Banditi a Orgosolo (1961)
Con Michele Cossu, Peppeddu Cuccu, Vittorina Pisano, Attori non professionisti
La trama
Un pastore sardo è costretto dalle circostanze a diventare un bandito.
Michele sta badando al pascolo di un gregge nella campagna sarda. Tre banditi che hanno rubato alcuni maiali si fermano nella sua capanna: Michele vorrebbe che i tre si allontanassero, ma sopraggiungono i carabinieri che hanno uno scontro a fuoco con i briganti; un milite viene colpito e perde la vita. A questo punto, Michele deve scappare per non essere incolpato come complice: ma un mandato di cattura è già stato spiccato nei suoi confronti, e lui cerca di raggiungere una zona franca con il gregge...
De Seta curò la produzione, la fotografia, il montaggio e la sceneggiatura e ottenne il premio per la migliore opera prima a Venezia.
L'opinione più votata
Di yume scritta il 15/02/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
A pochi giorni dalla pubblicazione, il 9 novembre 1954, l’allora Ministro dell’Interno Mario Scelba denunciò all’autorità giudiziaria sia Cagnetta che i direttori della rivista, per «reato di vilipendio delle forze armate» e «pubblicazione di notizie atte a turbare l’ordine pubblico» e chiese – ottenendolo – il sequestro della rivista.
La questione fu discussa in Parlamento, dove Pietro Nenni la definì «la più terrificante indagine che sia comparsa negli ultimi sessant’anni». In quella sede Giovanni Berlinguer affermò con forza il diritto d’indagine della stampa, tesi poi accolta dal Pubblico Ministero, sicché il 16 marzo 1955 il Giudice Istruttore del Tribunale di Roma decise l’archiviazione sentenziando che «nella pubblicazione del Cagnetta e gli articoli pubblicati dagli anzidetti quotidiani non ricorrono estremi di reato».
Anche se per la scarsità della tiratura e per gli effetti del sequestro l’inchiesta divenne immediatamente introvabile, il lavoro di Cagnetta sollevò un’ eco immediata sulla stampa italiana (vedi Il Corriere della Sera, Il Contemporaneo, L’Avanti, Paese Sera, La Stampa ed altri) e su quella straniera (vedi The Times, Le Figaro) dove vennero pubblicati numerosi estratti. Tale eco fu rinnovata nel 1961 quando, alla Biennale di Venezia, fu assegnato il Premio opera prima al film di Vittorio De Seta Banditi a Orgosolo.”
Estratto da un testo pubblicato sul web di cui riporto il link, lettura illuminante per chi voglia acquisire dati scientifici sul fenomeno/ problema del banditismo sardo e, tout court, di una certa questione meridionale e insulare che, nonostante i 150 anni dall’Unità d’Italia, è tutt’altro che risolta.
http://www.sardegnacultura.it/documenti/7_49_20060420154811.pdf
Ciò detto parliamo del film.
Premio “Opera Prima” alla XXII mostra di Venezia, 1961.
Di questo capolavoro è stato detto tutto, difficile aggiungere altro che non siano le proprie reazioni ed emozioni personali.
Produzione, soggetto, sceneggiatura, fotografia e regia di De Seta, è racconto e documento, poesia e canto della natura e dell’uomo.
“Questa storia accade oggi, in Sardegna, nel paese di Orgosolo.
Questi sono pastori di Orgosolo.
Il loro tempo è misurato su quello delle migrazioni stagionali, della ricerca del pascolo, dell’acqua.
L’anima di questi uomini è rimasta primitiva, quello che è giusto per la loro legge non lo è per quella del mondo moderno. ESPANDI +
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23 dicembre 2011 Opinione di tafo su "Banditi a Orgosolo"
" Egli era oggettivo senza rimorso e senza remissione, come lo sono tutti coloro che vivono nelle terre del sole " ( D.H.Lawrence, Giovanni Verga:1937) L'unica parola spendibile per questo film è quella di capolavoro. Non c'è altra qualifica possibile per un opera che nemmeno si fà sfiorare dai limiti retorico-bozzettistici di molto cinema italiano. Il neorealismo di De Seta è l'osservazione viva e vera di un mondo meridionale per quello che è nell'esatto momento in cui viene...
voto al film: 
20 dicembre 2011 Opinione di ed wood su "Banditi a Orgosolo"
Film splendido, tra i migliori di quella irripetitible stagione del cinema italiano. Accostabile al quasi coevo "Il tempo si è fermato", esordio al lungometraggio di Ermanno Olmi, per la capacità di coniugare la lezione documentarista degli anni 50 con la poesia dello sguardo "d'autore" delle nuove leve cinematografiche. Non c'è solo il recupero neorealista in questa memorabile tragedia sarda firmata De Seta. C'è la spregiudicatezza, la libertà di montaggio, l'allentamento della morsa...
