Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Il salario della paura (1977)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Il salario della paura: minimo
Ritmo ritmo in Il salario della paura: presente
Impegno impegno in Il salario della paura: assente
Tensione tensione in Il salario della paura: forte
Erotismo erotismo in Il salario della paura: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Il salario della paura

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Il salario della paura (voti: 20 media: 4,00) 20

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Il salario della paura

La trama

Rifugiatisi in uno scassato paese sudamericano, un bancarottiere parigino, un rapinatore di New York, un terrorista arabo e un aguzzino nazista cercano disperatamente di tirare a campare. In cambio di una bella somma accettano un incarico pazzesco: trasportare con due camion un carico di esplosivo su una pista di duecento miglia nella giungla. Uno solo sopravvive all'impresa. Costoso, buon remake di uno splendido film scritto e diretto da Clouzot nel 1952. La tensione è costante e la fotografia fa della giungla un inquietante personaggio a sé. Bella colonna sonora con musiche di Charlie Parker, Keith Jarrett, Tangerine Dream. 

L'opinione più votata

Di andreacrash scritta il 15/07/2011 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

William Friedkin è uno di quegli autori che mi piace
definire come "sinfonici dello sguardo", e questo suo
remake di vite vendute di Clouzot è il terzo di quei tre capolavori degli anni 70 diretti dal grande
regista. Circolano ad ora due versioni di questo remake,
una è ad oggi disponibile su youtube e comincia a narrare
le vicende dei 4 personaggi partendo dalla location del sud
america, mentre l'altra, a mio avviso migliore, parte dagli
antefatti che spiegano il motivo per cui i protagonisti
sono dovuti emigrare a seguito di gravi conseguenze dovute
alle loro azioni. Ad oggi, inoltre, è difficile veder
passare questo titolo in tv, e non esiste nemmeno una
versione dvd in italia, ma sembra che Friedkin si muoverà
entro l'anno in corso per curarne direttamente una versione
in ray blu disc ( e sarebbe anche ora ).Detto questo, il
film, mettendo in analisi la versione che introduce le vite
dei personaggi, nel suo prologo appare un pò tirata via, e
Friedkin si concentra di più in termini di durata sulla
vita del bancarottiere parigino e del rapinatore
newyorkese, andando più rapido sulla storia del killer e
del terrorista arabo, questo forse dovuto anche, a mio
avviso, a vicissitudini produttive legate alla durata, dove
Friedkin ha dovuto prendere il bilancino e decidere cosa
sacrificare. Finito il prologo il regista riparte dalla
location sud americana prendendosi i suoi tempi, e narrando
soprattutto con il linguaggio dello sguardo più che con
quello delle parole: i volti abbattuti di personaggi si
scrutano a distanza, presagendo l'incrociarsi dei loro
destini, il loro vagare  errante nelle stradine piene di
miseria di Managua, i loro sguardi stanchi colti dai
desideri indotti da un cartellone di pubblicità che li
rimandano ai piaceri di una condizione ormai lontana, il
loro contrattare per uscire dal paese senza successo, il
loro stesso non essere protagonisti più di nulla costretti
a condizioni di lavoro pesanti, trasmettono un violento
pessimismo scandito dalla documentaristica Friedkiniana che
affastella le circostanze in un cinema che si avvale della
fascinazione del muto narrarsi per immagini, senza dare via
di scampo agli attori di potersi crogiolare in un dialogo
che vada al di fuori del loro parlare per un pragmatico
sopravvivere. Friedkin decide per una dimensione filmica
che non può essere scalfita da romanticherie in quanto la
profondità caratteriale è sacrificata, appunto, in un tour
de force visionario di straordinaria capacità espressiva,
dove la tensione non presenta cedimenti. La dinamiche
preparatorie dei camion sembrano voler mettere l'uomo a
contatto diretto con un inquietante esaltazione dei frutti
della tecnica meccanica, mentre il viaggio nella foresta li
fa schiacciare all'interno dei percorsi accidentati di una
natura sinistra, protagonista invisibile di buona parte del
film, che detta l'impotenza disperata dei protagonisti alle
prese ancora una volta, nel cinema di Friedkin, con forze
superiori che dominano l'uomo soggiogandolo al suo
terribile, esaltatante, furioso gioco. ESPANDI +
Commenta l'opinione 5
SI

Opinioni su Il salario della paura


13 gennaio 2012 Opinione di wang yu su "Il salario della paura"
wang yu

Quattro uomini in due camion intraprendono un pericoloso viaggio  verso la morte o la salvezza.il viaggio si rivelerà pieno di insidie e ostacoli,ponti traballanti,montagne franose,ostacoli sulla strada,le riprese sono formidabili e molto realistiche.voto 8

voto al film: wang yu assegna il voto buono a Il salario della paura (1977)


