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L'età inquieta (1997)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'età inquieta: assente
Ritmo ritmo in L'età inquieta: minimo
Impegno impegno in L'età inquieta: forte
Tensione tensione in L'età inquieta: presente
Erotismo erotismo in L'età inquieta: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'età inquieta

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'età inquieta (voti: 19 media: 3,68) 19

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locandina di L'età inquieta

La trama

Vita senza speranza per i giovani di un piccolo centro nelle Fiandre. Un ragazzo ama disperatamente una ragazza: per lui, l'amore è capace di andare oltre qualsiasi convenzione sociale, di non tener conto della natura intimamente razzista e xenofoba della provincia francese. Ma è così solo per lui: e, alla fine, questa sua diversità gli si ritorce contro.  

Presentato nel 1997 a Cannes, premiato in molti altri Festival tra i quali Taormina, "L'età inquieta" è sicuramente uno degli esordi più interessanti degli ultimi anni. La storia sembra scorrere sopita come la quotidianità, ma gli improvvisi scarti che il regista riesce a creare sanno stupire e affascinare. I giovani sono vuoti e violenti, ma il mondo che ereditano è ancora peggiore, come testimoniano le notizie raccontate dai frequenti telegiornali. Dumont ha raccontato che è un film sullo sprofondamento morale che può precedere il riscatto. Ecco perché un titolo originale così intenso e spirituale, malamente banalizzato dalla traduzione italiana. Attori tutti non professionisti, e proprio per questo bravissimi.

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L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 21/04/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto buono

Freddy è un ragazzo che soffre di crisi epilettiche e passa le sue giornate in compagnia degli amici facendo lunghe scorribande con le moto, o a fare sesso insieme a Mariè, la sua ragazza. Il monotono reiterarsi di questo equilibrio si rompe quando un ragazzo arabo inizia a fare la corte a Mariè e a insinuare il senso della condivisione di uno spazio in un territorio che si vuole conquistato in lungo e in largo. Così Freddy e i suoi amici non aspettano altro che l'occasione per fargliela pagare. Nella campagna fredda e brumosa delle Fiandre, la vita dei ragazzi è grigia come è grigio tutto ciò che si pone ai confini di ogni centro nevralgico, di ogni punto del pianeta che irradia un senso di benessere diffuso ma che lascia arrivare ai suoi lati estremi solo una sua forma indistinta e incolore, un qualcosa che rischia di generare soltanto un grande senso di frustrazione in ragazzi senza adeguate difese immunitarie. Bruno Dumont immerge la vita di questi ragazzi in una provincia che è tutte le provincie, in uno spazio scandito dalla lentezza inesorabile dello scorrere delle giornate dove anche abbandonarsi ad azioni insensate può rappresentare un buon motivo per per interrompere la monotonia, un luogo dominato dallo scarto tra ciò che si vorrebbe essere e fare e il vuoto interiore che rende l'apatia il sentimento più precisamente corrispondente alla loro condizione esistenziale. E' la crisi dell'umanesimo quello che interessa all'esordiente autore francese (il titolo originale del film è infatti "Vie de Jesus"), una crisi concretata dai giovani ma preparata dai vecchi, una crisi sistemica figlia dell' anonimia delle decisioni globalizzate che produce fenomeni e segni senza che a intere generazioni venga data una chiave per decodificarne l'accesso. Una crisi che apre la strada all'incomunicabilità, alla diffidenza per il diverso, a quella noia che assommata nello spirito di corpo può tradursi facilmente in rabbia violenta e assassina. "Volevo scrivere e dirigere una vie de Jesus che interessi i giovani. Ho cercato di trovare qualcosa che sia vicino a loro senza ossessionarli con discorsi moralistici". Infatti l'ateo Dumont osserva ma non giudica, indaga ma non sentenzia. Prende atto della concreta possibilità che allo stato attuale la personalità di ragazzi che vanno dall'adolescenza all'età matura possa corrompersi strada facendo, che la loro inconsistenza morale difficilmente condurrà a quella sua idea di uomo non sottomesso. L'elemento propedeutico di una nuova spiritualità laica. Grande esordio. Sia per Dumont che per i giovani interpreti.  
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SI

Opinioni su L'età inquieta


4 maggio 2012 Opinione di tunney su "L'età inquieta"
tunney

Strade vuote, vite vuote, bar vuoti, attori vuoti. Non memorabile.

voto al film: tunney assegna il voto pessimo a L'età inquieta (1997)


28 ottobre 2011 Opinione di emmepi8 su "L'età inquieta"
emmepi8

Una generazione perduta, una visione realistica, ma senza essere documentaristica, una quasi non presenza della regia lascia libero il campo a farci entrare nell’intimo di un gruppo di “Vitelloni” che vivono male la loro vita senza un lavoro, uno scopo e un ideale, frutto delle generazioni precedenti che hanno lasciato un terreno infertile e devastato. La  sterilità di una vita inclassificabile sarà un campo fertile per far peggiorare le menti dei ragazzi che sempre più si...

