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Storie (2000)

[Code inconnu: Récit incomplet de divers voyages, Francia 2000, Drammatico, durata 117']   Regia di Michael Haneke
Con Juliette Binoche, Thierry Neuvic, Josef Bierbichler, Luminita Gheorghiu



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Storie: assente
Ritmo ritmo in Storie: minimo
Impegno impegno in Storie: forte
Tensione tensione in Storie: presente
Erotismo erotismo in Storie: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Storie

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Storie (voti: 15 media: 3,73) 15

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locandina di Storie

La trama

Una serie di quadri collegati da un filo: l'indifferenza.

Juliette fa l'attrice, sente gridare una bambina nell'appartamento vicino al suo, non raccoglie l'invocazione d'aiuto e tempo dopo scopre che la piccola è morta, forse massacrata di botte dal padre. La vita continua. Jean è il fratello del compagno di Juliette; un giovane inquieto che vive solo con il padre silente. Un giorno scappa e scompare nel nulla. La vita continua. Jean aveva gettato con stizza della carta addosso a una donna rumena che chiedeva l'elemosina. Per una serie di circostanze, la mendicante è costretta a tornare in patria dalla polizia, che la tratta come tutti i "sans papiers". Di nuovo in mezzo alla miseria. La vita continua. I quadri della storia sono come piccoli film incastonati tra loro, uniti dal filo tragico della deriva, dell'incomunicabilità, della rovina esistenziale, dell'alienazione urbana; spesso scanditi da fuori campo dove esplode la violenza, invisibile, ma presente. Il problema morale che Haneke, grande regista austriaco ancora misconosciuto in Italia nonostante titoli fondamentali come "Il sesto continente" e "Benny's Video", pone è proprio questo: come continua la vita in occidente (leggi: Europa) se l'indifferenza crea un muro ben peggiore di quello di Berlino? "Storie", il titolo originale rimanda alla mancanza di un linguaggio "sociale", è un film durissimo, spietato, che mette lo spettatore di fronte ad uno specchio nel quale è difficile riconoscersi. Ma Haneke dimostra che quell'immagine riflessa non inganna: è la nostra. 

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 18/2001

Le “Storie” del titolo sono quelle raccontate attraverso una serie di quadri, quasi tutti piani sequenza. E sono le vicende drammatiche di vari personaggi, collegate seguendo quella “cronologia del caso” tanto cara al (grande) regista austriaco, ancora misconosciuto in Italia nonostante titoli fondamentali come “Il settimo continente” e “Benny’s Video”. I quadri della storia sono come piccoli film incastonati tra loro, uniti dal filo tragico della deriva, dell’incomunicabilità, della rovina esistenziale, dell’alienazione urbana; spesso scanditi da fuori-campo dove esplode la violenza, invisibile ma presente. ESPANDI +

L'opinione più recente

Di mm40 scritta il 2009-11-10 16:05:59

Voto al film: voto mediocre

Storielle di ordinaria crisi e quotidiana, banale incomprensione, che si intrecciano o si sfiorano soltanto, sotto l'impassibile macchina da presa di Haneke. Un lavoro da sempre votato al realismo, al crudo, al nudo, con aspirazioni importanti ed imponenti, come quella di rivelare la violenza della normalità e la normalità della violenza (Benny's video e Funny games, già girati, ma anche i successivi Niente da nascondere e La pianista continueranno a fare il punto sulle deviazioni, sulle apparenze, sulla morbosità fisiologica dell'uomo moderno). Eppure quando in un film non c'è nulla, è inutile raschiare il fondo con le unghie cercando di tirarne fuori una parvenza di contenuto - e patetico è convincersi di avercela fatta: Storie è probabilmente il punto più basso dell'intera filmografia di Haneke proprio perchè il suo stile minimale, ultra-asciutto ed in punta di piedi dà del suo peggio se non è accompagnato da una discreta quantità di sostanza. Qui la sostanza, a dire il vero, non è che manchi: ma è frammentata e dispersa, mutilata ed abbandonata a sè stessa, e talvolta i legami fra le scenette appaiono addirittura pretestuosi: qual è il 'codice sconosciuto' del titolo originale? L'alienazione, il razzismo, la solitudine, l'incomunicabilità, la xenofobia...? In tutto ciò allo spettatore rimane solo l'alternativa schiacciante fra angosciarsi alla ricerca di un barlume di significato oppure arrendersi alla noia pacificamente e passare oltre.
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SI

