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L'avventura (1960)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'avventura: assente
Ritmo ritmo in L'avventura: minimo
Impegno impegno in L'avventura: forte
Tensione tensione in L'avventura: presente
Erotismo erotismo in L'avventura: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a L'avventura

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a L'avventura (voti: 64 media: 3,97) 64

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locandina di L'avventura

La trama

Anna, figlia di un ambasciatore a riposo, e Claudia vengono invitate a una gita alle Eolie a bordo dello yatch di Sandro, architetto, fidanzato di Anna. Alla gita partecipano anche altri amici della coppia, ma nessuno sembra particolarmente incantato dal superbo paesaggio marino che li circonda. Dopo un litigio con Sandro, Anna improvvisamente scompare. Sandro e Claudia, inizialmente con gli altri componenti della compagnia, la cercano invano in vari luoghi; una volta rimasti soli sull'isola, tra loro si instaura un ambiguo rapporto, dapprima di reciproca tolleranza. Poi, man mano che svaniscono le speranze di trovare Anna, si abbandonano all'amore. Sembra una storia solida, ma l'uomo trova ben presto modo di abbandonarsi a un'avventura occasionale con un'altra donna. Claudia, dopo un momento di ribellione, si rassegna a perdonarlo. Su una vicenda esilissima, Antonioni costruisce un'analisi dei sentimenti di eccezionale valore, sia contenutistico che formale. È il capolavoro che apre la strada alla trilogia sull'incomunicabilità: "La notte", "L'eclisse" e "Deserto rosso". 

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L'opinione più votata

Di Utente rimosso (signor joshua) scritta il 06/09/2010 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto ottimo

L'avventura in questione, è quella operata da un gruppo di ricchi anonimi borghesi, nelle isole Eolie, ma si rivela essere un po' meno “avventurosa” del previsto: tutti conoscono già perfettamente ciò che vanno a visitare, tutti ci sono già stati ed a nessuno importa più niente di visitare quei luoghi così freddamente costruiti, reperibili in qualsiasi guida turistica, citati in qualsiasi filmaccio cartolinesco, persino la sua geologia è talmente risaputa da annoiare (“Lo sapevate che prima erano vulcani?”,”Lo sai che hai detto la stessa cosa tredici anni fa?”), e non ci sarebbe neanche un po' di divertimento, se non si mettesse un po' di carne al fuoco. Se si vuole, possiamo ridurre tutto il film a questo, cioè una mera causa di un bislacco divertimento ad opera di una donna profondamente scontenta: è affezionata al suo fidanzato, ma vorrebbe stare da sola per mesi, forse anni, sta bene con le persone, ma allo stesso tempo si sente soffocata a stare in pubblico, suo padre la irrita, ma nonostante questo è la prima persona che corre in suo soccorso, e tutte le altre contraddizioni; tutto questo porta irrimediabilmente alla creazione di una mentalità distorta, che induce la diretta interessata, prima ad inventarsi la storia dello squalo, poi a tentare di troncare con Sandro (o comunque a farlo restare con il punto interrogativo in faccia), ed infine, chi lo sa, magari anche a scomparire all'improvviso, senza lasciare traccia. Magari si è suicidata, o magari no, forse si è semplicemente nascosta osservando quali e quante persone si sarebbero mosse per salvare, e quante l'avrebbero dimenticata immediatamente, ed il risultato qual'è stato? Un dolore iniziale che ha circondato tutti, false speranze che si facevano strada nei cuori più deboli, o che tenevano più alla sua salvezza, un primo interessamento di Sandro, di Claudia, e del padre della scomparsa. Ma dopo pochissime ore, tutto salta: del padre non si sa più nulla, la polizia smette di indagare, gli “amici” non si fanno più domande, e tornano alla loro banale routine, e Sandro e Claudia, finiscono insieme, si confessano di amarsi, quando pochi minuti prima si ignoravano, ed infine, dopo aver sperato che la loro amata tornasse, iniziano a sperare (dicendolo anche ad alta voce, in presenza di persone) che essa non torni più. Perché dell'amore non c'è traccia, è solo possesso, è solo un pretesto per dar sfogo all'insoddisfazione della vita, e degli istinti repressi, e per far questo, era necessario che qualcun altro compisse il passo prima di coloro che più lo desideravano. I borghesi del film, diventano insoddisfatti loro malgrado, al di là di ogni tipo di ideologia, si fanno trascinare in un vortice di sentimenti falsati che li conduce in una trappola senza via di uscita, se non la rassegnazione alla propria sorte di persone perennemente scontente. Il discorso della borghesia passa quasi in secondo piano: in questo contesto, tutti sono colpevoli, non esiste categoria o classe sociale che possa essere risparmiata, non certo in questa società, e chiaramente non nella nostra incoerente razza umana, ed allora tutto questo racconto dilatato ed emblematico, perde di significati politici terreni, e può essere visto come una “semplice” costruzione di un meccanismo narrativo, fatto interamente di sentimenti diametralmente opposti. La mano di Antonioni non tarda a farsi riconoscere: lentezza insostenibile (non aiutata da una durata notevole) che sottolinea lo stato d'animo dei protagonisti, l'immancabile Monica Vitti come protagonista femminile, la linea di erotismo che accompagna ogni azione, l'osticità totalmente voluta dei pensieri dei personaggi e delle loro azioni, nonché, un'atmosfera claustrofobica e tesa (con un finale di incertezza e afflizione silenziosa). L'unica cosa che manca al film per essere perfetto, secondo me, è il colore: il bianco e nero era più funzionale in altri contesti (Il grido e La notte, per esempio), qui invece, la vicenda, necessitava dell'utilizzo di sfumature accese, che sottolineassero ulteriormente la claustrofobia generale, che risulta essere un po' troppo insipida. In ogni caso, un film da da vedere e da... “percepire”.
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SI

