Vittoria amara (1957)
Con Richard Burton, Curd Jürgens, Raymond Pellegrin
La trama
Un soldato vigliacco e un eroe di guerra in missione al Cairo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale a due ufficiali inglesi, il codardo Brand e il valoroso Leith, viene affidata una pericolosa missione a Bengasi. Durante il ritorno, Brand fa di tutto per eliminare l'altro, di cui è anche geloso. Ci riesce, ma non osa appuntarsi al petto la medaglia che gli viene riconosciuta.
Tratto dal libro di René Hardy (anche co-sceneggiatore), "Vittoria amara" è un melodramma bellico diretto con classe dal più moderno tra i registi americani classici. Bellissime le ambientazioni, in parte realizzate negli studi Victorine di Nizza (quelli di "Effetto notte'). Tra gli entusiasti del film un certo Jean-Luc Godard.
L'opinione più votata
Di angelina scritta il 17/05/2011 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
"Che cosa succederebbe se lui non tornasse dalla missione?"
(Jane Brand al capitano Leith)
"Lui,io e te diventeremmo parte della storia e della sua futilità."
Libia 1942. Durante la seconda guerra mondiale a due ufficiali inglesi,il maggiore David Brand (Curd Jurgens) e il capitano Jim Leith (Richard Burton),viene affidata una missione difficile e pericolosa.
Con l'appoggio di una trentina di uomini - " di cui siete responsabili,ma le cui vite sono tutte sacrificabili" ,come sottolinea freddamente il loro superiore - dovranno introdursi nel quartier generale tedesco a Bengasi e sottrarre alcuni documenti di grande importanza per l'evolversi del conflitto.
Diversi per carattere e per forza morale,tra Brand e Leith c'è sempre stata dell'antipatia,che si trasforma in aperta e gelosa ostilità quando,presentandogli la moglie apena arrivata al comando militare,il maggiore scopre che i due avevano avuto un'importante storia d'amore prima del loro matrimonio e intuisce che Jane (Ruth Roman) non è mai riuscita a dimenticarlo.
Il commando dei militari è accompagnato da Mokrane (Raymond Pellegrin),un arabo molto devoto al capitano Leith e grande conoscitore dei pericoli del deserto.
Terminato il raid,il drappello dovrà infatti fare una lunga marcia di quattro giorni tra le dune per ritornare alla base.
La missione,pur con la grave perdita di alcune vite umane,viene portata a termine con successo,ma proprio in quell'occasione Leith scopre che Brand è un vile codardo,una tronfia divisa vuota che si regge in piedi da sola e sapendo di essere stato smascherato,il maggiore ricambia con l'odio il disprezzo del suo nemico.
Lo costringe a restare da solo nel deserto con alcuni feriti,mentre il drappello continua la marcia,sperando che non riesca a raggiungerli.Ma,grazie a Mokrane,Leith si ricongiunge al gruppo di militari,sempre più stremati dagli ordini perentori e disumani del maggiore.
Ma,mentre è disteso sulla sabbia per riposarsi,Leith viene punto ad una gamba da uno scorpione velenoso,mentre il maggiore Brand,che si era accorto del pericolo,coglie al volo l'occasione di eliminare definitivamente un nemico e uno scomodo testimone della sua arrogante vigliaccheria.
Solo Mokrane ha visto tutto e,durante la notte,cerca di accoltellare Brand,ma viene ferito a morte a colpi di pistola.
Sgomenti e smarriti i superstiti della missione vengono salvati da un gruppo di soldati inglesi,che li riportano alla base.
Trattato come un eroe dal generale che gli aveva affidato l'incarico,il maggiore Brand riceve,nel gelido silenzio dei suoi soldati e di Jane,che non sa rassegnarsi alla perdita di Leith,una medaglia al valore,ma non osa appuntarsela al petto.
Adesso è un uomo solo con i suoi rimorsi e i suoi rimpianti.
Dal bellissimo e inquietante incipit,accompagnato dalla musica tesa e dissonante di Maurice Le Roux,questo atipico war movie del grande Nicholas Ray,ha un'implacabile progressione drammatica,che contrappone ai pericoli della missione militare, lo spietato conflitto tra due ufficiali,divenuti ormai nemici. ESPANDI +
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21 maggio 2012 Opinione di luisasalvi su "Vittoria amara"
Non lo definirei un film di guerra; una rivalità fra due uomini innamorati della stessa donna, durante una pericolosa missione bellica. Rivalità e vicenda complicata, come sovente in Ray, da risvolti psicologici e inserimento di brevi episodi diversamente significativi che rendono il film più affascinante ma a volte sconcertante o difficile da comprendere. Egitto, 1942. Il maggiore Brant (Jürgens) è un militare di carriera da tavolino, un po’ ottuso, ma innamoratissimo della moglie,...
voto al film: 
27 marzo 2012 Opinione di jonas su "Vittoria amara"
Fronte libico, 1942: una squadra di guastatori inglesi riceve l’incarico di raggiungere una postazione tedesca a Bengasi per trafugare importanti documenti. Il comandante, che già prima nutriva una (motivata) gelosia amorosa nei confronti del suo diretto subordinato, nel corso della missione trova una buona ragione per procurarne la morte: il rivale è stato infatti testimone della sua vigliaccheria nel momento decisivo. Il film, specialmente se paragonato a titoli successivi come La...
voto al film: 
22 settembre 2011 Opinione di Klizia su "Vittoria amara"
Ricostruzione storica e ambientazione riuscita. La traduzione italiana del titolo azzeccata.
voto al film: 
21 maggio 2011 Opinione di emmepi8 su "Vittoria amara"
Un film scostato dalla distribuzione e quasi dimenticato dalla critica, dove solo Godard, personaggio singolare della nostra cultura cinematografica contemporanea, ha da sempre valutato nella maniera migliore e giusta. Ray fu quasi costretto a trasferirsi in Europa per poter fare questo film, essendo co-prodotto dalla Francia. Si parte da un triangolo classico per poi poter fare un discorso più particolare di comportamenti ed analisi caratteriali e di scelte di vita; un Ray da...
voto al film: 
17 maggio 2011 Opinione di angelina su "Vittoria amara"
"Che cosa succederebbe se lui non tornasse dalla missione?" (Jane Brand al capitano Leith) "Lui,io e te diventeremmo parte della storia e della sua futilità." Libia 1942. Durante la seconda guerra mondiale a due ufficiali inglesi,il maggiore David Brand (Curd Jurgens) e il capitano Jim Leith (Richard Burton),viene affidata una missione difficile e pericolosa. Con l'appoggio di una trentina di uomini - " di cui siete responsabili,ma le cui vite sono tutte sacrificabili"...
voto al film: 
16 maggio 2011 Opinione di chribio1 su "Vittoria amara"
film bellico di stampo Coloniale ma non molto interessante in fatto di scontri ,lotte ed altro.voto.5.
voto al film: 
23 dicembre 2003 Opinione di ed wood su "Vittoria amara"
In un era in cui il cinema USA cominciava a scoprire l'antimilitarismo ("Prima linea", "Orizzonti di gloria"...), anche Ray da' il suo contributo alla causa, realizzando un innovativo war-movie psicologico dai tempi dilatati, complesso e con momenti di grande efficacia. Forse un po' prolisso nello sviluppo. E un po' programmatica, nonostante le numerose sottigliezze, la rappresentazione della guerra come atto criminale. Dialoghi acuminati, in un film che fa a pezzi la concisione e l'enfasi...
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