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Qualcuno verrà (1958)

[Some Came Running, USA 1958, Mélo, durata 130']   Regia di Vincente Minnelli
Con Frank Sinatra, Dean Martin, Shirley MacLaine, Martha Hyer



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Qualcuno verrà: minimo
Ritmo ritmo in Qualcuno verrà: presente
Impegno impegno in Qualcuno verrà: assente
Tensione tensione in Qualcuno verrà: forte
Erotismo erotismo in Qualcuno verrà: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Qualcuno verrà

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Qualcuno verrà (voti: 29 media: 3,93) 29

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La trama

Un giovane ribelle, una prostituta e il miope perbenismo della piccola città.

Dopo il congedo Dave (Sinatra) torna alla città natale. Con lui c'è Ginny (MacLaine), una prostituta che ha conosciuto a Chicago. Il fratello di Dave (Kennedy), notabile locale, non ne è molto contento. Gwen, professoressa di letteratura è attirata dal giovane ribelle, che ha pubblicato anche un romanzo, ma lui finisce per scegliere Ginny. E quando l'ex boy friend di questa spara a Dave per gelosia è proprio Ginny a morire per lui.  

Melodramma visionario e arrischiato di un grande regista, tratto da un romanzo di James Jones e sceneggiato da John Patrick con Arthur Sheekman, attento alla costruzione dei caratteri e con uno straordinario impianto scenografico.

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L'opinione più votata

Di Inside man scritta il 11/01/2010 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Il personaggio di Sinatra sta spiegando a Ginnie (una giovanissima ed ammirevole Shirley MacLaine) come lei non riesca a capirlo appieno e pertanto non possa amarlo veramente, ma quest’ultima, osservandolo con grande candore al culmine di un bel dialogo “in crescendo”, gli risponde: “non ho bisogno di comprendere tutto per amare qualcuno”; segue una sospensione di tranciante incisività.
E’ lo snodo cruciale del bellissimo Some came running, il fulcro drammaturgico in cui giungono ad una svolta tutte le dinamiche di tensioni e conflitti, amori ed amicizie, vita e arte, permeate dall’ineluttabile senso di morte che si respira dall’inizio del film. Da quel momento l’opera registra una brusca accelerazione, dipanando l’intreccio verso un irreparabile quanto emozionante baratro finale (felicissima la coreografica musicalità della sequenza dell’omicidio), e portando a compimento la serie di elementi ad incastro abilmente collocati sullo schermo da una regia (quasi) inappuntabile, una messa in scena sopraffina ed ottimi interpreti. La figura di Ginnie decolla letteralmente, lasciando un impronta indelebile e commovente sulla vicenda. Possiamo invece solo supporre che abbondanti quantitativi d’alcool si accolleranno l’onere di lavare in superficie il dolore e i nuovi rimorsi del protagonista, lasciandolo nel tormento di un mal di vivere già solcato da vecchie e profonde cicatrici (anche il Dillert di Dean Martin si è ormai autocondannato).
Si devono riconoscere, ad onor del vero, pure i limiti di una sceneggiatura non sempre ben curata, con diversi raccordi forzati (artificiosa la presunta casualità con la quale tutti si incontrano nei momenti meno opportuni), e con il dispiegamento di sviluppi narrativi affrettati ed inverosimili come l’innamoramento istantaneo di Sinatra per la Hyers (debitore del colpo di fulmine di Robert Stack per la Bacall in Come le foglie al vento, ma senza la medesima efficacia), o il goffo e “puntuale” andirivieni da Chicago del pretendente respinto di Ginnie (una semplice macchietta), entrambi momenti ove s’avverte l’assenza di un’adeguata definizione psicologica. Si tratta di canoni mutuati apertamente dalla tipica diegesi del musical, e tuttavia, riproposti ed applicati alle scansioni temporali del melodramma per l'appunto privi di un’adeguata focalizzazione dei rapporti (o di una mediazione linguistica in grado di armonizzarli al restante corpus quali dissolvenze, ellissi, traslati simbolici), risultano come evidenti difetti di costruzione.
In ogni caso Some came running rimane fra gli esiti migliori di Minnelli, un titolo ispiratore di molte illustri opere a venire, sia per il sapiente mix di atmosfere melò/noir/musical (da Bob Fosse al Marshall di Chicago), sia per le pregnanti caratterizzazioni dei personaggi principali (dal sessantottino Cinque pezzi facili di Rafelson – cit. ed wood - al Manhattan di Allen), innanzitutto per quel tocco cinico e disincantato del protagonista, al tempo stesso attratto e disgustato dal mondo circostante, intellettuale ed ipocrita, e poi per la devozione e l’estremo sacrifico d’amore della ragazza ingenua e pura d’animo (e mi sovviene la Mariel Hemingway alleniana nello splendido alter ego a posteriori di Manhattan ed al magnifico finale, esteticamente riecheggiante il Luci della città di Chaplin, dove non muore ma abbandona suo malgrado il compagno tardivamente ricredutosi). Corsi e ricorsi formali verrebbe da dire, per un film assai più ricco e complesso di quanto appaia ad un primo impatto.
(Ringrazio steno79 per il contributo documentale).
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SI

