Fahrenheit 451 (1966)
Con Oskar Werner, Julie Christie, Cyril Cusack, Anton Driffing
La trama
In un'ipotetica società del futuro, la lettura è proibita e i pompieri sono addetti all'incendio dei libri. Tra questi il più solerte è Montag, che però comincia ad avere dei dubbi quando conosce Clarissa. Lei è una giovane istitutrice e gli fa conoscere alcuni membri di un gruppo di uomini-libro che tengono viva in clandestinità la pratica della lettura. Montag diventa un ribelle.
Tratto da un romanzo di Ray Bradbury, uno dei film che Truffaut amava di meno, tra i suoi. Lo realizzò in Inghilterra in mezzo a parecchie difficoltà. Il risultato è comunque buono, specie per le atmosfere evocate. Splendide le musiche di Bernard Herrmann e la fotografia di Nicholas Roeg.
L'opinione più votata
Di tafo scritta il 21/10/2011 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Nel finale del film c'è tutto l'approccio del regista ai libri e al cinema dove si esalta la cultura libera e selvaggia è l'importante è leggere senza censure e metodi. La terra degli uomini-libro è un isola felice in un mondo dominato dalla televisione che rende passive le persone fingendo una interattività che nasconde la sua vera natura di alienazione e finta socializzazione. I rapporti familiari e sentimentali non possono che diventare mediocri quando il tempo si ammazza e tra una pillola e l'altra ci si comporta come degli automi senz'anima. Un mondo senza libri è un mondo neutro e piatto un incubo per il regista sentimentale e passionale come pochi. Un mondo dove le mogli non sanno nulla dei loro mariti e i pompieri provocano gli incendi invece di spegnerli. Per Truffaut sarà l'unica escursione fuori dal suo cinema, esempio isolato di un ragionare su una società futuribile ma non auspicabile dalla quale fuggire come il pompiere convertito alle letture notturne. Un film da vedere e rivedere per capire a che punto siamo arrivati e per decidere se è arrivato il momento di cominciare a imparare a memoria il proprio libro preferito per continuare ad essere uomini liberi.
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17 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "Fahrenheit 451"
François Truffaut, verrebbe da dire, come Stanley Kubrick in "Arancia meccanica": lo spregevole scenario di una società futuristica in cui la tranquillità urbana, insieme con la cultura tradizionale, è stata smarrita nell'evoluzione stessa dell'uomo.Però, con le dovute differenze: se nel celeberrimo film kubrickiano la civiltà (per lo meno quella da lui descrittaci) è il paradigma (o archetipo) e quindi l'idea della sfera aberrante e falsamente "reale" della mente ( termine...
voto al film: 
3 gennaio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Fahrenheit 451"
Ottima trasposizione di un capolavoro della letteratura moderna. Metafora chiarissima, diafana. E mi chiedo se non sia proprio questo a causare la freddezza verso quest'opera di Truffaut che traspare in molti commenti.
voto al film: 
21 ottobre 2011 Opinione di tafo su "Fahrenheit 451"
" L'immagine che tanto lo affascinò, quella finale verso cui correva Fahrenheit 451, mostra uomini-libro come uomini-film, persone che attraversano foreste recitando scritture e riportando racconti " ( Enrico Ghezzi ) Nel finale del film c'è tutto l'approccio del regista ai libri e al cinema dove si esalta la cultura libera e selvaggia è l'importante è leggere senza censure e metodi. La terra degli uomini-libro è un isola felice in un mondo dominato dalla televisione che rende passive...
voto al film: 
19 agosto 2011 Opinione di maso su "Fahrenheit 451"
Bellissima trasposizione del best-seller di Ray Bradbury ad opera del maestro Truffault che riuscì magicamente ad essere fedele al romanzo senza tradire la poetica del suo cinema. La fotografia a tinte opache ma intense del leggendario Nick Roeg contribuisce a rendere la pellicola sospesa fra un equilibrio futuribile e retrò, mentre le argomentazioni sono scandite dal susseguirsi degli eventi: viene descritta una società del futuro dove l'individualità è...
voto al film: 
22 luglio 2010 Opinione di luisasalvi su "Fahrenheit 451"
Mai visto prima, nonostante la sua notorietà. Ora (19-10-84) ne leggo come di un apologo sulla civiltà del libro, come omaggio al libro e altre indicazioni seriose. Al di là del gioco, che a me pare prevalente e fondamentale, c'è semmai (ma fa parte del gioco) una forte critica nei confronti dei libri e dei suoi divoratori, passati e presenti e ipotetici futuri. Il tono melodrammatico (peraltro, come tono e stile, forse minore che in altri films di Truffaut)...
voto al film: 
7 giugno 2010 Opinione di darioc su "Fahrenheit 451"
Non male questo film, ma sicuramente è più coinvolgente l'omonimo libro di Ray Bradbury da cui il film è stato preso.
voto al film: 
5 giugno 2010 Opinione di Artemisia1593 su "Fahrenheit 451"
Non mi è piaciuto quanto il romanzo: secondo me non è riuscito a ricreare l'atmosfera cupa del libro di Bradbury dove, per esempio, molte scene si svolgono di notte o in interni. Nel film invece, secondo me, c'è troppa luce.
voto al film: 
2 marzo 2010 Opinione di Filmoski su "Fahrenheit 451"
Trasposizione del romanzo di Ray Bradbury, riuscita commistione di fantascienza e cinema d'autore. I temi tipici di Truffaut s'inseriscono con discrezione nell'evoluzione di Montag, da pompiere-incendiario a ribelle-letterato. Un'ode all'indispensabilità della lettura come strumento di emancipazione e di libertà, tanto più necessaria in un'epoca in cui leggere non è vietato, ma considerato superfluo e futile da demagoghi ed illetterati.
voto al film: 
10 gennaio 2010 Opinione di sasso67 su "Fahrenheit 451"
"Fahrenheit 451" è un bel film che, nonostante sia basato su un romanzo "forte" (nel senso che il libro di Bradbury è ormai diventato un tale classico, che difficilmente si piega alle esigenze di un regista qualsiasi), risulta personale, poiché Truffaut è riuscito a trasmettervi qualcosa di sé stesso, del suo modo di fare cinema, non ultima la sua ironia.
voto al film: 
30 novembre 2009 Opinione di AIDES su "Fahrenheit 451"
Inquietante, accorata favola sull'offuscamento delle coscienze e l'omologazione della realtà perpetrati dal sistema perfezionato. Rimozione del passato, controllo e imposizione del presente costituiscono lo scenario di un futuro prossimo già affermatosi nel nostro tempo reale. Il rogo dei libri arde in luce demoniaca l'estinzione dell'immaginazione e dell'autodeterminazione umane; la resistenza alla narcotizzazione, la rinascita dell'individuo è affidata non solo alla...
voto al film: 
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