voto al film: 
23 settembre 2011 Opinione di emmepi8 su "Banditi a Orgosolo"
Purtroppo conosco poco questo autore, difficile pescare i suoi film e qui ci sono riuscito proprio con la sua opera prima premiata anche a Venezia nel 1961. Un film che rispetta una realtà di quegli anni, ma che diciamo è universale per i principi che riesce a toccare con una sensibilità silente, ma proprio per questo molto efficace. Il problema del banditismo in Sardegna, che durò molti anni, oggi forse allontanato, almeno dai quei livelli di guardia. Come dice il commento...
voto al film: 
8 giugno 2011 Opinione di mmciak su "Banditi a Orgosolo"
"Banditi a Orgosolo" diretto nel 1961 da Vittorio De Seta,non esagero a definirlo un capolavoro. La storia si svolge a Orgosolo e racconta che Michele sta badando al pascolo di un gregge nella campagna sarda. Tre banditi che hanno rubato alcuni maiali si fermano nella sua capanna,e lui vorrebbe che i tre si allontanassero, ma sopraggiungono i carabinieri che hanno uno scontro a fuoco con i briganti,scappandoci il morto tra i carabinieri. A questo punto, Michele deve scappare per non...
voto al film: 
15 febbraio 2011 Opinione di yume su "Banditi a Orgosolo"
“Nel 1954 un intero numero di Nuovi Argomenti (fasc. 10, sett.-ott. 1954) raccoglie i saggi e i risultati delle indagini condotte dall’antropologo Francesco Cagnetta tra il 1950 e il 1954, pubblicate con il titolo: “Inchiesta su Orgosolo”. A pochi giorni dalla pubblicazione, il 9 novembre 1954, l’allora Ministro dell’Interno Mario Scelba denunciò all’autorità giudiziaria sia Cagnetta che i direttori della rivista, per «reato di...
voto al film: 
16 gennaio 2011 Opinione di mm40 su "Banditi a Orgosolo"
Dopo una nutrita serie di brevi documentari - girati negli anni '50 - sulla vita delle popolazioni povere nell'Italia insulare, ecco che De Seta esordisce nel lungometraggio a soggetto, ormai prossimo ai quaranta (classe 1923). Soggetto, sceneggiatura (insieme a Vera Gherarducci), montaggio (con Fernanda Papa), fotografia e regia: tutto di Vittorio De Seta, produzione compresa. La forza di questo Banditi a Orgosolo è quella degli scenari desolati di una Sardegna ostile, osservata in...
voto al film: 
28 luglio 2010 Opinione di bobino su "Banditi a Orgosolo"
Gran film..... quasi un documentario con protagonista un gregge di pecore e l'entroterra sardo. Sono d'accordo con Sasso: un vero peccato che le poche parole che si scambiano i protagonisti umani non siano nella lingua originale sarda. Questo film è l'esatto contrario della cinematografia attuale maggiormente presente nelle sale: tutta colore, superficialità ed inutilità quella di oggi, tremendamente essenziale e concreta quella di Banditi a Orgosolo.
voto al film: 
28 aprile 2010 Opinione di chribio1 su "Banditi a Orgosolo"
film che mi sembra di aver gia' visto qualche anno fa,cmq,sara' pure girato sulle impervie montagne Sarde ma a me non mi ha molto colpito come storia in se'.voto.5.
voto al film: 
1 agosto 2009 Opinione di sasso67 su "Banditi a Orgosolo"
Lungometraggio a soggetto girato con tecnica da abilissimo documentarista, questo di De Seta resta uno dei film italiani più importanti degli anni Sessanta (non indegno di figurare al fianco di opere ormai consacrate come il “Salvatore Giuliano” di Rosi) ed uno dei migliori, forse insieme a “Padre padrone” dei Taviani, mai girati in Sardegna. Avvincente e purtroppo verosimile la trama, che parla di un pastore, indebitatosi per comprare un gregge tutto suo, il...
voto al film: 
11 marzo 2008 Opinione di stalker63 su "Banditi a Orgosolo"
Una pietra miliare nella storia del cinema italiano. Girato in mezzo alle montagne da una troupe di 3 persone, con veri pastori come attori, il film, di chiaro stampo documentaristico, ha comunque una trama avvincente che lascia incollati allo schermo per un'ora e mezzo. Herzog lo cita in una sua recente intervista.
voto al film: 
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