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Da morire (1995)

[To Die For, USA 1995, Grottesco, durata 110']   Regia di Gus Van Sant
Con Nicole Kidman, Matt Dillon, Joaquin Phoenix, Illeana Douglas



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Da morire: presente
Ritmo ritmo in Da morire: forte
Impegno impegno in Da morire: presente
Tensione tensione in Da morire: minimo
Erotismo erotismo in Da morire: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Da morire

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Da morire (voti: 63 media: 3,79) 63

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locandina di Da morire

01/04/2011

Il vocabolario dei sentimenti - Ambizione (8)

  “Una sera fui invitato a cena, a casa del mio amico Buck Henry. La tv davanti  a noi, era accesa, ma muta. Sullo schermo passavano immagini di gare di pattinaggio sul...

di ziacassie

La trama

In America non sei qualcuno se non compari in TV: è quanto afferma Suzanne Stone, una ragazza di provincia che coltiva l'unica, suprema ambizione di diventare un personaggio televisivo. Disillusa dal rapporto con il marito, Suzanne si dedica al perseguimento del suo sogno di notorietà con meticolosità ossessiva e con totale assenza di scrupoli, travolgendo qualsiasi elemento che si possa inserire tra lei e l'agognato piccolo schermo. Una storia acida e graffiante sulle contraddizioni del perbenismo della provincia americana, tutta colori pastello e anime nere, moine aggraziate e arrivismo spietato; e sulla sottocultura del presenzialismo audiovisivo, con la sua visione edulcorata e deforme della realtà. Vivace come una sit-com e perfido come una commedia nera, è un film decisamente divertente e gustoso, ma acre. 

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L'opinione più votata

Di degoffro scritta il 13/12/2010 - utile per 21 utenti

Voto al film: voto buono

Nonostante il fragoroso flop (critico e commerciale) di “Cowgirl – Il nuovo sesso”, Gus Van Sant firma, a sorpresa, il suo primo film per una major (la Columbia), si districa con abilità e gran classe dalle insidie e trappole tipiche di un prodotto omologato da grosso studio, mantiene coraggiosamente il suo indomito spirito indipendente, ritrova lo smalto dei suoi film migliori e realizza la commedia nera più cattiva ed irriverente degli anni novanta e non solo, spiazzando la Columbia che voleva semplicemente una commedia con Meg Ryan, attrice scartata dal regista perché ritenuta inadatta per un ruolo così dark (ma tra le altre ipotesi erano state prese in considerazione anche Bridget Fonda e Jodie Foster, l’ha spuntata Nicole Kidman che ha quasi supplicato il regista pur di avere il ruolo). Lo stesso studio impose al regista, visti gli sreening test disastrosi, di rimontare completamente l’opera, e solo la calorosa accoglienza a Cannes ha salvato il film dall’identico, nefasto, destino di “Cowgirl”. Autentica, terribile “imitation of life” (giusto per citare Douglas Sirk) dei nostri grigi e mesti tempi, amara parabola di una aspirante diva, cupa profezia di ciò che ci è capitato e ci capiterà ancora, antidoto perfetto ai vari “Save the last dance”, “A time for dancing”, “Amici di Maria De Filippi” e “Grandi Fratelli” che fanno sognare ad occhi aperti le nuove generazioni di adolescenti, figli della tv, definiti dal personaggio di Matt Dillon “stupidi che credono che tutto sia lecito, che sia giusto vivere così. A furia di vedere sul piccolo schermo gente che fotte, si ammazza e si rovina, non capisce più niente”. Basato su un romanzo di Joyce Maynard, sceneggiato in modo calibratissimo dall’esperto Buck Henry, anche attore nella parte del professor Finlaysson (i dialoghi da appuntarsi sono infiniti), girato in maniera geniale e all’avanguardia, con un cast d’attori da brivido, dove accanto a un nuovamente convincente Matt Dillon, una sempre eccellente Ileana Douglas e un glaciale David Cronenberg (è il killer), spicca la smagliante, scatenata, spudorata, travolgente ed irresistibile Nicole Kidman (lo dice uno che è ben lontano dall’essere un suo fan), giustamente premiata con il Golden Globe, alla sua prova più matura e riuscita, ancora oggi, esattamente antitetica all’altra sua maiuscola prova in “The Others” dove invece è austera, rigida, severa e pallida. Raramente un film sull’apparire, sul volere essere sempre al centro dell’attenzione, sul desiderio di popolarità a tutti i costi, sull’esigenza sfrenata ed incontrollabile di affermarsi e di arrivare, subordinandovi ogni sentimento, ogni relazione, ogni rapporto umano si era spinto così oltre ed era stato raccontato con tale forza, intelligenza e crudeltà, in equilibrio sottile ma efficacissimo tra farsa grottesca e tragica realtà. Si ride di gusto, ma la risata fa male. “L’America è un grande calderone”, dice il papà di Larry/Matt Dillon ad un talk show, ma in realtà tutto il mondo è paese.
Voto: 8
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SI

Opinioni su Da morire


30 dicembre 2011 Opinione di marcopolo30 su "Da morire"
marcopolo30

  I film di Van Sant riescono sempre a piacermi giusto una o due tacche in meno rispetto ai giudizi che leggo prima e dopo aver veduto i suoi film. E questo “Da Morire” non fa eccezione.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto sufficiente a Da morire (1995)


