Sei gradi di separazione (1993)
Con Stockard Channing, Will Smith, Donald Sutherland, Ian McKellen, Catherine Kellner, Osgood Perkins
La trama
Borghesi illuminati e un ragazzo nero che affascina. Medaglia con rovescio.
È giovane, simpatico, colto. È nero ed è ferito. È figlio di Sidney Poitier. È un compagno di studi dei loro figli ad Harvard. Logico che i coniugi Kittredge, agiata coppia che abita un appartamento a Central Park, trattino Paul come meglio non si potrebbe. Ma la mattina Paul viene cacciato dall'abitazione, e inizia tutta una serie di scoperte imbarazzanti sull'ospite, sulla sua identità, sulle sue azioni.
Da un testo teatrale di successo (che la stessa Channing ha portato in scena), una commedia bizzarra ma dal meccanismo impeccabile e coinvolgente. I sei gradi di separazione del titolo sono quelli di parentela che legano tutti gli uomini tra loro.
L'opinione più votata
Di 21thcentury schizoid man scritta il 27/05/2010 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
Nonostante qua e là si noti l’origine teatrale (lo spunto, infatti, è preso da una commedia scritta da John Guane, che ha firmato anche la sceneggiatura del film), “Sei gradi di separazione” scorre via che è un piacere: i dialoghi sono arguti e pungenti, il ritmo spumeggiante, lo humour raffinato e sottile, grazie ad una sceneggiatura pressoché perfetta, che ha inoltre il grande merito di delineare i personaggi e le situazioni in modo impeccabile. Schepisi, sorprendentemente, asseconda il tutto con una regia brillante, destreggiandosi tra flashback e flashforward con una facilità disarmante e un’eleganza quasi impressionante, cosa che gli permette di garantire allo spettatore la possibilità di comprendere, senza troppa fatica, i molteplici sviluppi imprevedibili che la pellicola offre man mano che la storia procede.
Ottimo anche il cast, con Stockard Channing e Donald Sutherland – entrambi magnifici – una spanna sopra a tutti gli altri; ma bisogna ammettere che anche Will Smith – altrove attore solitamente mediocre – se la cava piuttosto egregiamente. L’unico difetto del film, forse, è quello di tirare un po’ troppo per le lunghe il finale: ma è un difetto che si perdona volentieri, perché a quel punto il meglio è già stato fatto. Non c’è che dire: “Sei gradi di separazione” è una commedia brillante, ricca di ironia pungente, che mette alla berlina i rapporti tra le persone di classe sociale differente, dimostrandoci che nella vita l’unica cosa che conta veramente è sempre e comunque il denaro, con il quale si può comprare tutto. Tranne la felicità, ovviamente (come ci dimostra il finale nel quale tutti, chi più chi meno, escono sconfitti). Un film divertente, ma dal retrogusto assai amaro.
- negative [4]
- sufficienti [4]
- positive [16]
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17 novembre 2010 Opinione di gigomma su "Sei gradi di separazione"
Film con una trama davvero originale, consigliato vivamente
voto al film: 
4 agosto 2010 Opinione di LorCio su "Sei gradi di separazione"
Basato sulla teoria del sociologo Stanley Milgram secondo cui ogni individuo è legato ad un altro sulla faccia della terra da sei persone, 6 gradi di separazione, prima di essere un film seminale e fondamentale nell’intero decennio del cinema americano, è un testo teatrale di clamorosa impeccabilità. Scritto da dio dal drammaturgo John Guare, questo film dall’impostazione certamente riconducibile alle tavole del palcoscenico si adatta perfettamente alla...
voto al film: 
17 giugno 2010 Opinione di alfatocoferolo su "Sei gradi di separazione"
Film appena sufficiente, di una noia sesquipedale appena sfumata dalla curiosità che la vicenda suscita nel suo complesso. Di notevole ci sono solo i dialoghi, buona anche la sovrapposizione dei tempi ma il resto è integralmente da buttare. I sei gradi di separazione entrano in gioco solo marginalmente. 5,5
voto al film: 
3 giugno 2010 Opinione di jonas su "Sei gradi di separazione"
Un giovane nero dall’aria estremamente distinta e dalla parlantina sciolta si introduce nelle case di ricchi newyorkesi, spacciandosi per un amico dei loro figli e offrendo ruoli di comparsa nel film che suo padre Sidney Poitier sta preparando: non mira a derubare né a truffare nessuno, vuole solo essere come loro e per certi aspetti si dimostra migliore dei loro figli, distratti e assenti. Riferimenti insolitamente alti per un film hollywoodiano: Teorema (un estraneo si insinua...
voto al film: 
27 maggio 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "Sei gradi di separazione"
“Sei gradi di separazione” è un film sorprendente, soprattutto se si considera che lo ha diretto un regista, Fred Schepisi, che certamente non è mai stato un granché. In questo film, però, tutto appare perfetto, o quasi. La storia ha per protagonista un ragazzo di colore, Paul, che una sera di un giorno qualsiasi si presenta di punto in bianco in casa di Flan e Ouisa Kittredge, ricchi mercanti d’arte residenti in un lussuoso appartamento in quel di New York. Paul dice loro di...
voto al film: 
17 maggio 2010 Opinione di Doc77 su "Sei gradi di separazione"
Ha tutta l'aria di un film intellettuale contro gli intellettuali. Tutto esagerato,dall'idiozia dei ricchi alla prosopopea dei loro figli passando per la capacità di convincimento del prossimo di Will Smith,praticamente il perfetto plagiatore. Un film da vedere con un bicchiere di porto,un ottimo sigaro cubano...e una poltrona non troppo comoda,l'abbiocco è dietro l'angolo.
voto al film: 
10 maggio 2010 Opinione di chribio1 su "Sei gradi di separazione"
film un po' bizzarro ma poco incisivo.Da notare anche la presenza di Brittany Murphy.voto.5.
voto al film: 
6 febbraio 2010 Opinione di almodovariana su "Sei gradi di separazione"
Geniale commedia "esistenziale" dei destini incrociati: si possono concatenare le vite di perfetti estranei? RItratto impietoso e auto-ironico (una sorta di tornasole di "Crimini e Misfatti" di Woody Allen) di un' upper class alla deriva di valori e sempre più "confusa" dal punto di vista dell'altro: quello di un ragazzo nero che si infiltra nel mondo dorato dell'East End.
voto al film: 
4 gennaio 2010 Opinione di apollodibarriera'72 su "Sei gradi di separazione"
Assolutamente imperdibile! un piccolo/grande trattato sociale su società, conformismo e imborghesimento dei sentimenti condotto con maestria da Schepisi che riesce ad aggirare la staticità dell'origine tatrale con una messa in scena dinamicissima e scoppiettante ed un montaggio serrato. Interpreti favolosi (Smith dovrebbe essere orgoglioso di aver fatto un simile film..altro che Hancock!) con la Channing che primeggia in bravura su tutti. Una New York da bere in...
voto al film: 
12 dicembre 2009 Opinione di fornarolo su "Sei gradi di separazione"
A parte l'assurdità del titolo e del suo significato, è un film interessante e piacevole, probabilmente più per merito dell'autore teatrale che della produzione e regia.
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- negative [4]
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