Drugstore Cowboy (1991)
Con Matt Dillon, Kelly Lynch, James Remar, William S. Burroughs
La trama
Vita all'ultimo respiro di un giovane drogato: e anche uscirne non basta.
Bob, tossicodipendente, con la moglie Dianne e gli amici Rick e Nadine ruba la droga a farmacie e ospedali. Il tenente Gentry tenta invano di incastrarlo. I quattro cambiano aria, poi Nadine muore per overdose e gli altri ne seppelliscono il corpo in un bosco. Bob ce la fa a uscire dalla droga, ma il passato è in agguato. Ferito gravemente per una vendetta, rifiuta però di far nomi alla polizia. Un bel film di Gus Van Sant in cui Matt Dillon fa dimenticare i tanti "infortuni professionali" della sua carriera. Qui non si punta a gratificare nessuno: teso e ambiguo quanto occorre. Il Grande Vecchio William Burroughs è impagabile nella parte dell'anziano prete.
L'opinione più votata
Di supadany scritta il 06/05/2012 - utile per 12 utenti
Voto al film: 
Il Gus Van Sant prima maniera rimane, secondo me, un regista interessante, ma ritengo anche che molti dei suoi lavori legati a questa fase della sua carriera non siano così forti da potersi garantire una “vecchiaia” cinematografica di allori sicuri, o almeno non pari all’entusiasmo che suscitarono alla loro uscita (da ragazzino mi sembravano il bengodi).
Ciò non toglie che meritino comunque di essere inquadrati in funzione della data di realizzazione e che comunque un film come questo rimanga comunque piuttosto valido nel suo complesso anche senza considerare questo aspetto tempistico.
Bob (Matt Dillon) e sua moglie Dianne (Kelly Lynch), insieme agli amici Rick (James Le Gros) e Nadine (Heather Graham), sono un gruppo di tossicodipendenti specializzati in rapine ai drugstores alla costante ricerca di droghe e farmaci.
Nel loro girovagare sono inseguiti dal tenente Gentry (James Remar) che cerca in tutti i modi di incastrarli per bloccare le loro malefatte.
Poi un evento drammatico convince Bob a provare a cambiare abitudini, però il passato non si può cancellare facilmente a comando.
Secondo film per Van Sant che gira con uno stile molto personale e sentito in grado di rendere credibile l’universo legato al mondo delle dipendenze, e con esso tutte le sfaccettature automaticamente annesse, nel bene e nel male dei fatti.
Il contesto rimane ancora oggi valido, per quanto nel frattempo il tema sia stato quasi vituperato (anche in modi diametralmente diversi tra loro), soprattutto per il punto di vista intrapreso, ovvero quasi superpartes (nel senso che non condanna apertamente).
Così il clima complessivo è sempre in tensione e segnato con cadenza regolare da eventi di varia natura, che regalano momenti degni di nota, senza che le azioni pargano solo fini a se stesse, cosa che invece è capitato ( e capita) spesso quando viene affrontato un tema come questo.
Complessivamente quindi Van Sant ci regala una visione anomala, ed anche per questo interessante, avvalendosi per di più anche della prestigiosa presenza di William Burroughs.
Film quindi completo ed ambivalente, un’operazione non riuscita al 100%, ma ricca di aspetti meritevoli di attenzione.
- negative [3]
- sufficienti [3]
- positive [18]
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6 maggio 2012 Opinione di supadany su "Drugstore Cowboy"
VOTO : 6/7. Il Gus Van Sant prima maniera rimane, secondo me, un regista interessante, ma ritengo anche che molti dei suoi lavori legati a questa fase della sua carriera non siano così forti da potersi garantire una “vecchiaia” cinematografica di allori sicuri, o almeno non pari all’entusiasmo che suscitarono alla loro uscita (da ragazzino mi sembravano il bengodi). Ciò non toglie che meritino comunque di essere inquadrati in funzione della data di realizzazione e che comunque un...
