La città nuda (1948)
Con Barry Fitzgerald, Don Taylor, Dorothy Hart
La trama
New York, immediato dopoguerra. Una ragazza è stata uccisa da due uomini, uno dei quali è stato poi tramortito dal complice e gettato nel fiume Hudson. La polizia inizia le indagini e comincia a interrogare gli amici della defunta. È così che alla fine scopre che anche la vittima faceva parte di una banda di ladri di gioielli e che quindi l'omicidio è stato un regolamento di conti. Quasi un documentario, un violento atto d'accusa verso le contraddizioni della vita moderna in una metropoli. È la cosa più vicina al neorealismo che gli americani abbiano mai fatto. Oscar alla fotografia di William Daniels.
L'opinione più votata
Di OGM scritta il 04/07/2011 - utile per 8 utenti
Voto al film: 
4 settembre 2011 Opinione di ezio su "La città nuda"
Bel poliziesco americano anni 40' che segue una didascalia seguita gli anni a venire dai futuri film del genere.Ambientazione e sfondi molto realistici.Da non perdere anche se resta oggi forse una pellicola un po' datata.
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4 luglio 2011 Opinione di OGM su "La città nuda"
Si può dirigere un noir armati di un raffinato senso estetico e di un brillante lume intellettuale. E si può dirigere un noir semplicemente col cuore, animati dall’amore per una città e per l’umanità che la popola. Un amore che si estende, con generosità, anche allo spettatore, che, di fronte a questo film, si sente immediatamente accolto nel caldo abbraccio della narrativa popolare, dove tutto appare naturale, e tutto viene pazientemente...
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8 maggio 2009 Opinione di jonas su "La città nuda"
Come precisa la scheda redazionale, viene comunemente considerato “la cosa più vicina al neorealismo che gli americani abbiano mai fatto”; e si può aggiungere che, se avessero conosciuto anche loro i bombardamenti e le deportazioni, magari ci si sarebbero avvicinati un po’ di più. Ma forse il giudizio si capisce meglio rovesciando i termini: se De Sica avesse diretto un poliziesco, probabilmente sarebbe stato abbastanza simile a questo, cioè un film di genere con alcuni...
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5 novembre 2008 Opinione di sasso67 su "La città nuda"
Chissà se è vero se Dassin, realizzando quest'opera, fu effettivamente influenzato dal neorealismo italiano oppure no. Qualche elemento, soprattutto riferito a ROMA CITTA' APERTA o LADRI DI BICICLETTE (che pure è del medesimo 1948), pare di poterlo cogliere, soprattutto con alcune sequenze girate dal vero, la presenza di una città (New York) che, con i suoi "otto milioni di storie", profuma di realtà. E' indubbio, in ogni caso, l'approccio innovativo di Dassin al genere noir, rispetto...
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18 luglio 2008 Opinione di colonel blimp su "La città nuda"
Noir a cielo aperto, con tanta cura "neorealista" per le persone e per il paesaggio urbano. Anche gli attori scelti non vengono particolarmente calcati come tipi: pochi i primi piani e tanta abilità nel fotografare il contesto cittadino, vero protagonista del film. Rimane stantio l'uso della voce fuori campo, soprattutto all'inizio quando interviene il produttore Hellinger, totale responsabile di questo scempio. Ma il film si salva per la bella indagine serrata, per il ritratto dei cattivi...
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27 ottobre 2006 Opinione di emmepi8 su "La città nuda"
Opera davvero singolare e costruita in maniera diversa dai noir in circolazione in USA on quegli anni, l'azione si svolge per le strade di New York, ma da qui a paragonarlo con il neorealismo la cosa mi sembra esagerata, nel senso che è un film ben fatto e forse il migliore del regista (senza trascurare Forza Bruta), e forse dovrebbe essere più presente fra i films migliori del periodo, grazie anche ad un' ottima fotografa, giustamente premiata con l'Oscar, la storia ci fa entrare nei...
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