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Speciale: Oscar 2010

Cortometraggi e documentari

Corti e documentari

Corti

Miracle Fish (Australia 2009)
Cortometraggio, di Luke Doolan, con Karl Beattie, Kieran Darcy-Smith, Sebastian Dickins, Brendan Donoghue, Jason Doric, Cath Esposito, Ashley Fairfield, Eliza Logan, Tara Morice, Angus Russo
The Door (Irlanda 2008)
Cortometraggio, di Juanita Wilson
The New Tenants (Danimarca, USA 2009)
Cortometraggio, di Joachim Back, con Liane Balaban, Kevin Corrigan, Vincent D'Onofrio, Jamie Harrold, David Rakoff

Corti Animazione

French Roast (Francia 2008)
Animazione, di Fabrice O. Joubert
Granny O'Grimm's Sleeping Beauty (Irlanda 2008)
Animazione, di Nicky Phelan
Logorama (USA 2009)
Animazione, di François Alaux, Herve de Crecy, Ludovic Houplain, con Bob Stephenson, Sherman Augustus, Aja Evans, Joel Michaely, Matt Winston, Andrew Kevin Walker, David Fincher
The Lady and the Reaper (Spagna 2009)
Animazione, di Javier Recio Gracia
Wallace & Gromit (Gran Bretagna 2008)
Animazione, di Nick Park, con Peter Sallis, Sally Lindsay, Melissa Collier, Sarah Laborde

Documentari corti

China's Unnatural Disaster (USA 2009)
Documentario, di Jon Alpert, Matthew O'Neill
Music by Prudence (USA, Zimbabwe 2010)
Documentario, di Roger Ross Williams, con Prudence Mabhena
Rabbit à la Berlin (Germania, Polonia 2009)
Documentario, di Bartosz Konopka
The Last Campaign of Governor Booth Gardner (USA 2009)
Documentario, di Daniel Junge
The Last Truck (USA 2009)
Documentario, con Popeye Hurst, Kim Clay, Kate Geiger, Kathe Day, Joyce Gilbert, Louis Carter, Darlene Henson, Rick Stacy, Kevin Claypool, Dana Baker

Documentari lunghi

Burma VJ (Danimarca, Svezia, Norvegia 2008)
Documentario, di Anders Østergaard
Food, Inc. (USA 2008)
Documentario, di Robert Kenner, con Michael Pollan, Eric Schlosser
La baia dove muoiono i delfini (USA 2009)
Documentario, di Louie Psihoyos, con Richard O'Barry
The Most Dangerous Man in America (USA 2009)
Documentario, di Judith Ehrlich, Rick Goldsmith, con John Dean, Daniel Ellsberg, Patricia Ellsberg, Max Frankel, Bud Krogh, Tony Russo, Hedrick Smith
Which Way Home (USA 2009)
Documentario, di Rebecca Cammisa
Tra le quattro categorie che presentiamo in questa sezione c'è un unico nome già presente tra i nominati del passato: è quello del britannico Nick Park, creatore della saga Wallace e Gromit, che si confronta, nella sezione Corti di animazione, con il mostro sacro Walt Disney che ha dettato legge per intere decadi. Impegno e denuncia sociale, ambientalismo e grandi temi etico-filosofici sono da sempre i cavalli di battaglia delle sezioni documentaristiche; una norma confermata anche quest'anno dall'eccezione (o eccezionale) spunto metaforico di Rabbit a la Berlin.

Cortometraggi

La selezione dei cortometraggi "classici" alterna momenti di denuncia sociale a invenzioni fantasiose. Arrivano alle nomination, dopo aver rastrellato premi in mezzo mondo, la storia di Kavi  e della sua famiglia, moderni schiavi in un'India desolata e misera, The Door, rievocazione del disastro di Chernobyl e Miracle Fish, ipotetico spartiacque tra la denuncia e la fantasia, in cui assistiamo al sogno lucido di Joe, otto anni, che, maltrattato dagli amici a scuola, si ritrova a desiderare la sparizione del suo mondo complicato e si risveglia in una scuola deserta. Una volta approdati nel territorio dell'immaginazione seguiamo le vicissitudini di un ragazzino appassionato di magia che deve contrastare un padre tradizionalista e le sue proiezioni (Instead of Abracadabra) e la deriva horror di The New Tenants che fa passare voglia di cambiare casa anche agli irrequieti più strutturali.

