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Speciale: Festival di Venezia 2008

Il concorso ufficiale

In Concorso

Achille e la tartaruga (Giappone 2008)
Commedia, di Takeshi Kitano, con Takeshi Kitano, Kanako Higuchi, Nao Omori, Kumiko Aso, Ren Osugi, Masatô Ibu, Yûrei Yanagi, Akira Nakao, Mariko Tsutsui, Eri Tokunaga
Dangkou (Brasile, Hong Kong, Giappone 2009)
Thriller, di Nelson Yu Lik-wai, con Anthony Wong Chau-Sang, Jô Odagiri, Antônio Petrin, Milhem Cortaz, Yi Huang, Tainá Müller
Gabbla (Algeria, Francia 2008)
Drammatico, di Tariq Teguia, con Kader Affak, Ines Rose Djakou, Ahmed Benaïssa, Fethi Ghares, Kouider Medjahed, Djalila Kadi-Hanifi
Il papà di Giovanna (Italia 2008)
Drammatico, di Pupi Avati, con Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Francesca Neri, Ezio Greggio, Serena Grandi
Il seme della discordia (Italia 2008)
Commedia, di Pappi Corsicato, con Caterina Murino, Alessandro Gassman, Martina Stella, Valeria Fabrizi, Isabella Ferrari, Monica Guerritore, Michele Venitucci
Inju, la bête dans l'ombre (Francia 2008)
Giallo, di Barbet Schroeder, con Benoît Magimel, Lika Minamoto, Shun Sugata, Maurice Bénichou, Ryo Ishibashi, Takumi Bando, Toshi Fujiwara, Sean Muramatsu, Gen Shimaoka, Erika Niibo
Jerichow (Germania 2009)
Drammatico, di Christian Petzold, con Benno Fürmann, Nina Hoss, André Hennicke, Hilmi Sözer, Knut Berger, Marie Gruber, Claudia Geisler
La terra degli uomini rossi (Italia, Brasile 2008)
Drammatico, di Marco Bechis, con Claudio Santamaria, Chiara Caselli, Matheus Nachtergaele, Leonardo Medeiros, Inéia Arce Gonçalves, Temily Comar, Ambrósio Vilhava, Camila Caetano Ferreira, Alicélia Batista Cabreira, Eliane Juca da Silva
Nuit de chien (Portogallo, Francia 2008)
Drammatico, di Werner Schroeter, con Pascal Greggory, Bruno Todeschini, Amira Casar, Jean-François Stévenin, Elsa Zylberstein, Nathalie Delon, Sami Frey, Bulle Ogier, Eric Caravaca, Filipe Duarte
Ponyo sulla scogliera (Giappone 2008)
Animazione, di Hayao Miyazaki
Rachel sta per sposarsi (USA 2008)
Drammatico, di Jonathan Demme, con Anne Hathaway, Rosemarie DeWitt, Mather Zickel, Bill Irwin, Anna Deavere Smith, Anisa George, Tunde Adebimpe, Debra Winger, Jerome LePage, Beau Sia
Süt (Turchia 2008)
Drammatico, di Semih Kaplanoglu, con Melih Selcuk, Basak Koklukaya
Teza (Germania, Etiopia 2008)
Drammatico, di Hailé Gerima, con Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene
The Burning Plain (USA 2008)
Drammatico, di Guillermo Arriaga, con Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, José María Yazpik, Joaquim De Almeida, Tessa Ia, Diego J. Torres, J.D. Pardo, Danny Pino, Sean McGrath
The Hurt Locker (USA 2008)
Guerra, di Kathryn Bigelow, con Ralph Fiennes, Guy Pearce, David Morse, Jeremy Renner, Anthony Mackie, Christian Camargo, Brian Geraghty, Kristoffer Ryan Winters, Malcolm Barrett, Sam Redford, Evangeline Lilly
The Sky Crawlers (Giappone 2008)
Animazione, di Mamoru Oshii, con Rinko Kikuchi, Chiaki Kuriyama, Shosuke Tanihara, Ryo Kase
The Wrestler (USA 2009)
Drammatico, di Darren Aronofsky, con Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood, Judah Friedlander, Ajay Naidu, Mark Margolis, Ashley Springer, Angelina Aucello, Giovanni Roselli, Marcia Jean Kurtz
Un giorno perfetto (Italia 2008)
Drammatico, di Ferzan Özpetek, con Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea, Valerio Binasco, Nicole Grimaudo, Federico Costantini, Monica Guerritore, Angela Finocchiaro, Stefania Sandrelli, Nicole Murgia, Gabriele Paolino
Vegas (USA 2008)
Drammatico, di Amir Naderi, con Mark Greenfield, Nancy La Scala, Zach Thomas, Benjamin Weil
Una selezione ampia e varia - con alcuni, eterni, punti cospicui - che ha sollevato perplessità e critiche sulla propria identità ma che premia, perlomeno nella presenza, le produzioni del nostro paese e quelle d'oltralpe (che recentemente ha premiato noi).

Una visione pluralistica che non aspira a essere ecumenica. Una selezione che non va programmaticamente a caccia del "nuovo" e che cerca semmai conferme nelle visioni degli autori. È così, con breve sintesi, che si possono riassumere le parole di Marco Müler, ancora una volta di

rettore della Mostra del cinema di Venezia, usate per presentarne la 65a edizione. Che rifugge dalla necessità di affermare che il cinema è Arte, e che più prosaicamente ne accetta invece il suo essere "divertimento", ovvero industria del divertimento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E poiché "divertire" è portare di qua e di là, ecco che questa edizione della Mostra veneziana si presenta un po' vasta e varia, senza una fisionomia certa e con alcune scelte che lasciano, se non dubbiosi, almeno perplessi.

Questo vale già a partire dal concorso, sul quale sono naturalmente puntati i riflettori mediatici, e che presenta i film che vedremo poi un giorno nelle sale (perché per molti degli altri, ve lo diciamo subito, potete tranquillamente scordarvi che vi sarà una distribuzione in Italia).

 

 

L'elenco non lo riproponiamo: lo trovate qui a fianco. Riassumiamo solo le evidenze che tutti hanno più o meno sottolineato: il ritorno (eterno) di alcuni registi da sempre più o meno legati alla mostra (Kitano, Miyazaki, ma anche i Coen — che anche se fuori concorso aprono le danze con il loro "Burn after reading", garanzia di una passerella da titoli sui telegiornali, e la Bigelow), la plurima presenza italiana (4 titoli: Ozpetek, Bechis, Corsicato e Avati), quella altrettanto nutrita della Francia (un ringraziamento per i fasti italici a Cannes?). E quella di alcuni film che ben difficilmente vedremo nelle sale. Chi oserà proporre il film etiope "Teza"? Chi investirà sul film turco "Süt"? Una domanda — retorica — che si potrebbe estendere anche a molti altri titoli, di questa e delle altre selezioni. E così mentre i "big" saranno tutti nelle sale quasi in contemporanea, gli altri hanno davanti un viaggio della speranza (nostra e loro) che non facilmente potrà finire bene.