Opinioni su L'avventura


17 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "L'avventura"
MrPostman

Il primo termine estemporaneamente lungometralgico della trilogia antoniana dell'esistenza (o, nel suo multivario declino, dell'incomunicabilità sentimentale) ha il proprio inizio con una pellicola profondamente didascalica, a differenza del ben più performativo ed eduloidato "La notte", 'L'avventura", focalizzazione impersonalizzata e , pertanto, onnisciente non solo delle curvature asiderali possibilmente realizzantesi nella relazione amorosa, ma, com'è uso dei tracciamenti...

voto al film: MrPostman assegna il voto buono a L'avventura (1960)


7 novembre 2011 Opinione di mm40 su "L'avventura"
mm40

L’avventura è un film difficilissimo. La Vitti è meravigliosa. Ferzetti è l’emblema del maschio italiano, traditore per natura, forte a parole e nullo nei fatti. Dura due ore e mezza, o quasi. C’è dentro una sostanziosa mole di psicanalisi, c’è tanta critica alla contemporaneità. E al cinema. E ai rapporti di coppia. Lelio Luttazzi in una delle sue parti più lunghe come attore. E ancora Lea Massari, quasi debuttante. È il film della svolta di Antonioni, il primo della...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a L'avventura (1960)

nessun commento
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7 ottobre 2010 Opinione di PP su "L'avventura"
PP

Voto 6. [03.10.2010]

voto al film: PP assegna il voto sufficiente a L'avventura (1960)


6 settembre 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "L'avventura"
Utente rimosso (signor joshua)

L'avventura in questione, è quella operata da un gruppo di ricchi anonimi borghesi, nelle isole Eolie, ma si rivela essere un po' meno “avventurosa” del previsto: tutti conoscono già perfettamente ciò che vanno a visitare, tutti ci sono già stati ed a nessuno importa più niente di visitare quei luoghi così freddamente costruiti, reperibili in qualsiasi guida turistica, citati in qualsiasi filmaccio cartolinesco, persino la sua geologia...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto ottimo a L'avventura (1960)

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4 settembre 2010 Opinione di luca826 su "L'avventura"
luca826

VOTO 6,5 DIVISO (Tv Febbraio 99) La crisi della borghesia italiana del boom è la crisi dell'intera società capitalistica. Forte di questo credo Antonioni si butta a capofitto in una storia d'amore asprissima (solo nella 2° parte) che conclude un film aperto con un dramma, ma che rimane (dall'inizio alla fine) di grande protesta, sociale ed esistenziale. La borghesia che non sa più come divertirsi, che gioca quando gli altri soffrono e non è capace di amare...

voto al film: luca826 assegna il voto sufficiente a L'avventura (1960)


4 settembre 2009 Opinione di OGM su "L'avventura"
OGM

Il vuoto acquatico dentro cui fluttuano i personaggi di Antonioni si riempie, questa volta, di ambiguità ed incertezza. Il silenzio è pieno dell'attesa che un'allusione si espliciti, un'incomprensione esploda o un timore si materializzi. Gli eventi sfuggono, le decisioni slittano, ed i discorsi, anziché chiarificare, allontanano i significati, restituendo le idee al limbo del non detto. Le parole sono usate come respingenti, tra individui gelosi del loro spazio intimo, e...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a L'avventura (1960)



19 marzo 2009 Opinione di michel su "L'avventura"
michel

VERITÀ EMERSE Una donna scompare su un isola deserta durante una crociera. L’amica e il fidanzato si attardano sul posto nell'intento di ritrovarla. Ben presto stringono una relazione sentimentale e iniziano a sperare che la scomparsa rimanga tale. Una notte l’uomo si apparta con una prostituta ma al mattino la donna, impietosita, lo perdona. Un pugno di personaggi annoiati, ritagliati con arte per dire la disperata ricerca dell’amore, le frustrazioni di una vita. il tutto accordato...

voto al film: michel assegna il voto buono a L'avventura (1960)


11 marzo 2009 Opinione di jonas su "L'avventura"
jonas

Rispetto ad altri film di Antonioni coevi è più intrigante: anche dopo la fine lo spettatore non sa cosa sia veramente successo, il motivo della scomparsa della ragazza non viene chiarito (incidente, suicidio, omicidio, fuga?). Il resto è cosa nota.

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a L'avventura (1960)



27 novembre 2008 Opinione di ziogiafo su "L'avventura"
ziogiafo

ziogiafo – L’avventura, Italia/Francia 1960 - L’affascinante cinematografia del maestro Michelangelo Antonioni, ha la caratteristica di descrivere il disagio esistenziale, le inquietudini che tormentano la vita interiore dei vari personaggi dei suoi film, attraverso uno stile narrativo artistico, strutturato con inquadrature precise che mettono in risalto i sentimenti, vagando nelle oniriche ambientazioni con immagini che parlano più dei dialoghi. La straordinaria arte del colto...

voto al film: ziogiafo assegna il voto buono a L'avventura (1960)


26 ottobre 2008 Opinione di steno79 su "L'avventura"
steno79

VOTO 10/10 Dramma psicologico che apre la trilogia dell'incomunicabilità del regista ferrarese, è anche uno dei film dove il paesaggio assume un ruolo essenziale nello svolgimento della vicenda, spesso come correlativo oggettivo dello stato d'animo dei personaggi. Una storia ambientata fra ricchi borghesi annoiati, che ha come punto di partenza la scomparsa di una rampolla infelice e come sviluppo la relazione che si crea fra la sua migliore amica e il suo ex fidanzato. Regolarmente...

voto al film: steno79 assegna il voto ottimo a L'avventura (1960)

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