Speciale: Venezia 2010
Il concorso
In Concorso
- 13 Assassini (Giappone, Gran Bretagna 2010)
- Azione, di Takashi Miike, con Koji Yakusho, Tsuyoshi Ihara, Yusuke Iseya, Takayuki Yamada, Sosuke Takaoka, Kazuki Namioka, Yûma Ishigaki, Arata Furuta, Koen Kondo, Hiroki Matsukata
- Attenberg (Grecia 2010)
- Drammatico, di Athina Rachel Tsangari, con Ariane Labed, Evangelia Randou, Giorgos Lanthimos, Vangelis Mourikis
- Ballata dell'odio e dell'amore (Spagna, Francia 2010)
- Commedia, di Alex de la Iglesia, con Santiago Segura, Antonio de la Torre, Fernando Guillen Cuervo, Fran Perea, Sancho Gracia, Javier Botet, Joxean Bengoetxea, Carlos Areces, Terele Pavéz, Raúl Arévalo
- Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma (Cina, Hong Kong 2010)
- Azione, di Tsui Hark, con Tony Leung Ka Fai, Andy Lau, Bingbing Li, Carina Lau, Jean-Michel Casanova, Lu Yao
- Drei (Germania 2010)
- Commedia, di Tom Tykwer, con Sophie Rois, Devid Striesow, Martin Hentschel, Sebastian Schipper, Senta Dorothea Kirschner, Gotthard Lange, Mick Slaney, Alexander Yassin, Karl Alexander Seidel, Michael Dorn
- Essential Killing (Polonia, Norvegia, Irlanda, Ungheria 2010)
- Thriller, di Jerzy Skolimowski, con Vincent Gallo, Emmanuelle Seigner, Stig Frode Henriksen, Nicolai Cleve Broch, David L. Price, Torgrim Ødegård, Varg Strande, Phillip Goss, Lars Markus Verpeide Bakke, Zach Cohen
- Happy Few (Francia 2010)
- Drammatico, di Antony Cordier, con Marina Foïs, Elodie Bouchez, Roschdy Zem, Nicolas Duvauchelle, Jean-François Stévenin, Alexia Stresi, Geneviève Mnich, Philippe Paimblanc, Blanche Gardin, Ilona Caly
- Il cigno nero (USA 2010)
- Drammatico, di Darren Aronofsky, con Natalie Portman, Mila Kunis, Vincent Cassel, Winona Ryder, Sebastian Stan, Barbara Hershey, Toby Hemingway, Janet Montgomery, Kristina Anapau, Christopher Gartin
- La passione (Italia 2010)
- Commedia, di Carlo Mazzacurati, con Silvio Orlando, Cristiana Capotondi, Kasia Smutniak, Stefania Sandrelli, Giuseppe Battiston, Corrado Guzzanti, Marco Messeri, Djibril Kébé
- La pecora nera (Italia 2010)
- Commedia, di Ascanio Celestini, con Ascanio Celestini, Maya Sansa, Giorgio Tirabassi, Luisa De Santis, Barbara Valmorin, Nicola Rignanese, Luigi Fedele, Alessia Berardi, Alessandro Marverti, Mauro Marchetti
- La solitudine dei numeri primi (Italia/Francia/Germania 2010)
- Drammatico, di Saverio Costanzo, con Alba Rohrwacher, Luca Marinelli, Martina Albano, Arianna Nastro, Isabella Rossellini, Filippo Timi
- La versione di Barney (Canada/Italia 2010)
- Drammatico, di Richard J. Lewis, con Dustin Hoffman, Minnie Driver, Bruce Greenwood, Rachelle Lefevre, Paul Giamatti, Scott Speedman, Saul Rubinek, Mark Addy, Jake Hoffman
- Meek's Cutoff (USA 2010)
- Western, di Kelly Reichardt, con Michelle Williams, Paul Dano, Bruce Greenwood, Shirley Henderson, Will Patton, Zoe Kazan, Neal Huff, Tommy Nelson, Rod Rondeaux
- Miral (Francia/Italia/Israele/India 2010)
- Drammatico, di Julian Schnabel, con Freida Pinto, Willem Dafoe, Hiam Abbass, Vanessa Redgrave, Alexander Siddig, Stella Schnabel, Ruba Blal, Yasmine Elmasri
- Noi credevamo (Italia, Francia 2010)
- Storico, di Mario Martone, con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Luca Zingaretti, Luca Barbareschi, Toni Servillo, Francesca Inaudi, Guido Caprino, Renato Carpentieri, Ivan Franek, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani, Stefano Cassetti, Pietro Manigrasso, Pino Calabrese
- Norwegian Wood (Giappone 2010)
- Drammatico, di Anh Hung Tran, con Rinko Kikuchi, Ken'ichi Matsuyama, Kiko Mizuhara, Kengo Kora, Tetsuji Tamayama, Reika Kirishima, Eriko Hatsune
- Post mortem (Cile, Messico, Germania 2010)
- Drammatico, di Pablo Larrain, con Alfredo Castro, Antonia Zegers, Vadell Jaime, Nobuera Amparo, Marcelo Alonso
- Potiche. La bella statuina (Francia 2010)
- Commedia, di François Ozon, con Gérard Depardieu, Catherine Deneuve, Judith Godrèche, Jérémie Rénier, Karin Viard, Fabrice Luchini, Evelyne Dandry, Sinead Shannon Roche
- Promises Written in Water (USA 2010)
- Drammatico, di Vincent Gallo, con Delfine Bafort, Vincent Gallo, Sage Stallone, Lisa Love
- Road to Nowhere (USA 2010)
- Thriller, di Monte Hellman, con Shannyn Sossamon, Dominique Swain, John Diehl, Cliff De Young, Michael Bigham, Mallory Culbert, Rob Kolar, Lathan McKay, Nic Paul, Waylon Payne, Bonnie Pointer, Gregory Rentis
- Silent Souls (Russia 2010)
- Drammatico, di Aleksei Fedorchenko, con Yuliya Aug, Igor Sergeyev, Viktor Sukhorukov, Yuriy Tsurilo
- Somewhere (USA 2010)
- Drammatico, di Sofia Coppola, con Stephen Dorff, Elle Fanning, Benicio Del Toro, Laura Chiatti, Michelle Monaghan, Laura Ramsey, Robert Schwartzman, Jo Champa, Giorgia Surina, Simona Ventura, Nino Frassica
- Venere nera (Francia 2010)
- Storico, di Abdel Kechiche, con Yahima Torrès, Olivier Gourmet, Jonathan Pienaar, Jean-Christophe Bouvet, Andre Jacobs, Olivier Loustau, Eric Moreau, Ralph Amoussou, Diana Stewart, Yann Sorton, Gilles Matheron
"Documentare il “visivo” contemporaneo in tutti i suoi stati, sollecitare uno sguardo attento, vigile ed appassionato e offrire in cambio un nuovo passo di visione". Marco Mueller, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, chiude con queste parole la presentazione della 67a Mostra, la settima da lui diretta.
È un compito indubbiamente "alto" quello che si propone Mueller, sapiente ed esperto "creatore di festival" e — al di fuori delle formule e degli intenti — probabilmente vale più per l'intero festival, declinato cioè in tutte le sue sezioni, più che per quella speciale vetrina che è il concorso.
In verità, sappiamo da sempre che comporre il puzzle della selezione ufficiale vuol dire tenere presenti molte istanze, talvolta centripete rispetto a un'unità progettuale, che emerge spesso più dall'intero e più ancora dalle sezioni "minori": in questo caso sicuramente Orizzonti e, di nuovo quest'anno, da Controcampo italiano.

