Un borghese piccolo piccolo (1977)
Con Alberto Sordi, Shelley Winters, Romolo Valli, Vincenzo Crocitti
La trama
Il ritratto di un modesto impiegato che diviene quello di una intera società.
Giovanni Vivaldi (Alberto Sordi) ha lavorato per una vita come modesto impiegato del ministero. Il suo unico sogno è quello che suo figlio Mario (Vincenzo Crocitti), diplomatosi ragioniere, lo sostituisca nell'impiego. Per agevolare il figlio al concorso ministeriale, Vivaldi accetta di iscriversi alla loggia massonica a cui appartiene il dottor Spaziani, il suo superiore. Il guaio è che, proprio il giorno dell'esame, davanti agli occhi del padre, Mario viene ucciso da un rapinatore di banca. Vivaldi allora si mette alle ricerca dell'assassino, lo trova e, invece di consegnarlo alla polizia, lo sequestra e lo uccide torturandolo piano piano. Feroce ritratto di un uomo qualsiasi che diviene il ritratto dell'Italia violenta e mostruosa degli anni Settanta. Pregevole l'interpretazione di Alberto Sordi che, per una volta, supera la maschera della macchietta e dà vita a un personaggio che, pur non rinunciando ai tic e ai vezzi del repertorio abituale, riesce a raggiungere uno spessore insolito per l'Albertone nazionale. Forse l'ultima vera, grande interpretazione di un Sordi avviato a un lento quanto inesorabile declino.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 07/04/2011 - utile per 31 utenti
Voto al film: 
"Che cos'è? Ministero dei Lavori Pubblici... È la convocazione per gli esami!".
"Lo vedi? Io già me comincio a caca' sotto".
"Mario, non fare così, mannaggia... Quando fai così sembri tua madre".
"E che c'entro io con quello che fa lui?".
"Ma perchè, non è tuo figlio?".
"E allora?".
"E allora, se se caca sotto, da chi ha preso, da me?".
[Vincenzo Crocitti, Alberto Sordi e Shelley Winters]
Roma: Giovanni Vivaldi (Alberto Sordi) è un impiegato ministeriale prossimo all'agognata pensione. È un "borghese piccolo piccolo", un omino mediocre, nostalgico del fascismo, che ha condotto la sua modesta esistenza tra l'ufficio e la famiglia e che ora spera per il figlio Mario (Vincenzo Crocitti), fresco di diploma in ragioneria ma tutt'altro che una cima, una radiosa carriera nel suo stesso ministero. Prima, però, Mario deve superare il concorso statale di ammissione e il padre, per agevolarlo, non esita a raccomandarlo ai suoi superiori e, per ottenere in anticipo le tracce d'esame delle prove scritte, ad entrare addirittura, imbeccato dal suo capoufficio, il dottor Spaziani (Romolo Valli), nella massoneria ("Che cosa fa un compasso? Disegna un cerchio: tu, per ora, sei il cerchio più piccolo, ma anche tu diventerai grande, a poco a poco. Questo non vuol dire che tu sia un inferiore: no, sei pur sempre un cerchio disegnato dal compasso, cioè un fratello, uno come noi. In questo senso la massoneria è egualitaria: il diritto che quelli più grandi di te hanno sul molto, tu lo hai sul poco. Ma quel poco è tuo"). La mattina del concorso Giovanni, elettrizzato dall'ansia, si prepara ad accompagnare Mario all'esame, mentre sua moglie Amalia (Shelley Winters) si precipita in chiesa a "benedire" nell'acquasantiera un amuleto portafortuna da affidare al figlio: poi, finalmente, escono di casa, diretti in tram e metropolitana verso l'Eur, al Palasport, sede del concorso. Sono in anticipo e, prima di riprendere il viaggio, hanno anche il tempo di fermarsi in un bar per fare colazione. Poi, il dramma. Davanti a una banca incrociano i banditi: c'è stata una rapina da 400 milioni di lire e ora c'è una sparatoria. Giovanni, sgomento, si guarda intorno, urla, assiste esterrefatto alla fuga dei criminali e soltanto in quel momento si rende conto che Mario è a terra in una pozza di sangue, morto. Amalia, che apprende la notizia dal telegiornale seduta in poltrona , non regge il colpo: stroncata da una paralisi, non si muove e non parla più. Giovanni, invece, pur dilaniato dal dolore, riesce ad andare avanti: accudisce la moglie, visita la tomba del figlio al cimitero, sorretto da un'energia interiore che sembra infondergli quella forza necessaria per non crollare definitivamente. Ma è un'illusione, ha qualcos'altro per la testa. ESPANDI +
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9 marzo 2012 Opinione di GIMON 82 su "Un borghese piccolo piccolo"
"Un borghese piccolo piccolo" e' un film dal realismo eccezionale,privo di momenti morti e con un'Alberto Sordi che da vita a un personaggio di quelli che valgono un'intera carriera,il maestro Monicelli da il via con questa pellicola alla fine della commedia all'italiana e quindi dei personaggi cialtroni e furbastri che nonostante la loro dubbia morale destavano nel pubblico una certa simpatia,se prima si rideva sui tic,i vizi e le nevrosi degli italiani in questo capolavoro non c'e'...
