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Sei gradi di separazione (1993)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Sei gradi di separazione: presente
Ritmo ritmo in Sei gradi di separazione: presente
Impegno impegno in Sei gradi di separazione: presente
Tensione tensione in Sei gradi di separazione: minimo
Erotismo erotismo in Sei gradi di separazione: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Sei gradi di separazione

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Sei gradi di separazione (voti: 50 media: 3,52) 50

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La trama

Borghesi illuminati e un ragazzo nero che affascina. Medaglia con rovescio.

È giovane, simpatico, colto. È nero ed è ferito. È figlio di Sidney Poitier. È un compagno di studi dei loro figli ad Harvard. Logico che i coniugi Kittredge, agiata coppia che abita un appartamento a Central Park, trattino Paul come meglio non si potrebbe. Ma la mattina Paul viene cacciato dall'abitazione, e inizia tutta una serie di scoperte imbarazzanti sull'ospite, sulla sua identità, sulle sue azioni. 

Da un testo teatrale di successo (che la stessa Channing ha portato in scena), una commedia bizzarra ma dal meccanismo impeccabile e coinvolgente. I sei gradi di separazione del titolo sono quelli di parentela che legano tutti gli uomini tra loro.

L'opinione più votata

Di 21thcentury schizoid man scritta il 27/05/2010 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto buono

“Sei gradi di separazione” è un film sorprendente, soprattutto se si considera che lo ha diretto un regista, Fred Schepisi, che certamente non è mai stato un granché. In questo film, però, tutto appare perfetto, o quasi. La storia ha per protagonista un ragazzo di colore, Paul, che una sera di un giorno qualsiasi si presenta di punto in bianco in casa di Flan e Ouisa Kittredge, ricchi mercanti d’arte residenti in un lussuoso appartamento in quel di New York. Paul dice loro di essere stato aggredito da un ladro, il quale, sempre a suo dire, gli ha sferrato una coltellata nel tentativo di derubarlo, proprio davanti alla casa delle persone presso le quali si è appena presentato. I Kittredge, dopo aver superato un attimo di smarrimento, dovuto alla sorpresa di vedersi piombare improvvisamente in casa propria un perfetto sconosciuto, provvedono a curarlo, e mentre fanno ciò, Paul comincia a parlare. E quanto parla il ragazzo: arte, letteratura, cinema; una volta che ha cominciato, Paul non finisce più di chiacchierare. Sembra quasi che sappia tutto di qualsiasi cosa. Inoltre – tra un’irresistibile dimostrazione dell’immoralità del “Giovane Holden” di Salinger e un’illuminante tirata sull’immaginazione e il potere che essa può avere sulla gente, al punto che l’immaginazione dovrebbe, parole sue, “essere il perno della nostra esistenza” – Paul dice anche di essere figlio di Sidney Poitier, e afferma altresì di conoscere molto bene i figli dei Kittredge, dei quali sostiene di essere un grande amico. Dal canto loro, Flan e Ouisa paiono completamente rapiti dalla brillantezza e dalla disinvoltura mostrate dal giovane. Pare un ragazzo modello, Paul: intelligente, serio, spiritoso e amichevole. Insomma, il figlio che tutti i genitori (o quasi) vorrebbero avere. Il mattino successivo a quel fortuito incontro, però, i Kittredge scopriranno a loro spese che spesso l’apparenza inganna.
Nonostante qua e là si noti l’origine teatrale (lo spunto, infatti, è preso da una commedia scritta da John Guane, che ha firmato anche la sceneggiatura del film), “Sei gradi di separazione” scorre via che è un piacere: i dialoghi sono arguti e pungenti, il ritmo spumeggiante, lo humour raffinato e sottile, grazie ad una sceneggiatura pressoché perfetta, che ha inoltre il grande merito di delineare i personaggi e le situazioni in modo impeccabile. Schepisi, sorprendentemente, asseconda il tutto con una regia brillante, destreggiandosi tra flashback e flashforward con una facilità disarmante e un’eleganza quasi impressionante, cosa che gli permette di garantire allo spettatore la possibilità di comprendere, senza troppa fatica, i molteplici sviluppi imprevedibili che la pellicola offre man mano che la storia procede.
Ottimo anche il cast, con Stockard Channing e Donald Sutherland – entrambi magnifici – una spanna sopra a tutti gli altri; ma bisogna ammettere che anche Will Smith – altrove attore solitamente mediocre – se la cava piuttosto egregiamente. L’unico difetto del film, forse, è quello di tirare un po’ troppo per le lunghe il finale: ma è un difetto che si perdona volentieri, perché a quel punto il meglio è già stato fatto. Non c’è che dire: “Sei gradi di separazione” è una commedia brillante, ricca di ironia pungente, che mette alla berlina i rapporti tra le persone di classe sociale differente, dimostrandoci che nella vita l’unica cosa che conta veramente è sempre e comunque il denaro, con il quale si può comprare tutto. Tranne la felicità, ovviamente (come ci dimostra il finale nel quale tutti, chi più chi meno, escono sconfitti). Un film divertente, ma dal retrogusto assai amaro.
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SI

