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No, il caso è felicemente risolto (1973)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in No, il caso è felicemente risolto: assente
Ritmo ritmo in No, il caso è felicemente risolto: minimo
Impegno impegno in No, il caso è felicemente risolto: assente
Tensione tensione in No, il caso è felicemente risolto: minimo
Erotismo erotismo in No, il caso è felicemente risolto: assente

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FilmTV assegna il voto sufficiente a No, il caso è felicemente risolto

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a No, il caso è felicemente risolto (voti: 4 media: 3,50) 4

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La trama

Mentre pesca in riva a un lago, Fabio assiste per caso all'assassinio di una prostituta. Inseguito dall'omicida gli sfugge e, amante del quieto vivere, non denuncia i fatti. Ma proprio lo scaltro autore del delitto va alla polizia, facendo convergere i sospetti su Fabio il quale, colto dal panico, non fa che aggravare la sua posizione fino a subire una condanna a 24 anni di carcere. 

Commediola gialla di serie B.

L'opinione più votata

Di degoffro scritta il 17/05/2012 - utile per 12 utenti

Voto al film: voto buono

Il brutale ed atroce incipit già ben dispone. E’ domenica pomeriggio. Fabio Santamaria, giovane trentenne, sta pescando solitario al lago di Grasciano (il film in realtà è stato girato sul lago di Vico, zona Viterbo), ascoltando alla radio, con le cuffie, le cronache delle partite. Il silenzio e la pace della campagna circostante vengono d’improvviso squartati dall’urlo di una voce femminile che implora aiuto. Fabio si alza di colpo e si incammina tra le alte fronde del canneto. Vengono quindi inquadrate le gambe nude di una donna che corre disperata nel canneto, con la camicetta slacciata, senza altri vestiti addosso a parte le mutandine, inseguita da un uomo di mezza età con in mano un bastone. La ragazza, una prostituta, viene raggiunta, cerca invano di liberarsi dalla presa del suo aggressore ma viene colpita senza pietà e con estrema crudeltà, ripetute volte, fino a che cade a terra senza vita. Fabio giunge sul luogo del delitto, osserva impietrito il corpo della donna morta a terra, quindi fissa dritto negli occhi l’assassino. Scappa via, sale sulla sua auto, una Mini Morris grigia e parte a tutta velocità. Intravede l’auto dell’assassino, una 124 bianca. Dopo aver tentato invano di impedire ad un furgoncino di avvicinarsi al canneto, si ferma ad un casolare per sciacquarsi il viso ad una fontana, sconvolto. Chiede ad un uomo del posto dove sia la più vicina stazione dei carabinieri. Quando intravede l’auto del killer, riparte in fretta e furia per rientrare in città. Si accorge che è seguito dalla 124 bianca, accelera il più possibile e riesce a seminare l’auto. Cerca di parlare con un vigile, ma l’intenso traffico di quell’ora lo fa subito desistere per cui preferisce ritornare a casa. Qui tenta di telefonare alla polizia ma la vicina bussa alla porta per informarlo che moglie e figlia sono al cinema. Salutata la vicina, Fabio fa di nuovo il numero di telefono della polizia, ma quando gli viene chiesto il suo nome riattacca. Fabio è nel più totale panico, distrutto e spaventato, non sa come comportarsi, cosa deve fare. Qualcuno però pensa bene di precederlo. Alle sette di sera, infatti, circa tre ore dopo il delitto, al commissariato di polizia si presenta un uomo distinto, ordinato, dall’aria intellettuale e seria. E’ il professor Edoardo Ranieri, insegnante di matematica e fisica al liceo classico. E’ l’assassino. Ranieri denuncia un violentissimo omicidio di cui è stato involontario testimone e fa un ritratto molto preciso e dettagliato dell’omicida, corrispondente proprio a Fabio Santamaria.

La forza e l’energia del film si ritrovano proprio nella descrizione credibile, senza respiro, a tratti quasi angosciante nella sua tambureggiante progressione, sorprendentemente sospesa però tra dramma e ironia (i commenti tra sé e sé che Fabio fa per descrivere la sua ingarbugliata situazione, i goffi e maldestri tentativi compiuti per sviare le indagini salvo poi peggiorare la sua condizione, i battibecchi con la moglie, interpretata da Martine Brochard) dell’incredibile paradosso in cui viene catapultato l’incolpevole e sfortunato protagonista, vittima dei suoi stessi errori, coinvolto in un incubo kafkiano dai risvolti sempre più incontrollabili e nefasti (un ritratto di cittadino comune, certo codardo e vile, ma soprattutto timoroso e spaventato dalle possibili conseguenze delle sue azioni e delle sue scelte, tutt’altro che campato per aria, basti pensare per esempio a quanto racconta l’importante “Testimone a rischio” di Pozzessere). ESPANDI +
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Opinioni su No, il caso è felicemente risolto


17 maggio 2012 Opinione di degoffro su "No, il caso è felicemente risolto"
degoffro

Il brutale ed atroce incipit già ben dispone. E’ domenica pomeriggio. Fabio Santamaria, giovane trentenne, sta pescando solitario al lago di Grasciano (il film in realtà è stato girato sul lago di Vico, zona Viterbo), ascoltando alla radio, con le cuffie, le cronache delle partite. Il silenzio e la pace della campagna circostante vengono d’improvviso squartati dall’urlo di una voce femminile che implora aiuto. Fabio si alza di colpo e si incammina tra le alte fronde del canneto....

voto al film: degoffro assegna il voto buono a No, il caso è felicemente risolto (1973)

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28 dicembre 2009 Opinione di nicola81 su "No, il caso è felicemente risolto"
nicola81

Originale film di denuncia che si apre con un feroce omicidio (una prostituta assassinata a colpi di bastone), per poi proseguire con frequenti e divertenti concessioni alla commedia (vedi i monologhi del protagonista Enzo Cerusico e i suoi battibecchi con la moglie, ben interpretata da Martine Brochard). Funziona la contrapposizione tra il buono vittima delle proprie incertezze e dei propri errori, e il cattivo (un Cucciolla superbo) scaltro eppure malleabile; poi, però, il regista...

voto al film: nicola81 assegna il voto buono a No, il caso è felicemente risolto (1973)

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16 novembre 2008 Opinione di chen kuan tai su "No, il caso è felicemente risolto"
chen kuan tai

si è un giallo intrigante, a parte la scena iniziale non aspettatevi caterve di omicidi ma la trama è troppo forte.

voto al film: chen kuan tai assegna il voto sufficiente a No, il caso è felicemente risolto (1973)


17 luglio 2008 Opinione di bradipo68 su "No, il caso è felicemente risolto"
bradipo68

Letta la trama questo film mi ha parecchio intrigato,sembra una riproposizione di un classico spunto hitchcockiano e la prima parte è sicuramente efficace a partire dalla lunga ed efferata sequenza dell'omicidio con annessa fuga dell'innocente testimone.Poi quando il gioco tra i due personaggi si fa chiaro e si conoscono in un lungo drammatico confronto la tensione cala irrimediabilmete e si imboccano i binari della prevedibilita'.il testimone va dalla polizia e subisce un incubo kafkiano...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a No, il caso è felicemente risolto (1973)

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