Settembre (1987)
Con Mia Farrow, Sam Waterston, Dianne Wiest, Denholm Elliott, Elaine Stritch
La trama
Una vacanza di fine estate in una villa per un sottile gioco di sentimenti.
Un gruppo di persone, legate da vincoli di parentela o di amicizia, trascorre alcuni giorni di vacanza in una villa del Vermont. La proprietaria, Lane, è innamoratissima di Peter, il quale è innamorato di Stephanie, amica di Lane, che è amata in silenzio da Howard. Nel giro di ventiquattr'ore emergerà tutto il viluppo di affetti, rancori e passioni, compresi anche i traumi di un passato drammatico.
Il più "intimista" dei film di Allen, percorso da un fuoco che cova sotto la cenere. Finissima indagine psicologica, in una narrazione tanto apparentemente semplice quanto ricca, nella sostanza, di problematiche avvincenti. Interpreti di altissima resa.
L'opinione più votata
Di steno79 scritta il 17/08/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
voto 7/10
- negative [1]
- sufficienti [5]
- positive [9]
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17 agosto 2011 Opinione di steno79 su "Settembre"
Tra i film di Allen, Settembre è uno di quelli che più esplicitamente rendono il loro tributo al cinema di Bergman, ma il suo limite sta in una struttuta teatrale fin troppo evidente, che finisce per penalizzare la pellicola rendendola piuttosto statica e verbosa, nonostante l'eccellente resa della fotografia di Carlo Di Palma e l'indubbia competenza del regista nel posizionamento della macchina da presa. Anche a livello di drammaturgia non sembra portare granchè di...
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25 maggio 2010 Opinione di luisasalvi su "Settembre"
Mereghetti ha visto un altro film. Il settembre del titolo è il futuro imminente e spesso evocato, con speranza o paura, per progetti irrealizzabili o ritorno alla realtà dopo l'evasione adultera. La scena, "classica", è una casa, per 24 ore, verso la fine di agosto. Lane non ha ucciso il violento patrigno che picchiava la madre, ma se ne è accusata su imposizione degli avvocati e della madre, ex attrice, vanesia e solidamente volgare e egoista. Lane si è...
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2 febbraio 2010 Opinione di Tato88 su "Settembre"
Pacato, lento, dolce, sensibile e profondo. Si parla di tutto, si parla del tutto. Ci si lascia cullare dalla tradizionale, raffinata, regia alleniana, dalle sue muse e dai suoi attori che danzano a ritmo di musica. Eppure si ha la sensazione di esercizio di stile, se non semplicemente un piccolo esperimento, che non aspira ad essere altro se non sè stesso. Ma si guarda con piacere, come sempre.
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22 dicembre 2009 Opinione di Carlo Ceruti su "Settembre"
Mi aspettavo di meglio, gli interpreti sono indubbiamente bravi e non manca l'intelligenza, ma non è così profondo come altri capolavori del regista e spesso diventa noioso. Tabellino dei punteggi di Film Tv humor:1 ritmo:1 impegno:2 tensione:1
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23 ottobre 2009 Opinione di bradipo68 su "Settembre"
Due giorni di isolamento che possono cambiare la vita.Una casa che è muto sfondo ai vari personaggi che si affannano forzatamente ad abitarla.Un crescendo di incomprensioni,un crudele gioco al massacro dove è sempre il più debole che soccombe.Ma l'urlo è silenzioso:Allen dirige un film silenzioso ammantato delle calde luci della fotografia di Carlo Di Palma che fa miracoli quando nella casa viene a mancare la corrente.Un film bergmaniano ma anche memore di echi...
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19 settembre 2009 Opinione di mm40 su "Settembre"
Il secondo tentativo di Allen di rifare il suo idolo assoluto Bergman (il primo fu una decina di anni prima Interiors, con scarsa fortuna) è di nuovo un po' deludente: il gesto è volenteroso, sentito, accurato e pertanto apprezzabile, ma i toni e i modi del Maestro sono per forza di cose irripetibili, soprattutto se si trasla il groviglio di (mancanza di) affetti, legami, nevrosi, cose dette e non dette in una tranquilla casetta americana ed il sottofondo jazzato stempera...
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29 agosto 2009 Opinione di fornarolo su "Settembre"
"Intimista", "bergmaniano", ecc. In realtà prendiamo i film più maturi di Allen (da Manhattan in poi), togliamo le battute comiche e il regista-attore troppo fissato nel suo cliché, e che cosa resta? Il dramma amarissimo e soffocato dei sentimenti. Questo è distillato di Woody Allen.
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5 luglio 2009 Opinione di tafo su "Settembre"
Personalmente concordo con woody allen quando considera Bergman uno dei più grandi geni del cinema, però lo apprezzo meno quando tenta di imitarlo male con film come questo. Qui il nostro si dedica solo alla regia, non ci sono battute, solo attriti familiari e amori non corrisposti. Mia farrow si abbrutisce come Liv Ullman, ma più che altro sembra che ancora non abbia superato lo shock per aver partorito il figlio del diavolo ( scherzo ). Il tentativo di rifare...
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18 settembre 2008 Opinione di LorCio su "Settembre"
Una casa può raccontare mille storie. Un esempio sfavillante nel cinema è “La famiglia” di Ettore Scola, nella letteratura si può citare “La casa degli spiriti” di Isabelle Allende. Woody Allen si serve di un impianto pressoché teatrale per affrontare le piccole e grandi storie quotidiane di un gruppo di persone in un interno. Con quel piglio gentile e sensibile che contraddistingue le sue opere più intimiste, Woody mette in scena un dramma sentimentale che si ispira vagamente a...
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12 settembre 2008 Opinione di kotrab su "Settembre"
Intenso film crepuscolare, intriso del periodo in cui si svolgono le azioni soprattutto interiori dei personaggi, ossia la fine dell'estate, a pochi giorni da settembre ma già con l'autunno che emana dai colori e dalla luce. Il temporale, i bui, le candele, il mattino, tutto l'ambiente è proiezione dell'animo, l'isolamento consente a un gruppo di persone, amici e familiari, di svelare i segreti sopiti, le parole soppresse, i sentimenti "concatenati" e unidirezionali o superficiali, o...
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