Opinioni su Qualcuno verrà


5 maggio 2012 Opinione di luca826 su "Qualcuno verrà"
luca826

VOTO 8+ PESSIMISTA (Tv Maggio 2012) Grandioso mèlo esistenziale sulle occasioni perse, sui fallimenti, sul passare del tempo e sulle gabbie sociali che limitano le pulsioni vitali. Minnelli nel suo periodo migliore realizza un film memorabile, delirante al punto giusto in linea con i grandi capolavori del genere, coadiuvato da una squadra di attori eccelsa (difficile indicare il migliore ma Martin praticamente non recita, semplicemente 'vive') e da un cast tecnico di altissimo livello...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Qualcuno verrà (1958)

2 commenti
[utile per 4 utenti]

7 febbraio 2012 Opinione di luisasalvi su "Qualcuno verrà"
luisasalvi

Visto per caso la prima volta mi era parso discreto… ma subito archiviato; ora ne leggo grandi lodi a vado a rivederlo; è sempre appena discreto, ma molto deludente rispetto alle lodi, peraltro poco attendibili a giudicare dal riassunto della vicenda che spesso le accompagna. Dave (un ottimo Sinatra), celebre scrittore dalla vita sregolata e forse da tempo in crisi di ispirazione, dapo una serata (che si suppone consueta) di bisbocce alcol e donnine, si ritrova in pullman (naturalmente...

voto al film: luisasalvi assegna il voto sufficiente a Qualcuno verrà (1958)

1 commento
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7 agosto 2010 Opinione di jonas su "Qualcuno verrà"
jonas

Un ex soldato ed ex scrittore torna nell’aborrito paese natale dopo sedici anni di vita avventurosa in giro per il mondo e ritrova il fratello, inquadrato e ipocrita come sempre. Vorrebbe darsi una regolata; ma un’insegnante di letteratura, pur intellettualmente attratta da lui, non riesce ad accettarne l’anticonformismo. L’unico che lo tratta da pari a pari è un giocatore di carte professionista, con cui nasce una ruvida amicizia che però lo relega ai...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Qualcuno verrà (1958)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

3 luglio 2010 Opinione di michel su "Qualcuno verrà"
michel

A CASA DOPO L’URAGANO Uno scrittore in crisi che comincia ad avvertire l’esigenza di mettere testa e cuore a partito torna al paesello. Si innamora di una rigida maestrina ed è amato da una ragazza di poca virtù. Personaggi e vicenda hanno poco senso e Sinatra è inadatto al ruolo. S. Mac Laine sarebbe anche in parte ma la sua sgualdrinella dal cuore d’oro è uno stereotipo a due gambe. Gran finale barocco fuori misura come tutto il resto.

