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Speciale: Oscar 2010

Fotografia, montaggio, scene

Premi tecnici 1

Fotografia

Mauro Fiore per Avatar (USA 2009)
Fantascienza, di James Cameron, con Sam Worthington, Zoë Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez, Laz Alonso, Joel Moore, CCH Pounder, Wes Studi
Robert Richardson per Bastardi senza gloria (USA, Germania 2009)
Guerra, di Quentin Tarantino, con Brad Pitt, Eli Roth, Diane Kruger, Mike Myers, B.J. Novak, Samm Levine, Daniel Bruhl, Til Schweiger, Michael Fassbender, Rod Taylor, Christoph Waltz, Mèlanie Laurent
Bruno Delbonnel per Harry Potter e il Principe Mezzosangue (Gran Bretagna, USA 2009)
Fantasy, di David Yates, con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Timothy Spall, Jim Broadbent, Robbie Coltrane, Bonnie Wright, Jessie Cave
Christian Berger per Il nastro bianco (Austria 2009)
Drammatico, di Michael Haneke, con Susanne Lothar, Ulrich Tukur, Burghart Klaußner, Josef Bierbichler, Marisa Growaldt, Janina Fautz, Michael Kranz, Jadea Mercedes Diaz, Steffi Kühnert, Sebastian Hülk
Barry Ackroyd per The Hurt Locker (USA 2008)
Guerra, di Kathryn Bigelow, con Ralph Fiennes, Guy Pearce, David Morse, Jeremy Renner, Anthony Mackie, Christian Camargo, Brian Geraghty, Kristoffer Ryan Winters, Malcolm Barrett, Sam Redford, Evangeline Lilly

Montaggio

Avatar (USA 2009)
Fantascienza, di James Cameron, con Sam Worthington, Zoë Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez, Laz Alonso, Joel Moore, CCH Pounder, Wes Studi
Bastardi senza gloria (USA, Germania 2009)
Guerra, di Quentin Tarantino, con Brad Pitt, Eli Roth, Diane Kruger, Mike Myers, B.J. Novak, Samm Levine, Daniel Bruhl, Til Schweiger, Michael Fassbender, Rod Taylor, Christoph Waltz, Mèlanie Laurent
District 9 (USA/Sud Africa 2009)
Fantascienza, di Neill Blomkamp, con Sharlto Copley, David James, Jason Cope, Mandla Gaduka, Vanessa Haywood, Kenneth Nkosi, Louis Minnaar, William Allen Young, Hlengiwe Madlala, Robert Hobbs
Precious (USA 2008)
Drammatico, di Lee Daniels, con Gabourey Sidibe, Mo'Nique, Paula Patton, Lenny Kravitz, Sherri Shepherd, Nealla Gordon, Stephanie Andujar, Amina Robinson, Chyna Layne, Xosha Roquemore, Mariah Carey
The Hurt Locker (USA 2008)
Guerra, di Kathryn Bigelow, con Ralph Fiennes, Guy Pearce, David Morse, Jeremy Renner, Anthony Mackie, Christian Camargo, Brian Geraghty, Kristoffer Ryan Winters, Malcolm Barrett, Sam Redford, Evangeline Lilly

Scenografia

Avatar (USA 2009)
Fantascienza, di James Cameron, con Sam Worthington, Zoë Saldana, Sigourney Weaver, Stephen Lang, Giovanni Ribisi, Michelle Rodriguez, Laz Alonso, Joel Moore, CCH Pounder, Wes Studi
Nine (USA 2009)
Musicale, di Rob Marshall, con Daniel Day-Lewis, Nicole Kidman, Kate Hudson, Penélope Cruz, Judi Dench, Marion Cotillard, Stacy Ferguson, Sophia Loren, Martina Stella, Elio Germano
Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo (Francia, Canada 2009)
Fantasy, di Terry Gilliam, con Heath Ledger, Christopher Plummer, Johnny Depp, Colin Farrell, Jude Law, Tom Waits, Verne Troyer, Lily Cole, Carrie Genzel, Paloma Faith
Sherlock Holmes (Gran Bretagna, USA 2009)
Azione, di Guy Ritchie, con Robert Downey jr., Rachel McAdams, Jude Law, Mark Strong, Kelly Reilly, Eddie Marsan, James Fox, Hans Matheson, William Hope, Robert Stone
The Young Victoria (Gran Bretagna, USA 2009)
Drammatico, di Jean-Marc Vallée, con Emily Blunt, Rupert Friend, Paul Bettany, Miranda Richardson, Jim Broadbent, Thomas Kretschmann, Mark Strong, Jesper Christensen, Harriet Walter, Jeanette Hain
Dominio europeo tra i direttori della fotografia in lizza quest'anno. Competizione accesa nel premio per il montaggio e gara praticamente senza storia per quanto riguarda le scene.

Una forte presenza europea caratterizza i candidati al premio più di rilievo in questo raggruppamento: quella per la fotografia. Tra i "maestri delle luci" scelti dall'Academy quest'anno ben quattro sono europei e, di questi, uno è italiano. È il calabrese Mauro Fiore, che con Avatar e la candidatura all'Oscar ha toccato la punta più alta di una carriera iniziata ricoprendo man mano i vari ruoli: elettricista, tecnico luci e infine direttore della fotografia.

Insieme a lui sono il francese Bruno Delbonnel, che ha già vinto con merito l'Oscar per Il favoloso mondo di Amélie, un film che si ricorda anche per la speciale qualità delle immagini e dei colori, l'inglese Barry Ackroyd, che di solito lavora per Ken Loach e che qui ha fatto coppia con la Bigelow, e l'austriaco Christian Berger. È lui, che da sempre è il braccio destro di Haneke, l'outsider. Il bianco e nero di Il nastro bianco è infatti già stato ampiamente notato e discusso e gli ha già garantito un primato. Berger è infatti il primo direttore della fotografia non americano ad essere stato premiato, nello scorso mese di febbraio, dalla American Society of Cinematographers, proprio per la qualità speciale del lavoro compiuto sul film di Haneke, già premiato con la Palma d'Oro. L'unica presenza statunitense è quindi Richardson, che ha già vinto un Oscar per The Aviator e si ripresenta qui per la fotografia del film di Tarantino. 

 

Una scena del Nastro bianco
Una scena del Nastro bianco

Più "tecnici" invece gli altri due premi, che riguardano aspetti sicuramente meno apprezzabili da un pubblico non attento e cinematograficamente colto. E mentre per il montaggio la cinquina raccoglie praticamente i film più volte nominati per le varie sezioni, nella sezione dedicata alle scene termina questa egemonia e appaiono pellicole meno blasonate in questa edizione degli Academy Awards. È il caso sicuramente di Parnassus, che alla fine — nonostante le clamorose e luttuose vicende che ne hanno segnato il tournage — ha avuto un'accoglienza molto minore di quanto non ci si attendesse. Giustificata però in questo caso la nomination: la scenografia di Parnassus — come spesso nei film del visionario Gilliam — è sicuramente speciale. 

 

Una scena del film di Terry Gillliam
Una scena del film di Terry Gillliam

 

Per il resto la lotta è tra i due film in costume — gli ambienti classici di The Young Victor  e quelli barocco-pop della Londra di Sherlock Holmes  -, il musical Nine (passato per altro senza colpo ferire) e ... ancora una volta Avatar. Ma, francamente, se c'è un premio davvero meritato per Avatar è proprio quello per la scenografia (oltre naturalmente agli effetti): la invenzione di un intero pianeta è al cuore stesso dell'essenza filmica del lavoro di Cameron e viene difficile pensare che questo premio non sia già praticamente assegnato.



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