Nel concorso bisogna fare i conti innanzitutto con "quel che c'è" (ovvero quel che c'è di pronto, in questo momento dell'anno), con la necessità di accostare grandi nomi a artisti emergenti, con le pressioni del mercato e delle case di produzione che aspirano a vedere le loro opere presentate in un contesto che offre, sempre e sicuramente, prestigio e visibilità.
Eppure, a dar un'occhiata veloce e necessariamente superficiale (che quella profonda è solo la visione a garantirla), pare proprio che quest'anno il festival di Venezia tenti un salto, lanciando tutto se stesso — e a partire proprio dal concorso — al di là delle logiche dominanti.
Guardate i nomi qui che compongono la lista: osservate quelli dei registi. Chi ama e conosce il cinema degli ultimi anni troverà molti motivi di interesse. Ma chi cerca nomi "glamour", star da passerella buoni per far cassetta e per far parlare i telegiornali della prima settimana di settembre avrà meno soddisfazione.
Non che manchino le star, intendiamoci. È che, quando ci sono, appaiono in produzioni che promettono qualità, per il nostro (e si spera anche per il loro) godimento. Così, tanto per far parlare i numeri, possiamo vedere che su 23 pellicole solo 4 sono produzioni USA: quelle guidate dai registi Aronofsky, Coppola, Hellman e Reichardt. Nomi interessanti, che hanno tutti in passato diretto film che sono stati anche molto apprezzati, ma di certo non figure dominanti del mainstream hollywoodiano.

La parte del leone (dirlo al festival di Venezia suona strano e propiziatorio) la fa così l'Europa: ben 12 pellicole e di queste addirittura 4 italiane, che tra le nazioni europee è la più rappresentata (la Francia offre 3 film, capitanati da quello di Ozon).
Questa "dilagante" presenza italiana non dovrebbe stupire visto che siamo al principale festival italiano, ma invece — considerando quel che è successo negli ultimi anni e considerato anche che i film dell'anno scorso (erano 4 anche allora a dire il vero) non avevano fatto gridare al miracolo (l'apertura era affidata a Baaria...), — ci tiene desti. Come ci tiene desti la sezione controcampo (alla quale rimandiamo). Curioso che il ministro della cultura Bondi sembra non voglia essere presente: una decisione sospesa e non ben comprensibile.

Diminuita invece la presenza asiatica. In un festival che spesso ha scoperto e premiato opere orientali non ci sono (almeno in concorso) che due film giapponesi e uno di Hong Kong. Ma se provate a scorrere i film delle altre sezioni, scoprirete che quest'assenza è relativa e ampiamente compensata. Del resto non va dimenticato che il Leone d'oro alla carriera va quest'anno a John Woo, che porta anche a sfilare in laguna il ultimo film, Reign of Assassins.
