani alla prima, seconda o terza opera. Tanto cinema da scoprire, quindi. Ma pieno di promesse. E fuori concorso... le star.
Non è il Fuori Concorso: è di più. È Special: 15 titoli - lungometraggi di finzione e documentari - con grandi titoli e grandi nomi. Anche la passerella, a Berlino, è fatta con cinema di qualità.
Il mondo evolve (e devolve). E Panorama è la sezione dove tutto questo è visibile. Qui si affrontano i grandi temi del pianeta e le emergenze, con tanti documentari e tanto cinema impegnato. Con un'attenzione speciale anche al cinema LGBT.
Il cinema per, dei e sui ragazzi. Torna Generation - la sezione giovane della Berlinale - vera miniera di sorprese, con le sue due sottosezioni Kplus (dove K sta per Kinder) e 14plus, focalizzata invece sull'adolescenza.
Sangue straniero scorre nelle vene del cinema tedesco, desaparecidos nelle nostre sale, ma vitale. Grazie non solo ai turchi e ad altri registi migrati in Germania, ma anche grazie a documentaristi capaci di scovare nelle pieghe del reale per trovare fantasia e libertà.
A Mike Leigh la presidenza della giuria del concorso. Agli "ordini" del valido regista britannico un team di tutto rispetto e grandi nomi: tre registi, tre attori e uno scrittore.