Opinioni su Storie


2009-11-10 16:05:59 Opinione di mm40 su "Storie"
mm40

Storielle di ordinaria crisi e quotidiana, banale incomprensione, che si intrecciano o si sfiorano soltanto, sotto l'impassibile macchina da presa di Haneke. Un lavoro da sempre votato al realismo, al crudo, al nudo, con aspirazioni importanti ed imponenti, come quella di rivelare la violenza della normalità e la normalità della violenza (Benny's video e Funny games, già girati, ma anche i successivi Niente da nascondere e La pianista continueranno a fare il punto sulle...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a Storie (2000)


2009-01-11 14:30:41 Opinione di sasso67 su "Storie"
sasso67

I film di Haneke sono generalmente interessanti, anche quando non sono riuscitissimi. Il regista austrotedesco è uno degli autori europei più da tenere d'occhio, nel panorama attuale. Questo "Storie" non mi ha esaltato, ma tutto sommato è un acuto sguardo sulla società d'oggi, puntato su Parigi, una delle realtà più emblematiche, dove l'integrazione va di pari passo con un sentimento strisciante di razzismo e di disagio sociale, che può sfociare, come è successo qualche anno fa, in...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Storie (2000)



2008-12-01 09:13:40 Opinione di OGM su "Storie"
OGM

Un film che presenta il taglio di molti romanzi contemporanei, con un'alternanza di brevi flash su frammenti di storie molto diverse, ma accomunate da un'unica verità di fondo: il posto che occupiamo nel mondo, e che ci siamo faticosamente conquistati, è sempre quello sbagliato.

voto al film: OGM assegna il voto buono a Storie (2000)


2006-05-07 19:25:07 Opinione di chinaski su "Storie"
chinaski

Michael Haneke continua a lavorare per paradossi. Ma è anche uno dei pochi registi che sembri possedere delle posizioni teoriche ed estetiche ben precise. Il suo cinema è prima di tutto uno strumento. Un valido mezzo per esporre il proprio pensiero, freddo e lucido, ma penetrante come pochi. Haneke ci racconta diverse storie. Lo fa attraverso una frammentazione del racconto che tende a riportare quella stessa imprevedibilità e disgregazione propria della vita stessa. Molte cose accadono...

voto al film: chinaski assegna il voto buono a Storie (2000)



2006-02-11 12:55:45 Opinione di giampy.78 su "Storie"
giampy.78

Nella conferenza stampa di presentazione di Caché a Cannes, Haneke rispondeva al giornalista che gli chiedeva l'autore delle videoregistrazioni, dicendo che nemmeno lui sapeva la risposta, il bello dei film di questo grande regista è che attraverso di essi l'autore non ti dà risposte ma cerca solo di porre domande, scuotere lo spettatore dal suo torpore. Storie, fin dal titolo originale manifesta la sua incompiutezza, codice sconosciuto e racconto incompleto di diversi viaggi per il...

voto al film: giampy.78 assegna il voto buono a Storie (2000)


2005-02-25 20:49:27 Opinione di ed wood su "Storie"
ed wood

Il miglior film di Haneke e’ una delle opere piu’ importanti del cinema europeo contemporaneo. E’ un film che fa’ i conti con la realta’ quotidiana e coi temi piu’ attuali (immigrazione, intolleranza, bisogno di comunicazione, irresponsabilita’, nevrosi urbana, solitudine). E’ una sinfonia disarticolata (le storie raramente si intrecciano, spesso si lambiscono; ogni “frammento” e’ separato dal seguente con stacchi bruschi e apparentemente casuali, a cui fa seguito...

voto al film: ed wood assegna il voto nd a Storie (2000)



2003-08-29 22:42:23 Opinione di Xiao su "Storie"
Xiao

Vorrei conoscere la lingua dei segni per capire cosa dice il bambino nell'ultima scena... Codici sconosciuiti. Un film da rivedere più volte!

voto al film: Xiao assegna il voto buono a Storie (2000)


2003-01-28 13:43:34 Opinione di karugnin su "Storie"
karugnin

Haneke riesce ancora una volta a spiattellarci sul grugno la sua rara capacità di padroneggiare gli effetti e la forza delle immagini ed orchestra una ridda di perle registiche quasi fini a loro stesse nella loro assoluta, categorica e perentoria fermezza. Questo è il film: momenti di regia da fuoriclasse (il provino della Binoche, il doppiaggio, l'incontro coi teppistelli in metro) con un utilizzo della soggettiva e della fissità dell'inquadratura che mette persino a disagio, alternati,...

voto al film: karugnin assegna il voto buono a Storie (2000)




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