Opinioni su Sei gradi di separazione


17 novembre 2010 Opinione di gigomma su "Sei gradi di separazione"
gigomma

Film con una trama davvero originale, consigliato vivamente 

voto al film: gigomma assegna il voto ottimo a Sei gradi di separazione (1993)


4 agosto 2010 Opinione di LorCio su "Sei gradi di separazione"
LorCio

Basato sulla teoria del sociologo Stanley Milgram secondo cui ogni individuo è legato ad un altro sulla faccia della terra da sei persone, 6 gradi di separazione, prima di essere un film seminale e fondamentale nell’intero decennio del cinema americano, è un testo teatrale di clamorosa impeccabilità. Scritto da dio dal drammaturgo John Guare, questo film dall’impostazione certamente riconducibile alle tavole del palcoscenico si adatta perfettamente alla...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Sei gradi di separazione (1993)

1 commento
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17 giugno 2010 Opinione di alfatocoferolo su "Sei gradi di separazione"
alfatocoferolo

Film appena sufficiente, di una noia sesquipedale appena sfumata dalla curiosità che la vicenda suscita nel suo complesso. Di notevole ci sono solo i dialoghi, buona anche la sovrapposizione dei tempi ma il resto è integralmente da buttare. I sei gradi di separazione entrano in gioco solo marginalmente. 5,5

voto al film: alfatocoferolo assegna il voto sufficiente a Sei gradi di separazione (1993)


3 giugno 2010 Opinione di jonas su "Sei gradi di separazione"
jonas

Un giovane nero dall’aria estremamente distinta e dalla parlantina sciolta si introduce nelle case di ricchi newyorkesi, spacciandosi per un amico dei loro figli e offrendo ruoli di comparsa nel film che suo padre Sidney Poitier sta preparando: non mira a derubare né a truffare nessuno, vuole solo essere come loro e per certi aspetti si dimostra migliore dei loro figli, distratti e assenti. Riferimenti insolitamente alti per un film hollywoodiano: Teorema (un estraneo si insinua...

voto al film: jonas assegna il voto buono a Sei gradi di separazione (1993)

nessun commento
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27 maggio 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "Sei gradi di separazione"
21thcentury schizoid man

“Sei gradi di separazione” è un film sorprendente, soprattutto se si considera che lo ha diretto un regista, Fred Schepisi, che certamente non è mai stato un granché. In questo film, però, tutto appare perfetto, o quasi. La storia ha per protagonista un ragazzo di colore, Paul, che una sera di un giorno qualsiasi si presenta di punto in bianco in casa di Flan e Ouisa Kittredge, ricchi mercanti d’arte residenti in un lussuoso appartamento in quel di New York. Paul dice loro di...

voto al film: 21thcentury schizoid man assegna il voto buono a Sei gradi di separazione (1993)

2 commenti
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17 maggio 2010 Opinione di Doc77 su "Sei gradi di separazione"
Doc77

Ha tutta l'aria di un film intellettuale contro gli intellettuali. Tutto esagerato,dall'idiozia dei ricchi alla prosopopea dei loro figli passando per la capacità di convincimento del prossimo di Will Smith,praticamente il perfetto plagiatore. Un film da vedere con un bicchiere di porto,un ottimo sigaro cubano...e una poltrona non troppo comoda,l'abbiocco è dietro l'angolo.

voto al film: Doc77 assegna il voto sufficiente a Sei gradi di separazione (1993)

nessun commento
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10 maggio 2010 Opinione di chribio1 su "Sei gradi di separazione"
chribio1

film un po' bizzarro ma poco incisivo.Da notare anche la presenza di Brittany Murphy.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Sei gradi di separazione (1993)

2 commenti

6 febbraio 2010 Opinione di almodovariana su "Sei gradi di separazione"
almodovariana

Geniale commedia "esistenziale" dei destini incrociati: si possono concatenare le vite di perfetti estranei? RItratto impietoso e auto-ironico (una sorta di tornasole di "Crimini e Misfatti" di Woody Allen) di un' upper class alla deriva di valori e sempre più "confusa" dal punto di vista dell'altro: quello di un ragazzo nero che si infiltra nel mondo dorato dell'East End.

voto al film: almodovariana assegna il voto buono a Sei gradi di separazione (1993)



4 gennaio 2010 Opinione di apollodibarriera'72 su "Sei gradi di separazione"
apollodibarriera'72

Assolutamente imperdibile! un piccolo/grande trattato sociale su società, conformismo e imborghesimento dei sentimenti condotto con maestria da Schepisi che riesce ad aggirare la staticità dell'origine tatrale con una messa in scena dinamicissima e scoppiettante ed un montaggio serrato. Interpreti favolosi (Smith dovrebbe essere orgoglioso di aver fatto un simile film..altro che Hancock!) con la Channing che primeggia in bravura su tutti. Una New York  da bere in...

voto al film: apollodibarriera'72 assegna il voto ottimo a Sei gradi di separazione (1993)


12 dicembre 2009 Opinione di fornarolo su "Sei gradi di separazione"
fornarolo

A parte l'assurdità del titolo e del suo significato, è un film interessante e piacevole, probabilmente più per merito dell'autore teatrale che della produzione e regia.

voto al film: fornarolo assegna il voto sufficiente a Sei gradi di separazione (1993)

1 commento



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