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La città nuda (1948)

[The Naked City, USA 1948, Poliziesco, durata 112', b/n]   Regia di Jules Dassin
Con Barry Fitzgerald, Don Taylor, Dorothy Hart



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La città nuda: minimo
Ritmo ritmo in La città nuda: forte
Impegno impegno in La città nuda: assente
Tensione tensione in La città nuda: forte
Erotismo erotismo in La città nuda: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a La città nuda

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La trama

New York, immediato dopoguerra. Una ragazza è stata uccisa da due uomini, uno dei quali è stato poi tramortito dal complice e gettato nel fiume Hudson. La polizia inizia le indagini e comincia a interrogare gli amici della defunta. È così che alla fine scopre che anche la vittima faceva parte di una banda di ladri di gioielli e che quindi l'omicidio è stato un regolamento di conti. Quasi un documentario, un violento atto d'accusa verso le contraddizioni della vita moderna in una metropoli. È la cosa più vicina al neorealismo che gli americani abbiano mai fatto. Oscar alla fotografia di William Daniels. 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 04/07/2011 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto ottimo

Si può dirigere un noir armati di un raffinato senso estetico e di un brillante lume intellettuale. E si può dirigere un noir semplicemente col cuore, animati dall’amore per una città e per l’umanità che la popola. Un amore che si estende, con generosità, anche allo spettatore, che, di fronte a questo film, si sente immediatamente accolto nel caldo abbraccio della narrativa popolare, dove tutto appare naturale, e tutto viene pazientemente spiegato, illustrato con esempi e commenti, senza richiedere alcun ulteriore sforzo interpretativo. In questo modo si scopre quanto sia gratificante lasciarsi catturare da un’atmosfera, anche quando questa è estranea alla poesia del sogno o all’incanto della fantasia, ed è invece composta della fredda e rarefatta aria del realismo. Il crimine, le vicende quotidiane, le mille solitudini che abitano l’anima di una metropoli come New York sono un amalgama di tante trascurabili banalità, in cui anche un omicidio può passare inosservato, finendo archiviato tra le pratiche di ordinaria amministrazione. Spetta agli investigatori strappare il caso all’indifferenza della normalità, per fare emergere, insieme alla verità, il dramma individuale di cui il delitto è la tragica ed estrema espressione. Il film di Jules Dassin ci parla della fatica di ricostruire una storia chiusa dal terribile sigillo della morte violenta; il nulla, che in un attimo inghiotte l’identità e il passato della vittima, è il buio in cui si brancola in cerca di indizi, di informazioni, di prove che, anzitutto, rendano giustizia alla vita dell’ucciso, restituendole quella complessità ed irripetibilità che contraddistinguono ogni esistenza umana. L’indagine condotta dalla squadra del tenente Dan Muldoon è come un percorso della memoria, che interroga le persone conosciute dalla povera Jean Dexter richiamandole al dovere di ricordare, di testimoniare, di impedire che quella giovane donna, con le sue vicissitudini, cada irrimediabilmente nell’oblio. Riportare alla luce gli errori e i desideri che le sono stati fatali non è solo oggetto di un compito investigativo,  o un argomento di interesse per la cronaca: è una missione di solidarietà e compassione, investita, nella cornice cinematografica, di un nobile carattere letterario. Per questo motivo la ricerca non esclude l’immaginazione, il coinvolgimento emotivo personale, l’ironia dell’equivoco, l’imperfezione del contrattempo: sono queste, d’altronde, le componenti del duro lavoro  di chi inventa storie e  le prepara, coscienziosamente, ad essere raccontate e, soprattutto, credute. E sono i termini della millenaria impresa che vede l’uomo impegnato  in un confronto impari con gli eventi,  che continuamente accadono, senza tener conto della sua fondamentale necessità di sapere e capire.  Ne La città nuda il rigoroso sviluppo logico che caratterizza i classici del noir diventa un filo che si ingrossa, si attorciglia, si perde nel vario e movimentato panorama della grande città, e così soffre, mentre è costretto a  guardarsi intorno. E, quando si ferma per riprender fiato, ha il tempo di pensare a quanto di eccezionale vi sia nell’ordinario, perché l’importanza e la rarità dipendono soltanto dal punto sul quale decidiamo di concentrare l’attenzione. 
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SI

