Fuga da Los Angeles (1996)
Con Kurt Russell, Stacy Keach, Steve Buscemi, Peter Fonda, Cliff Robertson
19/11/2010
Invasioni aliene a prova di trailer
L'anno prossimo ci sarà un ingorgo di invasori alieni.
di S*
La trama
Quindici anni dopo la folle impresa di Jena nel carcere di massima sicurezza di New York, l'ultimo soldato anarchico degli Stati Uniti - di nuovo arrestato dalle forze dell'ordine - viene costretto a un'altra missione: recarsi a L.A. e intercettare Utopia, la figlia del presidente che flirta con un guerrigliero terzomondista. L'impresa non è facile: la "città degli angeli" è diventata una terra di nessuno in mezzo al mare...
Sequel di _1997 - Fuga da New York_, che riflette sul potere mistificatorio delle immagini e gioca in maniera fantasiosa con i generi, ostentando volutamente effetti speciali "artigianali". Da riscoprire, senza fare paragoni con l'inarrivabile modello.
L'opinione più votata
Di Immorale scritta il 01/12/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
John Carpenter torna sul luogo del delitto e rispolvera una delle icone del suo cinema e degli anni 80; l’anarchico, bastardo e ghignante ex-soldato interpretato dal monumentale Kurt Russell, un po’ appesantito ma completamente a suo agio con la benda nera sull’occhio. Il regista, duole dirlo, non è al suo meglio e l’omogeneità dell’opera ne risente, pur non mancando momenti esaltanti e graffianti innaffiati, come di consueto, dalla sua verve iconoclasta, in questo caso focalizzata sull’ex città degli angeli e sui suoi corrotti (reali) usi ed abitanti. Perché nessuno si salva dallo sguardo sprezzante e dal sibilo animalesco dell’imperturbabile vendicatore semi-bendato, sovversivo vessillo cinematografico del grande regista statunitense. Lo si può vedere avere a che fare con tribù di Beverly Hills dedite alla chirurgia estetica estrema, sempre alla ricerca di tessuti freschi e tonici, e con il loro chirurgo capo (un divertito ed irriconoscibile Bruce Campbell) oppure fare surf nei canali cittadini, sparare battutacce e vincere sfide mortali in campi da basket/arene gladiatorie e, infine, fumarsi una sigaretta stropicciata, sempre con il sua espressione corrucciata e sprezzante che sembra dire: io sono una merda ma voi siete pazzi. Gli altri attori presenti nella pellicola fanno la loro parte, senza infamia e senza lode (tranne la Golino, completamente superflua), a parte l’ottima prova del compianto Cliff Robertson nei panni del bieco Presidente moralizzatore, con la sua recitazione secca e sicura, caratterizzata dai repentini movimenti della sua mascella quadrata e dall’onnipresente ghigno sordido. In conclusione, il cervello direbbe tre stelle ma il cuore mi suggerisce di rispondere come facevo da giovinetto, in quel di Guidonia, al salumiere di fiducia (di mia madre) al quale ordinavo i proverbiali tre etti di affettati e che, puntualmente, mi diceva: “Sarebbero quattro, che faccio lascio ?”- “e lascia, lascia…..”.
- negative [9]
- sufficienti [8]
- positive [16]
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1 dicembre 2011 Opinione di Immorale su "Fuga da Los Angeles"
La città di Los Angeles, a causa di un devastante terremoto, è diventata un’isola. Il caos e l’anarchia serpeggiano ovunque. Un teocrate senza scrupoli è diventato presidente degli Stati Uniti d’America. Sua figlia, innamorata del terrorista Cuervo Jones, si è rifugiata sull’isola rubando un’arma/telecomando formidabile. Insomma, it’s time for Snake… John Carpenter torna sul luogo del delitto e rispolvera una delle icone del suo cinema e degli anni 80; l’anarchico,...
voto al film: 
23 agosto 2011 Opinione di luisasalvi su "Fuga da Los Angeles"
Carpenter aggiorna con la stessa ingenuità temi simili, ma adattati alla nuova situazione e alla caduta del comunismo e delle illusioni che esso aveva provocato nei paesi occidentali: Los Angeles, ridotta a colonia penale popolata da sbandati e violenti, è dominata da un nuovo leader latinoamericano (cubano? Castro?); questi prepara una rivolta destinata ad abbattere il crudele e cinico presidente degli USA, che vi ha relegato e condannato a morte la sua stessa...