voto al film: 
30 ottobre 2011 Opinione di sillaba su "Drugstore Cowboy"
Van Sant resta molto documentarista. Interpreta bene il modo di pensare della tossicodipendenza. Io lo confronto con "Requiem for a Dream" dove la dignità umana viene declassata. Qui il tossicodipendente ha una sua filosofia che regge.
voto al film: 
5 agosto 2011 Opinione di emil su "Drugstore Cowboy"
Film sopravvalutato, con Dillon acerbetto ed il resto della ciurma, eccezzion fatta per la Linch, che sembrano simpatiche macchiette. I personaggi sono mono dimensione e questo è un difetto grave per un film che non presenta altro. Verve e pathos latitano.
voto al film: 
24 ottobre 2010 Opinione di luca826 su "Drugstore Cowboy"
VOTO 6/7 PROGRAMMATICO (Tv 20 Ottobre 2010) Film tossico anomalo. Anomalo perchè si discosta dalla solita rappresentazione di storie di drogati, facendo forza sulla presenza di Burroughs per spingersi verso l'opera politica e programmatica. Infatti il gurù americano mascherato dietro ad un cameo (super-simbolico, un'anziano prete tossico!) è la chiave di volta della pellicola, il suo monologo tira le somme su tutto quanto mostrato in precedenza, Van Sant punta alto. E su...
voto al film: 
16 aprile 2010 Opinione di ed wood su "Drugstore Cowboy"
Sto diventando allergico al cinema americano. Non l'avrei mai detto. E' vero che Van Sant è sempre stato un regista discontinuo, ma un film così piatto non me lo sarei mai aspettato da lui. Anche Milk lascia perdere gli sperimentalismi e si adagia ad una forma narrativa lineare, ma Milk ha brio, ritmo, passione...qui invece c'è una sceneggiatura che tratteggia le due coppie di sbandati con un pressapochismo che ti fa venir voglia di rivedere per l'ennesima volta lo...
voto al film: 
4 gennaio 2010 Opinione di GoonieAle su "Drugstore Cowboy"
Un capolavoro. Dillon da oscar. Dipinge un' epoca drogata (l'altra faccia degli anni 80 del buco) con precisione, stile e realtà... Tra i migliori G.V.SANT
voto al film: 
19 novembre 2009 Opinione di Rebel Rebel su "Drugstore Cowboy"
Innanzitutto: Drugstore Cowboy non è del 1991: è del 1989!Comunque, gran bel film su come essenzialmente passavano le giornate due coppie di tossicodipendenti degli anni 70. Ritratto lucido, onesto e abbastanza realistico (c'è qualche elemento che desta qualche dubbio...) riguardante la tossicodipendenza.
voto al film: 
12 agosto 2009 Opinione di thomasc su "Drugstore Cowboy"
Il film non mi è dispiaciuto, anzi. E' uno di quei film che non terminano una volta finiti, uno di quelle esperienze che, per quanto secondarie, riecheggiano continuamente ponendoti molte domande. E' un film che parla di droga e come tale quindi ci proietta in quel mondo e cerca, attraverso l'abilità del regista e troupe annessa, di farci provare determinate sensazioni. Ma non tratta l'argomento come fa la maggior parte degli altri film. I tossici qua sono belli, intelligenti,...
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18 aprile 2009 Opinione di sbrillo su "Drugstore Cowboy"
Amarissimo ritratto di un epoca fatta di derelitti e sbandati girata da Van Sant con un taglio duro e con occhio quasi documentaristico. Cast straordinario(Dillon perfetto).
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7 aprile 2009 Opinione di Daskabinett su "Drugstore Cowboy"
Credo che questo film risenta molto del periodo in cui venne girato e non regga a una visione a tanti anni di distanza. Quasi inevitabile che vengano in mente Trainspotting piuttosto che altri film in cui tossicodipendenza e delinquenza sono narrati sul filo della linea immaginaria tra commedia e dramma, ma alla fine non si è capito veramente quale fosse l'intenzione del regista. Che lui sia da sempre vicino e interessato ai "reietti", ai disadattati è noto ma alla fine non riusciamo a...
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [3]
- positive [18]
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