Speciale: Venezia 2010
Controcampo Italiano
Controcampo italiano
- 20 sigarette (Italia 2010)
- Drammatico, di Aureliano Amadei, con Vinicio Marchioni, Carolina Crescentini, Giorgio Colangeli, Alberto Basaluzzo
- A Woman (USA, Italia 2010)
- Drammatico, di Giada Colagrande, con Willem Dafoe, Jess Weixler, Stefania Rocca, Michele Venitucci, Mariela Franganillo, Jeremy Frutkin, Anna Luisa Capasa, Marialuisa Capasa
- Flaiano (Italia 2010)
- Documentario, di Giancarlo Rolandi, Steve Della Casa, con Sandra Milo, Giuliano Montaldo, Pupi Avati, Elio Germano, Enrico Vaime
- Fughe e approdi (Italia 2010)
- Documentario, di Giovanna Taviani
- I baci mai dati (Italia 2010)
- Drammatico, di Roberta Torre, con Donatella Finocchiaro, Pino Micol, Beppe Fiorello, Piera Degli Esposti, Carla Marchese, Valentina Giordanella, Martina Galletta, Alessio Vassallo, Lucia Sardo
- Il loro Natale (Italia 2010)
- Documentario, di Gaetano Di Vaio, con Mariarca Di Vaio, Maddalena Sibilli
- Il primo incarico (Italia 2010)
- Drammatico, di Giorgia Cecere, con Isabella Ragonese, Francesco Chiarello, Alberto Boll, Miriana Protopapa, Rita Schirinzi
- Into Paradiso (Italia 2010)
- Commedia, di Paola Randi, con Gianfelice Imparato, Saman Anthony, Peppe Servillo, Eloma Ran Janz
- Ma che storia (Italia 2010)
- Documentario, di Gianfranco Pannone
- Se hai una montagna di neve, tienila all'ombra (Italia 2010)
- Documentario, di Elisabetta Sgarbi, con Franco Battiato, Umberto Eco, Laura Morante
- Tajabone (Italia 2010)
- Documentario, di Salvatore Mereu, con Abdullah Seye, Oscar Vincis, Munira Amhetovic
- Tarda estate (Italia 2010)
- Drammatico, di Marco De Angelis, Antonio Di Trapani, con Hal Yamanouchi, Chiaki Oshima, Yuki Iwasaki
- Ward 54 (Italia, Usa 2010)
- Documentario, di Monica Maggioni
Era il 1980 e Carlo Lizzani, all'epoca direttore della Mostra del Cinema di Venezia, volle inaugurare una sezione speciale, chiamata "Controcampo italiano" che avrebbe dovuto dare visibilità a quanto stava accadendo nel cinema italiano, offrendo uno sguardo sulla produzione nazionale che andasse al di là delle testimonianze offerte dai singoli titoli presenti nelle varie sezioni.
L'anno scorso questa formula è stata ripresa, forse più con l'intento di stimolare una crescita che di testimoniarla. E quest'anno "l'esperimento" torna, con una galleria di titoli — cortometraggi, documentari e lungometraggi di fiction e non.

Nonostante ovviamente sia stato dato grande spazio sui media alla presenza del film di Roberta Torre, che aprirà le danze, in realtà saranno i documentari a farla da padrone. Sono ben sette e, sulla carta, tutti estremamente interessanti. Si va dal lavoro di Giancarlo Rolandi e Steve Della Casa — Il meglio è passato (titolo da brivido) — che racconta un momento e una vicenda particolari della storia del cinema italiano, sino a Fughe e approdi, di Giovanna Taviani, sulla relazione speciale e privilegiata delle isole Eolie con il cinema italiano.
Accanto a questi lavori strettamente legati al cinema, ve ne sono poi altri che declinano una vocazione alta e tipica del documentario: la riflessione sul sociale, sulla politica e sulla storia, sia quella che cerca una visione panoramica che quella invece che guarda a fatti più minuti e circoscritti. Al primo genere appartiene senz'altro Ma che storia, che attraverso documenti e cinegiornali dell'Istituto Luce, tenta di ricostruire il percorso storico italiano e la (oggi più che mai visibile) latitanza di un sentimento nazionale condiviso. E sicuramente gli è fratello anche il lavoro di Elisabetta Sgarbi sul valore che oggi si dà in Italia alla cultura.
Sono invece del secondo genere i lavori come Tajabone, di Mereu, che racconta un anno di alcuni studenti cagliaritani, o come Il loro Natale, di Di Vaio, che ci porta a contatto con le mogli, le compagne e la madri dei detenuti del carcere di Poggioreale e di altri istituti di detenzione del napoletano.