4 novembre 2011 Opinione di XANDER su "Il salario della paura"
XANDER

Il remake del bellissimo Vite vendute è eccellente, ma la differenza si capisce fin dal primo minuto ovver questo è molto più spettacolare rispetto all'originale. C'è molta più violenza, più effetti speciali e un eccellente colonna sonora dei Tangerine Dream. Il motivo per cui non dia ottimo a questo è per la tensione, si presente, ma non ai livelli del film precedente. Di culto la sequenza del camion sul ponte

voto al film: XANDER assegna il voto buono a Il salario della paura (1977)



15 luglio 2011 Opinione di andreacrash su "Il salario della paura"
andreacrash

William Friedkin è uno di quegli autori che mi piace definire come "sinfonici dello sguardo", e questo suo remake di vite vendute di Clouzot è il terzo di quei tre capolavori degli anni 70 diretti dal grande regista. Circolano ad ora due versioni di questo remake, una è ad oggi disponibile su youtube e comincia a narrare le vicende dei 4 personaggi partendo dalla location del sud america, mentre l'altra, a mio avviso migliore, parte dagli antefatti che spiegano il...

voto al film: andreacrash assegna il voto buono a Il salario della paura (1977)

5 commenti
[utile per 9 utenti]

15 maggio 2010 Opinione di sasso67 su "Il salario della paura"
sasso67

Non esagererei con l’importanza di questo film. Quando anche Daniela Catelli dice che Il salario della paura rappresentò per Friedkin ciò che Apocalypse Now rappresentò per Coppola, penso che si debba intendere che, come gli americani nel Vietnam, il regista di Chicago, inaspettatamente dopo due enormi successi, vi s’impantanò. La parte più riuscita del film è, a mio parere, l’inizio, nel quale vengono introdotte le vite dei quattro...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a Il salario della paura (1977)



21 giugno 2009 Opinione di maso su "Il salario della paura"
maso

Violentissima e spettacolare almeno a livello visivo riedizione del romanzo “Il salario della paura” già portato al cinema con il titolo “Vite vendute” è importante chiarire subito che non si tratta del remake di quel film ma più di una versione molto personale fortemente voluta da Friedkin che ha sempre sostenuto che di tutti i film che ha realizzato è il più somigliante a come se lo era immaginato e non gli si può negare la paternità: dopo averlo guardato rimangono impresse...

voto al film: maso assegna il voto ottimo a Il salario della paura (1977)


9 giugno 2009 Opinione di will kane su "Il salario della paura"
will kane

Quattro uomini persi, dalle "vite vendute", come diceva il titolo italiano del classico francese di Clouzot di cui questo film è il remake americano, in un Sudamerica non precisato(ma personalmente ritengo sia la Colombia, e non la Repubblica Dominicana come indicato da altri):un rapinatore di basso livello statunitense, un affarista francese andato alla rovina, un sicario messicano di poche parole, un terrorista arabo.Friedkin presenta i quattro personaggi nella prima mezz'ora, spiegando i...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Il salario della paura (1977)



27 marzo 2009 Opinione di joseba su "Il salario della paura"
joseba

Costretti a fuggire dai rispettivi paesi di origine per evitare il carcere o ritorsioni vendicative, quattro uomini si ritrovano in un villaggio sperduto dell’America Latina. Poveri in canna e senza possibilità di espatrio, i quattro – un rapinatore americano (Roy Scheider), un terrorista arabo (Amidou), uno speculatore finanziario francese (Bruno Cremer) e un killer messicano (Francisco Rabal) – accettano un incarico suicida: trasportare su due camion malandati sei casse di...

voto al film: joseba assegna il voto buono a Il salario della paura (1977)

4 commenti
[utile per 5 utenti]

24 ottobre 2007 Opinione di movieman su "Il salario della paura"
movieman

Avete presente il Camel Trophy? Ecco, il film potrebbe esserne il documentario ufficiale, almeno nella seconda parte. Come lettura più alta, invece, si può dire che "Il Salario della Paura" rappresenta il viaggio di quattro peccatori tra paradiso, purgatorio e inferno. Sia quel che sia, non prende più di tanto e restano impresse solo le musiche dei Tangerine Dream e un paio di scene: l'attraversamento in piena giungla di un ponte in condizioni assai precarie tra raffiche di vento e...

voto al film: movieman assegna il voto sufficiente a Il salario della paura (1977)



12 luglio 2007 Opinione di posalaquaglia su "Il salario della paura"
posalaquaglia

Non manca di pregi, anche se non è nemmeno lontanamente paragonabile al film di Clouzot di venticinque anni prima, è comunque sorretto dalla ottima interpretazione dei quattro protagonisti principali, oltrechè da una suggestiva ambientazione.

voto al film: posalaquaglia assegna il voto buono a Il salario della paura (1977)



scrivi la tua opinione su Il salario della paura


Voti a Il salario della paura



login

hai dimenticato la password?