Opinioni su La città nuda


4 settembre 2011 Opinione di ezio su "La città nuda"
ezio

Bel poliziesco americano anni 40' che segue una didascalia seguita gli anni a venire dai futuri film del genere.Ambientazione e sfondi molto realistici.Da non perdere anche se resta oggi forse una pellicola un po' datata.

voto al film: ezio assegna il voto sufficiente a La città nuda (1948)


4 luglio 2011 Opinione di OGM su "La città nuda"
OGM

Si può dirigere un noir armati di un raffinato senso estetico e di un brillante lume intellettuale. E si può dirigere un noir semplicemente col cuore, animati dall’amore per una città e per l’umanità che la popola. Un amore che si estende, con generosità, anche allo spettatore, che, di fronte a questo film, si sente immediatamente accolto nel caldo abbraccio della narrativa popolare, dove tutto appare naturale, e tutto viene pazientemente...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a La città nuda (1948)

2 commenti
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8 maggio 2009 Opinione di jonas su "La città nuda"
jonas

Come precisa la scheda redazionale, viene comunemente considerato “la cosa più vicina al neorealismo che gli americani abbiano mai fatto”; e si può aggiungere che, se avessero conosciuto anche loro i bombardamenti e le deportazioni, magari ci si sarebbero avvicinati un po’ di più. Ma forse il giudizio si capisce meglio rovesciando i termini: se De Sica avesse diretto un poliziesco, probabilmente sarebbe stato abbastanza simile a questo, cioè un film di genere con alcuni...

voto al film: jonas assegna il voto buono a La città nuda (1948)


5 novembre 2008 Opinione di sasso67 su "La città nuda"
sasso67

Chissà se è vero se Dassin, realizzando quest'opera, fu effettivamente influenzato dal neorealismo italiano oppure no. Qualche elemento, soprattutto riferito a ROMA CITTA' APERTA o LADRI DI BICICLETTE (che pure è del medesimo 1948), pare di poterlo cogliere, soprattutto con alcune sequenze girate dal vero, la presenza di una città (New York) che, con i suoi "otto milioni di storie", profuma di realtà. E' indubbio, in ogni caso, l'approccio innovativo di Dassin al genere noir, rispetto...

voto al film: sasso67 assegna il voto ottimo a La città nuda (1948)

nessun commento
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18 luglio 2008 Opinione di colonel blimp su "La città nuda"
colonel blimp

Noir a cielo aperto, con tanta cura "neorealista" per le persone e per il paesaggio urbano. Anche gli attori scelti non vengono particolarmente calcati come tipi: pochi i primi piani e tanta abilità nel fotografare il contesto cittadino, vero protagonista del film. Rimane stantio l'uso della voce fuori campo, soprattutto all'inizio quando interviene il produttore Hellinger, totale responsabile di questo scempio. Ma il film si salva per la bella indagine serrata, per il ritratto dei cattivi...

voto al film: colonel blimp assegna il voto buono a La città nuda (1948)

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27 ottobre 2006 Opinione di emmepi8 su "La città nuda"
emmepi8

Opera davvero singolare e costruita in maniera diversa dai noir in circolazione in USA on quegli anni, l'azione si svolge per le strade di New York, ma da qui a paragonarlo con il neorealismo la cosa mi sembra esagerata, nel senso che è un film ben fatto e forse il migliore del regista (senza trascurare Forza Bruta), e forse dovrebbe essere più presente fra i films migliori del periodo, grazie anche ad un' ottima fotografa, giustamente premiata con l'Oscar, la storia ci fa entrare nei...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a La città nuda (1948)

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