7 novembre 2011 Opinione di Viola96 su "Da morire"
Viola96

Gus Van Sant è il più provocatorio tra i registi americani post-moderni. Dopo aver cominciato la sua carriera con quella grande riflessione data da Belli e dannati sull’iniziazione al sesso di alcuni ragazzi, continua con il suo discorso grazie a questa tesissima black comedy. Da morire è grandioso nella sua capacità di raccontarci il mondo come è realmente. La giovane Susanne Stone vuole solo sfondare in tv senza tanti problemi e senza indugio. E’ il suo sogno ed è disposta...

voto al film: Viola96 assegna il voto buono a Da morire (1995)

8 commenti
[utile per 17 utenti]


14 febbraio 2011 Opinione di alfatocoferolo su "Da morire"
alfatocoferolo

Di film sul tema se ne sono visti tanti e se non altro questo ha il pregio di mantenere sempre ben fissa la telecamera sullo stesso punto focale, provocando una sorta di persistenza retinica che ha l'effetto di spersonalizzare la vicenda e farne apprezzare la cinica oggettività. Un po' come quando si ripete ossessivamente la stessa parola o si fissa a lungo un'immagine, depurando la parola stessa (o l'immagine) del suo valore espressivo per ridurla alla sua essenza. E forse questo che...

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto sufficiente a Da morire (1995)


5 gennaio 2011 Opinione di Tex Murphy su "Da morire"
Tex Murphy

Uno dei migliori Van Sant (per inciso, trovo i suoi film del nuovo millennio orrendi) anche se a tratti annoia e il finale poteva essere migliore (più cattivo ?).

voto al film: Tex Murphy assegna il voto sufficiente a Da morire (1995)



16 dicembre 2010 Opinione di chribio1 su "Da morire"
chribio1

curioso caso personale questo,pensavo d'averlo gia' visto e invece poi,ho scoperto che mi ero confuso con "Malice-il sospetto" sempre con l'affascinante Nikky Kidman (perdonate il soggettivo soprannome),ma siccome e' GRANDE io da qualche anno la chiamo cosi'...cmq probabilmente ricordando la scena della puntura della siringa sul letto,pensavo fosse questo il film!!! Lasciando stare queste cose personali,la pellicola in se' risulta molto godibile e spesso farcita di suspense e thriller con...

voto al film: chribio1 assegna il voto buono a Da morire (1995)

nessun commento
[utile per 2 utenti]

13 dicembre 2010 Opinione di degoffro su "Da morire"
degoffro

Nonostante il fragoroso flop (critico e commerciale) di “Cowgirl – Il nuovo sesso”, Gus Van Sant firma, a sorpresa, il suo primo film per una major (la Columbia), si districa con abilità e gran classe dalle insidie e trappole tipiche di un prodotto omologato da grosso studio, mantiene coraggiosamente il suo indomito spirito indipendente, ritrova lo smalto dei suoi film migliori e realizza la commedia nera più cattiva ed irriverente degli anni novanta e non...

voto al film: degoffro assegna il voto buono a Da morire (1995)

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15 maggio 2010 Opinione di luca826 su "Da morire"
luca826

VOTO 7+ ACIDO Cattivello Van Sant, proprio come il finale: la sorella (che l'ha sempre odiata) pattina sul lago ghiacciato dove è congelata lei, Suzanne, quintessenza del rampantismo televisivo, ma anche sociale (critica un po' vaga però). La Kidman è in forma perfida e grintosa, Dillon come al solito è grande e poi tutti i caratteristi sono da lodare. Grandi movimenti di macchina, zoom; la regia c'è e Van Sant ci tiene a firmare l'opera con buoni...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Da morire (1995)

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12 marzo 2010 Opinione di OGM su "Da morire"
OGM

La televisione è una gabbia, che cattura la mente di chi guarda, ma imprigiona, soprattutto, la vita di chi sta al di là del teleschermo. Per creare l’illusione occorre essere i primi a crederci; e, d’altronde, la tv non ci seduce, come il cinema, con l’incanto della finzione, bensì con il fascino di una realtà ideale. Per questo motivo apparire non è sufficiente; il personaggio televisivo non è un attore che depone il costume di...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Da morire (1995)

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4 marzo 2010 Opinione di emmepi8 su "Da morire"
emmepi8

Qui il regista si affida  ad un genere diverso che è la commedia, ma una commedia  che non accetta i canoni classici del genere, ma si avventura e con successo nel lato dark; a tratti per diversi versi mi ricorda i fratelli  Coen, anche se la linea poi è totalmente diversa. Qui associa alla storia un cast  davvero eccitante e giusto, coinvolgendo una Kidman che stava scalando dal alto giusto la strada del cinema: Attraverso il personaggio femminile e con una...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a Da morire (1995)

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6 novembre 2009 Opinione di michel su "Da morire"
michel

APRI GLI OCCHI, SEI IN DIRETTA A cosa serve fare qualcosa di buono se nessuno lo vede, proclama la signora Maretto, posseduta dal desiderio di apparire in TV. Determinata e piacente la donna potrebbe anche farcela, ma è davvero troppo stupida. Tutto a posto quindi? Non proprio perché prima di venire fermata miss Tornado ha fatto a tempo ad eliminare il marito e a rovinare per sempre tre giovinastri più idioti di lei. Coerentemente Van Sant ha scelto di ricostruire i...

voto al film: michel assegna il voto sufficiente a Da morire (1995)




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