Il gusto del saké (1962)
Con Chishu Ryu, Shima Iwashita, Keiji Sata, Mariko Okada, Nakaburo Nobuo
La trama
Il vecchio Shunei, al momento in cui sua figlia Michiko si sposa, rimane solo. È l'ultimo film di Ozu: il gusto del saké è molto amaro.
L'opinione più votata
Di riverworld scritta il 16/12/2010 - utile per 18 utenti
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28 giugno 2011 Opinione di yume su "Il gusto del saké"
Come si può parlare del gusto del sakè? e soprattutto, cos’è il gusto del sakè? Si beve caldo o freddo, non credo ci sia film giapponese (un certo cinema giapponese) in cui manchi, la piccola bottiglietta un po’ panciuta dal collo stretto, di ceramica bianca o finemente decorata, si porge con gesto cortese e leggero all’ospite, al marito, all’amante ( difficile il contrario, una donna è invitata a bere solo in una casa di geisha),...
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16 dicembre 2010 Opinione di riverworld su "Il gusto del saké"
Il gusto del saké è…….: il gusto bruciante di un recente passato bellico, in cui la follia e l’esaltazione imperiale nipponica hanno portato solo ad un’alleanza ignobile, alla sconfitta ed all’umiliazione di fronte al mondo; il gusto amaro di un vecchio collega (“Zucca”), che del passato ricorda con rimpianto anche le solide tradizioni nelle quali sono cresciute tante generazioni e che ora vengono spazzate via...
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14 agosto 2010 Opinione di Peppe Comune su "Il gusto del saké"
Shuney Hirayama è un'anziano vedovo che vive insieme ai figli Michiko e Kazuo. Ha un'altro figlio, Koichi, sposato e in perenne crisi finanziaria. Il suo problema è Michiko. Vede le segretarie dell'ufficio in cui lavora sposarsi una dopo l'altra e ha lo specchio davanti agli occhi della figlia di "Zucca", un suo vecchio collega, che è diventata una "zitella inacidita" a causa dell'egoismo del padre che gli non gli ha lasciato farsi una vita autonoma. Shuney sa che...
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1 giugno 2010 Opinione di jonas su "Il gusto del saké"
Ultimo film di Ozu e terza variazione sul tema già sviluppato in Tarda primavera e Tardo autunno: un vedovo convince la figlia, troppo devota ai doveri domestici, a sposarsi e si rassegna alla propria solitudine. A farlo decidere sono gli esempi contrapposti che ha intorno: da una parte le impiegate del suo ufficio che si sposano ad una ad una, dall’altra il vecchio professore che per egoismo ha tenuto in casa la figlia fino a farla diventare una zitella inaridita. A differenza...
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2 maggio 2010 Opinione di cristofer su "Il gusto del saké"
Il Giappone non si è occidentalizzato dopo la guerra, già prima conosceva e studiava la cultura europea. Con la sconfitta bellica ha subito una sconfitta culturale, che però gli ha permesso di rivalutare, anche se sotto una nuova egemonia o cappa, la sua radice più profonda, quella precedente il confucianesimo della casta imperiale dal medioevo e il cristianesimo dall'epoca Meiji. In questo film sono rappresentate tre generazioni. Quella dei vinti; quella di chi,...
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23 marzo 2010 Opinione di Baliverna su "Il gusto del saké"
E' una riflessione dolce-amara sull'invecchiamento, sullo scorrere del tempo, sul diritto di ognuno di avere e realizzare la propria vita, e sulla solitudine che spesso attende quando si diventa vecchi. Ho detto dolce-amaro, perché il regista riesce a raffigurare tristezze e drammi umani con profondità e tono lieve contemporaneamente, e condisce il tutto con una musichetta piuttosto gaia, che stempera il dramma di alcuni personaggi. Il risultato, però, non è...
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8 febbraio 2010 Opinione di OGM su "Il gusto del saké"
Il gusto del sakè è la pausa di ristoro, è la momentanea parentesi di ebbrezza che ci sottrae al tempo, all’osservazione del suo inesorabile fluire, a cui non vogliamo stare dietro. Nel mondo di Ozu il tavolino del salotto o il bancone del bar è, per gli anziani, il luogo dell’incontro col passato e, per i giovani, un punto panoramico sul futuro; come se fosse di conforto poter visitare col pensiero il posto che più ci è caro, e quindi...
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4 gennaio 2010 Opinione di luisasalvi su "Il gusto del saké"
Il solito padre vedovo con figlia in età da marito pronta a sacrificarsi e restare in casa per accudire a lui; lui però viene convinto dagli amici, e dall'esempio negativo del suo antico professore che vive di saké con la figlia che invecchia accanto a lui, e combina, con qualche ritardo, il matrimonio per la figlia; dopo le nozze torna a casa triste e solo cercando inutili consolazioni nel saké. Qualche scenetta sull'altro figlio, sposato, che ha disaccordi con...
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15 ottobre 2009 Opinione di Sal Paradise su "Il gusto del saké"
Malinconico, sublime film sulle scelte della vita e del destino. Ozu è magistrale, e condensa ogni inquadratura in un alone di commovente poesia. Chishu Ryu semplicemente indimenticabile. Voto: 10
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