 

Cortometraggi (Animazione)

Nella sezione che ha visto nel passato il dominio quasi incontrastato di Walt Disney (su 22 delle statuette vinte nella sua carriera ben 12 furono vinte per cortometraggi di animazione) quest'anno troviamo Wallace and Gromit in "A Matter of Loaf and Death" di Nick Park, un altro "veterano", che, grazie alla "saga" dei suoi due personaggi, è già stato presente altre quattro volte aggiudicandosi però la statuetta solo una volta.

A contrastare il maestro britannico sono presenti con le loro creazioni, tutti per la prima volta, solo autori europei con alle spalle solide e "contaminate" carriere. Si va dal collettivo francese della H5 — specializzato in video musicali per i grandi nomi della lounge e della techno francese (Air, Alex Gopher, Etienne de Crecy) — di cui fa parte Nicolas Schmerkin presente con Logorama, animazione in chiave grottesca di una Los Angeles costituita solo da brand aziendali, al ritratto della arroganza della medicina, e della cultura, occidentale affidato allo spagnolo Javier Recio Garcia (La dama y la muerte). Completano la cinquina, tutta europea, Fabrice Joubert che con French Roast sperimenta un mix di animazione in 2D e in 3D, e l'inglese Nicky Phelan  (Granny O'Grimm's Sleeping Beauty) la cui nonnina che si fa prendere la mano dal racconto, finendo per trasformare "La Bella Addormentata" in un horror e terrorizzando la nipotina al posto di conciliarle il sonno, è già stata vista 311.000 volte su Youtube. Sì avete capito bene: tutti i cortometraggi d'animazione sono già visibili interamente su Youtube, basta cercarli con il loro titolo. Così va la vita, quelli di Berlino no, ma i candidati agli Oscar sì.

 

Documentari (cortometraggi)

Pur non trattandosi di un soggetto che si presta a facili sintesi, la crisi economica e finanziaria appare in questa selezione grazie ad una inchiesta sulla imminente chiusura di una fabbrica della General Motor in Ohio (The Last Truck: Closing of a GM Plant) in cui lo spettro della disoccupazione degli operai è anche la scintilla per analizzare sia le discutibili scelte commerciali del colosso Usa sia l'impostazione pensionistica e assicurativa completamente affidata ai privati.

In mezzo alle altre tematiche etiche e sociali — la campagna a favore del suicidio assistito condotta dal governatore di Washington, malato di Alzheimer, Booth Gardner (The Last Campaign of Governor Booth Gardner); il terremoto  che nella provincia cinese dello Sichuan ha ucciso 10.000 bambini rimasti intrappolati nel crolli di centinaia di scuole costruite con lo sputo (China's Unnatural Disaster: The Tears of Sichuan Province); il ritratto di una intera società affidato alle corde (vocali) di una cantautrice disabile, leader di una band musicale, che ha saputo emergere nonostante nello Zimbabwe nascere disabili significhi essere condannati all'invisibilità e allo sfruttamento a vita (Music by Prudence) — spicca l'originale vicenda della comunità di conigli che abitavano nel muro di Berlino, metafora di un crollo e della conseguente apertura al "mondo libero" (Rabbit a la Berlin).

 

Documentari (lungometraggi)

Nella sezione che nell'ultima decade ha avuto come indiscusso protagonista l'amato/odiato giornalista Michael Moore — vincitore nel 2002 con Bowling a Columbine, nominato nel 2007 con Sicko, escluso, non senza polemiche, con Fahrenehit 9/11 ed escluso nel 2010 con Capitalism: a Love Story, un pamphlet che di certo ha dato diversi pruriti ai piani alti delle istituzioni USA — troviamo quest'anno una particolare attenzione alle tematiche ambientali grazie alle inchieste di Food, Inc. e di The Cove. Il primo è focalizzato sugli effetti devastanti dell'industria alimentare su larga scala e il secondo sulla strage di delfini che ogni anno viene compiuta al largo delle coste giapponesi e girato, segretamente, con mezzi tecnologici d'avanguardia come videocamere sottomarine ad alta definizione mimetizzate tra le rocce e microfoni di profondità. Completano la selezione il resoconto drammatico della rivoluzione dei monaci birmani (fallita) del 2007 (Burma VJ), il ritratto approfondito dell'uomo che ha messo in ginocchio gli Stati Uniti aprendo la falla del Watergate (The Most Dangerous Man in America) e le tristi vicende dei bambini centroamericani in migrazione solitaria verso gli Usa (Which Way Home).

 



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