voto al film: 
25 settembre 2011 Opinione di anddaz su "Un borghese piccolo piccolo"
è più inquietante questo film di tutti i vari Rec Paranormal Activty ecc messi insieme.
voto al film: 
26 agosto 2011 Opinione di cheftony su "Un borghese piccolo piccolo"
"Ma lui è mio figlio, oh! In fondo io, dopo tanti anni, che cosa chiedo? Non chiedo mica tanto, avere per lui, ecco, un occhio di riguardo." Giovanni Vivaldi (Alberto Sordi) è un ragioniere romano impiegato presso un ministero e in procinto di godersi la pensione. L'unica soddisfazione che vorrebbe togliersi è quella di vedere l'unico figlio Mario (Vincenzo Crocitti), insignificante e poco sveglio ma da poco diplomatosi ragioniere, trovare lavoro anche lui al ministero....
voto al film: 
27 luglio 2011 Opinione di caciotta su "Un borghese piccolo piccolo"
Quando i sogni vengono cancellati,infranti,spazzati via senza nemmeno il tempo di girarsi e vedere che la triste vita ti porta via tutto.....un figlio cadavere sull'asfalto,e una moglie che,come una candela, si spegne inesorabilmente fino alla morte.......allora arde nell'inconscio umano senza freni inibitori,senza rimorso,senza piu' nulla,un solo impulso: la vendetta.Un film di grande impatto emozionale,diretto e costruito da un M.Monicelli che mischia la commedia amara e il...
voto al film: 
7 aprile 2011 Opinione di FABIO1971 su "Un borghese piccolo piccolo"
"Papà, papà, questa è per me!". "Che cos'è? Ministero dei Lavori Pubblici... È la convocazione per gli esami!". "Lo vedi? Io già me comincio a caca' sotto". "Mario, non fare così, mannaggia... Quando fai così sembri tua madre". "E che c'entro io con quello che fa lui?". "Ma perchè, non è tuo figlio?". "E allora?". "E allora, se se caca sotto, da chi ha preso, da me?". [Vincenzo Crocitti, Alberto Sordi e Shelley Winters] ...
voto al film: 
7 marzo 2011 Opinione di picciotto su "Un borghese piccolo piccolo"
mi ha colpito davvero questo film...bravissimo sordi davvero un capolavoro!
voto al film: 
1 febbraio 2011 Opinione di MovieGoer su "Un borghese piccolo piccolo"
Un film semplicemente perfetto. Mario Monicelli, grazie all'ottima sceneggiatura di Vincenzo Cerami, tesse una trama finissima con un Alberto Sordi da Oscar. La prima parte ci mostra l'enorme affetto di Giovanni (Sordi) verso il figlio Mario, fresco di diploma e in procinto di affrontare un concorso per entrare nell'ufficio del padre (strepitoso Crocitti dall'aria innocente e pudica), e il suo impiego di travet in una Roma livida come raramente ci era stata mostrata. I tagli di commedia...
voto al film: 
25 gennaio 2011 Opinione di michel su "Un borghese piccolo piccolo"
FANTOZZIK COLPISCE ANCORA Un modesto impiegato si batte come un leone per l'avvenire di suo figlio. Ma il giovane muore per caso nel corso di una rapina e il padre si trasforma in un odioso vendicatore. Ritratto di un’Italia burocratizzata e incattivita, sgradevole fino al masochismo, il film si fa compiaciuto solo quando non riesce più ad intingere le sue frecce nell’ironia. La sequenza del camposanto è una pietra miliare del cinema grottesco. Alto...
voto al film: 
22 gennaio 2011 Opinione di bradipo68 su "Un borghese piccolo piccolo"
Da vedere e rivedere religiosamente,poi da mandare a memoria per i posteri.Il film di Monicelli è decisamente un film di rottura sia con quello che lui aveva fatto prima sia con la concezione di commedia all'italiana.E per sottolineare questa rottura il suo braccio armato coincide diabolicamente con la maschera di Alberto Sordi che è uno dei simboli stessi della suddetta commedia all'italiana.Un borghese piccolo piccolo è un film che inquieta per come evidenzia le...
voto al film: 
29 novembre 2010 Opinione di Axeroth su "Un borghese piccolo piccolo"
Poche volte quando si parla di capolavori ci si rende conto che alcuni di questi film meritano davvero quest'acclamazione entusiastica, e "Un borghese piccolo piccolo" è forse uno dei più grandi film italiani che siano mai stati fatti oltre ad essere uno dei massimi capolavori di Monicelli. Un dramma irrangiungibile, fra il tragicomico ed il thriller, sceneggiatura neorealista, con un abilissimo Sordi, supremo e inconiabile. Non mi cimenterò più di tanto a...
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