Scandalo internazionale (1948)
Con Marlene Dietrich, Jean Arthur, John Lund, Millard Mitchell
La trama
Una commissione americana è a Berlino per indagare sulls morslità delle truppe d'occupazione.
Una commissione parlamentare americana viene inviata a Berlino nell'immediato dopoguerra per indagare sul comportamento morale delle truppe americane. Nella commissione la più zelante è Phoebe Frost, che punta la sua attenzione su un ufficiale troppo interessato a Erika, cantante già amica di Hitler. Da Billy Wilder, con la sua consueta, graffiante malizia capace di mandare a gambe all'aria qualsiasi supponenza moralistica, una commedia spionistica briosa e sexy, con Marlene che canta pure.
L'opinione più votata
Di luisasalvi scritta il 19/04/2012 - utile per 4 utenti
Voto al film: 
Questo il riassunto della vicenda narrata nel film, innocente, patriottico, in grado di passare pienamente l’esame del codice Hays.
Adesso proviamo a vedere il film… che, guarda caso, “fu aspramente criticato dalla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti e dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti” (Notizia presa dalla voce di Wikipedia sul film). Ma ricordiamo anche che Wilder, ebreo nato in Austria, ha iniziato da giovane a lavorare nel cinema proprio a Berlino, dove è tornato per girare questo film. In particolare aveva già curato nel 1931 la sceneggiatura del film La terribile armata, di Lamprecht, in cui una banda di ragazzini gira per la città… che ora Wilder rivede distrutta dalle bombe e ridotta in macerie; fra le quali troviamo Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirke, chiesa conservata ancora oggi come rovina a documento di quel periodo, e già filmata quando era sana proprio nel film del 1931.
Anche Rossellini nello stesso 1948 ha filmato con tono commosso in Germania anno zero le rovine di Berlino.
Invece la deputata (repubblicana) dello Iowa (Jean Arthur), unica donna della commissione inviata a controllare l’integrità morale delle truppe americane, non bada affatto a quelle rovine, perché non fanno parte (secondo lei) dello scopo della sua missione. Si chiama Phoebe Frost, e Frost in tedesco significa “gelo”, anche nel senso della sensazione o del sentimento. Sempre programmaticamente gelida, rifiuta ogni sentimento che non sia funzionale al suo compito e ruolo di applicazione rigida del codice Hays, anche se questo non viene mai nominato. Si indigna vedendo soldati americani con ragazze tedesche; poi scopre che c’è un mercato nero frequentato anche da militari. Si indigna contro i colleghi della commissione, troppo tolleranti. Lei invece non tollera nessun cedimento, nessun compromesso. È chiaro che non possa sopportare Erika von Schlütow (Dietrich)…
Wilder nutriva amicizia e stima per Marlene Dietrich, durante la lavorazione parlavano fra loro spesso in tedesco; sembra che ci fosse forte antipatia invece fra lei e la Arthur; il che è andato a tutto vantaggio della recitazione di entrambe…
Il capitano John Pringle, già ottimo soldato in guerra, si comporta in modo piuttosto disinvolto nei confronti dei regolamenti, e soprattutto protegge in modi irregolari la sua amante Erika, pur sapendo che lei era stata amante di Hans Otto Birgel, un capo nazista ora dato per morto. Phoebe scopre che Erika è protetta da un pezzo grosso… a parer suo almeno un colonnello, se non un generale; intende scoprire chi è e chiede l’aiuto del capitano Pringle, unico di cui si fida. ESPANDI +
19 aprile 2012 Opinione di luisasalvi su "Scandalo internazionale"
Una moralissima (e carina) deputata americana, membro di una commissione inviata a Berlino per controllare la moralità delle truppe, scopre che un ufficiale americano segretamente protegge una cantante che era stata amante di un capo nazista e chiede aiuto proprio a lui per scoprire chi è l'ufficiale "corrotto". Ovvi ma non banali equivoci, per l'inevitabile patriottico innamoramento reciproco dei due americani, a scapito della povera cantante tedesca. Questo il riassunto della vicenda...