voto al film: michel assegna il voto mediocre a Qualcuno verrà (1958)



11 gennaio 2010 Opinione di Inside man su "Qualcuno verrà"
Inside man

Il personaggio di Sinatra sta spiegando a Ginnie (una giovanissima ed ammirevole Shirley MacLaine) come lei non riesca a capirlo appieno e pertanto non possa amarlo veramente, ma quest’ultima, osservandolo con grande candore al culmine di un bel dialogo “in crescendo”, gli risponde: “non ho bisogno di comprendere tutto per amare qualcuno”; segue una sospensione di tranciante incisività. E’ lo snodo cruciale del bellissimo Some came running, il...

voto al film: Inside man assegna il voto buono a Qualcuno verrà (1958)

2 commenti
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18 dicembre 2009 Opinione di Baliverna su "Qualcuno verrà"
Baliverna

Bel melodramma di Minelli, ambientato nella provincia americana degli anni 50, la quale fu ripetutamente ritratta al cinema con film di tutto rispetto. L'immagine che ne viene è concorde, quindi è lecito pensare che sia molto veritiera: una società malata di ipocrisia e maldicenza, che cova tensioni le quali prima o poi esplodono. Il punto di forza di questo film è la definizione dei personaggi. Il più interessante – ma riusciti lo sono tutti –...

voto al film: Baliverna assegna il voto buono a Qualcuno verrà (1958)

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13 settembre 2009 Opinione di dedo su "Qualcuno verrà"
dedo

Corposo film sentimentale. Confesso che il genere non è di mio gradimento e per lo stesso motivo non ho letto il libro di Jones. Tuttavia, durante la visione, non mi sono annoiato. La trama scorre liscia, la mano del regista, ben presente, professionale e certamente compartecipe della narrazione, è costantemente presente. I personaggi sono bene caratterizzati e ottimamente interpretati da tutta l'equipe, ma in particolare dai tre grandissimi attori principali che non eccedono...

voto al film: dedo assegna il voto buono a Qualcuno verrà (1958)

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11 settembre 2009 Opinione di LED34 su "Qualcuno verrà"
LED34

Vincente Minnelli è sempre una garanzia; quando sui titoli di testa compare il suo nome si può stare tranquilli che quel film che si andrà a vedere non solo sarà bellissimo, ma sarà sicuramente uno spettacolo indimenticabile.  Sfido chiunque a non ricordare le stilizzate scenografie e i prodigiosi balletti di Gene Kelly nel delizioso Un Americano a Parigi, fattori che ne hanno fatto un capolavoro del musical, oppure l'estro acrobatico...

voto al film: LED34 assegna il voto ottimo a Qualcuno verrà (1958)



23 agosto 2009 Opinione di kubritch su "Qualcuno verrà"
kubritch

Buono mi sembra un giudizio più che accettabile per un film infarcito di cliché e perbenista come questo. Minnelli ha fatto di meglio. Si capisce benissimo dove va a parare tutta l'operazione. Il cliché dello scrittore alla Hemingway è la cosa più indigesta di tutte. Alcolizzato, rissoso e frequentatore di prostitute e biscazzieri contro la morale perbenista della provincia...che ha bisogno di essere spronato per non cedere e ritrovare la vena creativa....

voto al film: kubritch assegna il voto buono a Qualcuno verrà (1958)

2 commenti

20 agosto 2009 Opinione di emmepi8 su "Qualcuno verrà"
emmepi8

  Minnelli è un grande e non solo dei Musicals o film brillanti, ma nel genere melodramma,in particolare, assolutamente un maestro. Naturalmente tutto viene da un romanzo, ma ben sceneggiato,e con i sapori forti di un momento cinematografico americano. Il cast proviene tutto dal clan Sinatra, ma tutto funziona al meglio, la storia ci si gode e vien vissuta con il tono drammatico e moralistico giusto, sapendo il regista come soppesare le situazioni. Ambientazione di provincia...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Qualcuno verrà (1958)




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