voto al film: 
27 giugno 2011 Opinione di Matty9090 su "Fuga da Los Angeles"
Esattamente ambiguo è il termine per definirlo...è un titolo famoso ma questo non fa di lui un'ottimo film, l'ho trovato molto superficiale e quasi da basso budget con una trama piatta e soprattutto senza cattivi di grande calibro, diciamolo cattivi che facevano proprio ridere!! Si salva secondo me solo l'impegnata interpretazione di Russel che ci mette sempre del suo in ogni pellicola...ma lui solo non basta.
voto al film: 
9 aprile 2011 Opinione di supadany su "Fuga da Los Angeles"
VOTO : 6/7. Film ambiguo da giudicare; se da un lato paga (e parecchio) dazio se paragonato al modello originale (i tempi cambiano e con esso i mezzi e i modi di espressione), dall’altro è bello rivedere in cabina di regia Carpenter e non uno spavaldo giovane qualunque (il riferimento al prossimo remake de “La cosa” non è per niente causale). Insomma per gli amanti dell’originale il divertimento è garantito (sempre se ci si sa accontentare),...
voto al film: 
12 marzo 2011 Opinione di XANDER su "Fuga da Los Angeles"
Non ci siamo proprio, Carpenter ha toppato alla grande e forse è il suo film peggiore. Non ha nulla a che vedere con il primo film, manca completamente quell'atmosfera dark, inserenendo qui una storia post apocalittica classica senza originalità. Gli effetti speciali sono mediocri tutti computerizzati e la colonna sonora non è bella per niente
voto al film: 
6 gennaio 2011 Opinione di michel su "Fuga da Los Angeles"
L'ULTIMO PARADISO L'inferno non è poi così terribile se paragonato a questa America senza fumo, senza criminalità, con una sedia elettrica fumante ad ogni angolo di strada. Jena, eroe di guerra, criminale e sovversivo è costretto a intrufolarsi nella città prigione di Los Angeles per conto del presidente, un pazzo integralista, ma saprà fare di necessità virtù. Un mondo così brutto (è il nostro ben inteso ritoccato...
voto al film: 
3 novembre 2010 Opinione di Tex Murphy su "Fuga da Los Angeles"
L'ultimo buon film di Carpenter purtroppo. Sono riuscito a vederlo integralmente solo stasera e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso, un remake (perchè di questo si tratta) degno dell'originale che riesce a non sfigurare grazie all'ironia (mitica la scena di Jena che fa surf e Buscemi in macchina che lo affianca). Carpenter trova la giusta chiave di lettura, l'unica possibile per un film del genere, cosa che non gli riuscirà più negli anni successivi.
voto al film: 
4 ottobre 2010 Opinione di fox1969 su "Fuga da Los Angeles"
Fare il sequel di un film non è cosa facile....anzi...è cosa veramente ardua infatti i fallimenti sono più che frequenti. In questo caso il fallimento è più che evidente visto che il film è una brutta copia del precedente. Mi sta bene mantenere le abitudini e le caratteristiche del protagonista ma tutto il resto andava revisionato con maggiore cura evitando di ripetere cose già fatte. Penso di aver captato la stessa ironia di cui parla...
voto al film: 
14 novembre 2009 Opinione di menestrello su "Fuga da Los Angeles"
L'ho visto tre volte e penso di avere captato un'intenzione del regista / sceneggiatore non tanto di girare un sequel/revival di uno dei film di azione più riusciti, ma di utilizzarne lo stesso intento dissacratorio nei confronti della sua epoca e del suo paese. L'ironia qui utilizzata è forse più trash e divertente rispetto al predecessore.
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4 novembre 2009 Opinione di callme Snake su "Fuga da Los Angeles"
Fuga dal Cinema. Come affrontare una pellicola disarmante e grottesca quale Escape From L.A.? Carpenter è da sempre restio ad interpretare i propri film, indossando spesso la maschera dell'artigiano di serie B che crea "prodotti" in barba ai contenuti ed ai criteri di bellezza. Questo è parzialmente vero, soprattutto nella seconda metà della sua carriera, direi dal Seme della Follia in poi, suo capolavoro e punto di svolta decisivo (ma sintomi di questa...
voto al film: 
- negative [9]
- sufficienti [8]
- positive [16]
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