voto al film: 
2 agosto 2010 Opinione di wundt su "Scandalo internazionale"
Un Wilder minore (ma fino a che punto?) sostenuto da un cast meraviglioso, capace di scherzare e rende sexy persino un argomento scottante e per propria natura poco divertente come la guerra. Marlene canta, e il bello del film sta proprio lì.
voto al film: 
29 aprile 2010 Opinione di mm40 su "Scandalo internazionale"
Il bello (il fantastico) di Wilder è che riesce a ricreare lo spirito della commedia frizzante perfino su argomenti ed in situazioni che di ironico o di brillante paiono non averne affatto; così come nel 1948 il regista americano allestisce un'opera leggera - ma tutt'altro che spensierata - sulla ricostruzione tedesca, altrettanto saprà fare con la crisi Usa-Urss nel 1961, anno dell'innalzamento del muro di Berlino (Uno, due, tre!) oppure con la triste decadenza del...
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25 aprile 2010 Opinione di fox1969 su "Scandalo internazionale"
Un bel film con grandi interpretazioni, in particolare Jean Arthur che recita divinamente due personalità suddivise nella prima e seconda parte del film.Inizialmente la vediamo in ruolo di una caratterista che esalta freddezza, severità e moralità non solo nei dialoghi ma anche in aspetto e comportamento con piccoli tocchi artistici di recitazione come il labbro superiore che si contorce durante i dialoghi come un tic nervoso. La recitazione si evolve e muta...
voto al film: 
8 marzo 2010 Opinione di Baliverna su "Scandalo internazionale"
Bellissimo e gustoso questo film, nel quale troviamo commedia sentimentale e ambientazione storica tutt'altro che accessoria o poco seria. Non mi pare che il film sia immorale in alcun modo. Jean Arthur è semplicemente deliziosa. Alcune gag sono tanto semplici quanto geniali, come quella della torta che passa di mano in mano e quella della carrozzina con le bandierine americane. Billy Wilder era uno che sapeva scherzare senza cinismo o irriverenza sulle cose serie, e sapeva fare...
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28 luglio 2009 Opinione di rebis su "Scandalo internazionale"
Funzionari americani nella Berlino post bellica valutano la morigeratezza dei costumi dell’esercito occupante. Nel ‘48 l’orrore del conflitto non era stato ancora metabolizzato: tanta spiazzante leggerezza sulle sorti dei superstiti oggi sarebbe impensabile. La Dietrich, ex cantante nazista in declino, è un poco lambiccata e non aiuta a risollevare le performance dei modesti comprimari. Non brillante ma comunque piacevole, il film, ambientato tra le rovine di una...
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15 novembre 2008 Opinione di jonas su "Scandalo internazionale"
Wilder omaggia il suo maestro Lubitsch con un quasi remake di Ninotchka: anche qui una solerte funzionaria (la brava Jean Arthur) viene inviata a mettere ordine in una situazione poco chiara e ovviamente, irretita proprio dal simpatico mascalzone che è il responsabile di tutto, perde molta della sua irreprensibilità. Ma il Wilder più maturo non avrebbe mai scelto una conclusione così moralista, con la donna fatale Dietrich consegnata alla giustizia.
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29 dicembre 2005 Opinione di sonicyouth su "Scandalo internazionale"
Il maestro ci regala una piccola perla sulla Berlino post-bellica. Con il solito linguaggio diretto ci propone una spy-story condita di romanticismo.
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7 giugno 2005 Opinione di Voltaire su "Scandalo internazionale"
E' una simpatica commedia, diretta dall'esperto Billy Wilder. Buona l'interpretazione di Marlene Dietrich, anche se l'attrice riesce meglio nei ruoli di alta intensità drammatica. Bella la trovata finale, quando Marlene teme di bagnarsi il vestito a causa delle pozzanghere !
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