voto al film: emmepi8 assegna il voto buono a L'età inquieta (1997)

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25 giugno 2011 Opinione di sasso67 su "L'età inquieta"
sasso67

L'età è inquieta e la mancanza di valori assoluti, nella periferia del mondo "civilizzato" occidentale. E il Gesù che si sono meritati i nostri tempi (anche la sua passione, forse interiore, prevede tre cadute, dal motorino, sulla via del suo personalissimo Calvario) è un ragazzo epilettico e non molto intelligente, che le frustrazioni dei nostri tempi riducono ad assassino di branco. Notevole esordio di Bruno Dumont nel lungometraggio.

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a L'età inquieta (1997)

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8 agosto 2010 Opinione di ed wood su "L'età inquieta"
ed wood

Non regge il confronto con Dardenne e Loach, anche se Dumont ce la mette tutta per riscattare un copione debole (scritto di suo pugno) e interpreti poco convincenti. Lontano tanto dalla laconica moralità dei fratelli belgi quanto dal furore urlato del maestro inglese, Dumont opta per uno stile paradossalmente "quieto", concedendo spazio e tempo agli esterni della depressa campagna francese, specchio del tedio e del male di vivere che attanaglia la gioventù locale, e...

voto al film: ed wood assegna il voto sufficiente a L'età inquieta (1997)

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21 aprile 2010 Opinione di Peppe Comune su "L'età inquieta"
Peppe Comune

Freddy è un ragazzo che soffre di crisi epilettiche e passa le sue giornate in compagnia degli amici facendo lunghe scorribande con le moto, o a fare sesso insieme a Mariè, la sua ragazza. Il monotono reiterarsi di questo equilibrio si rompe quando un ragazzo arabo inizia a fare la corte a Mariè e a insinuare il senso della condivisione di uno spazio in un territorio che si vuole conquistato in lungo e in largo. Così Freddy e i suoi amici non aspettano altro che...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a L'età inquieta (1997)

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3 aprile 2010 Opinione di supadany su "L'età inquieta"
supadany

VOTO : 7++. L'unico film che sono riuscito a vedere di Dumont, con sentiti ringraziamenti a Ghezzi che lo trasmise a "Fuori orario" tanti anni or sono, e che mi ha dato l'impressione di trovarmi di fronte ad un regista ostico per quanto racconta ed estremamente interessante. Questo è un cinema che fa male, capace di mostrare il vuoto del mondo che stiamo vivendo, raccontato con un'aderanza sociale che ricorda il cinema dei fratelli Dardenne, non tanto per temi, che sono profondamente...

voto al film: supadany assegna il voto buono a L'età inquieta (1997)

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25 giugno 2008 Opinione di bradipo68 su "L'età inquieta"
bradipo68

Questo film rappresenta un'ottima testimonianza del vuoto pneumatico che avvolge la testa di tanti adolescenti e giovinastri del mondo d'oggi.La storia dei ragazzi di questo borgo francese abitato da poche anime potrebbe essere comune a quella di tanti altri posti.Non si fa nulla dalla mattina alla sera,ne'ci si preoccupa di questo.Il protagonista ,epilettico,tra una crisi e l'altra sta con Marie,va a trovare un amico morente di AIDS e scorrazza con la moto nelle vie quasi sempre vuote del...

voto al film: bradipo68 assegna il voto buono a L'età inquieta (1997)

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29 dicembre 2005 Opinione di Ramones su "L'età inquieta"
Ramones

Grande film, attori non professionisti ma veritieri, cattiveria e cinicità sbattute in faccia senza ipocrisie, ottimo film peccato che dumont ce lo siamo persi per strada.

voto al film: Ramones assegna il voto buono a L'età inquieta (1997)



12 luglio 2005 Opinione di Mister_Kacalùbb su "L'età inquieta"
Mister_Kacalùbb

Film di Dumont precedente a "l'humanitè" film drammatico sull'adolescenza, argomento complesso e spigoloso trattato con forza e coraggio,anche questo bell'esempio di cinema d'autore però è per pochi: troppo impegnato per chi non ha resistenza all'interpretazione altamente culturale o chi cerca leggerezza ed effetti speciali!

voto al film: Mister_Kacalùbb assegna il voto buono a L'età inquieta (1997)


25 aprile 2005 Opinione di ceo_85 su "L'età inquieta"
ceo_85

Dramma molto forte. Stupefacenti gli interpreti, alla loro prima prova d'attore. Merita una visione.

voto al film: ceo_85 assegna il voto buono a L'età inquieta (1997)




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