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I banchieri di Dio (2001)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in I banchieri di Dio: assente
Ritmo ritmo in I banchieri di Dio: presente
Impegno impegno in I banchieri di Dio: presente
Tensione tensione in I banchieri di Dio: minimo
Erotismo erotismo in I banchieri di Dio: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a I banchieri di Dio

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a I banchieri di Dio (voti: 27 media: 2,48) 27

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La trama

Ricostruzione del misterioso (e ancora irrisolto) "affaire Calvi".

Il 18 giugno del 1982 venne ritrovato sotto il Blackfriars Bridge di Londra il corpo del banchiere italiano Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano. Si trattò dell'epilogo di un'avventura finanziaria dai contorni tuttora indefiniti: attraverso oscure trame, Calvi riuscì a creare un impero giovandosi delle "amicizie" e dei legami con la loggia massonica P2 e dei contatti con lo Ior di monsignor Marcinkus. La sua figura diventò ben presto il centro nodale del riciclaggio di denaro sporco della criminalità organizzata.  

La narrazione sta a cavallo fra un reportage televisivo e un teatrino dei pupi, e l'insieme è di impressionante bruttezza.

Incluso nelle taglist:

La recensione di FilmTv

Di Alberto Crespi - FilmTV n. 12/2002

L’intenzione era nobile ma il risultato disastroso. E l’“affaire Calvi” al cinema diventa ridicolo

Indiscutibilmente il film italiano più sconcertante della stagione. Ricostruendo la vicenda del banchiere Guido Calvi, e tutti i suoi intricatissimi legami con la P2, lo Ior, il Vaticano e le stanze più esclusive della politica italiana, Giuseppe Ferrara e Armenia Balducci (sceneggiatrice) vanno alle radici dei più misteriosi misteri italiani, e ricapitolano - grazie a una ricostruzione puntigliosa - un episodio centrale della nostra storia recente. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di hallorann scritta il 22/01/2012 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto pessimo

“Questo film è dedicato a Gianmaria Volontè” titola l’apertura de I BANCHIERI DI DIO, poi si parte su Nassau (Bahamas) 1976. Calvi, Gelli, Marcinkus che gioca a golf in una stanza, Sindona che dorme su una poltrona…arriva un americano che parla di pericolo di deriva comunista per l’Italia, ”è essenziale il CORRIERE DELLA SERA” si vocifera. Insomma la futura loggia P2 tesse le trame che da lì a pochi anni saranno di pubblico dominio. Calvi si reca in Vaticano dove Papa Wojtyla è a colloquio con Andreotti. Una didascalia avverte PER DOVEROSO RISPETTO, IL VOLTO DEL SANTO PADRE NON COMPARE NEL FILM, però in compenso ne viene malamente imitata la voce, inoltre le scene in cui compare il Papa sono le più esilaranti, involontariamente comiche e dunque per niente rispettose dello spettatore e se vogliamo dello stesso pontefice polacco, del quale emergono comunque le responsabilità chiamate IOR. Ci si attenderebbe dialoghi e recitazioni verosimili o perlomeno serie e invece da subito assistiamo a caricature degli originali e imitazioni stile Pingitore (quello del Bagaglino ormai defunto), in primis dei sopraccitati Andreotti e Giovanni Paolo II. Tratto dall’omonimo libro inchiesta di Mario Almerighi, il regista Giuseppe Ferrara dilapida la ricostruzione dettagliata e molto accurata fatta dal giudice scrittore in un assemblaggio dilettantistico della vicenda Calvi. La scoperta della lista P2, l’arresto e la detenzione, i faccendieri Pazienza e Carboni, il ruolo di quest’ultimo nella fuga per mezza Europa del banchiere del Banco Ambrosiano fino alla morte sotto il ponte dei Frati Neri a Londra nel 1982. Sino all’89 venne ritenuto un suicidio dalle autorità londinesi e italiane, in realtà l’idea dell’omicidio è sempre trapelata ufficiosamente innanzitutto per motivi tecnici (l’impossibilità del suicidio sotto il ponte) e soprattutto per i segreti importanti che il banchiere custodiva. Egli finanziò paesi sudamericani e Solidarnosc in chiave anticomunista, era il braccio finanziario della Loggia Propaganda 2, il famoso biglietto “questo processo si chiama IOR”, il controllo del primo quotidiano italiano, i legami con la banda della Magliana etc. Della figura di Calvi emerge la fragilità, l’ombrosità diffidenza caratteriale, la facile manovrabilità e ad un certo punto ingannato e abbandonato da tutti la solitudine disperata. Omero Antonutti lo interpreta bene con i suoi occhi da furetto e la consolidata professionalità ma stride nel contesto ricostruito dal regista. Scenari e ambienti sono di una disarmante povertà stilistica. Pamela Villoresi nel ruolo della moglie Clara è insopportabile e sempre sopra le righe, Alessandro Gassman/Pazienza inadeguato e poco credibile, Rutger Hauer/Monsignor Marcinkus troppo ambiguo, Giancarlo Giannini che fa il faccendiere sardo Flavio Carboni (ancora attivo) offre la peggiore interpretazione della sua lunga carriera: il trucco, l’accento e le smorfie ne accentuano la ridicola immedesimazione. Anche per l’autore de IL CASO MORO è uno dei punti più bassi della sua filmografia dedicata al cinema d’inchiesta e d’impegno civile, per l’ansia di non trascurare nessun dettaglio, inghippo, intrigo e personaggio crea solo confusione e rabbia per la clamorosa occasione sprecata. Da cestinare pure le musiche di Pino Donaggio.
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Opinioni su I banchieri di Dio


22 gennaio 2012 Opinione di hallorann su "I banchieri di Dio"
hallorann

“Questo film è dedicato a Gianmaria Volontè” titola l’apertura de I BANCHIERI DI DIO, poi si parte su Nassau (Bahamas) 1976. Calvi, Gelli, Marcinkus che gioca a golf in una stanza, Sindona che dorme su una poltrona…arriva un americano che parla di pericolo di deriva comunista per l’Italia, ”è essenziale il CORRIERE DELLA SERA” si vocifera. Insomma la futura loggia P2 tesse le trame che da lì a pochi anni saranno di pubblico dominio. Calvi si reca in Vaticano dove Papa...

voto al film: hallorann assegna il voto pessimo a I banchieri di Dio (2001)

2 commenti
[utile per 6 utenti]

8 marzo 2011 Opinione di Tarabas su "I banchieri di Dio"
Tarabas

Di questo film ne scrive lo Stracult di Marco Giusti e non è necessariamente un bene. Ferrara vorrebbe raccontare gli ultimi anni di vita del banchiere Calvi, che da impiegato era diventato il padrone del Banco Ambrosiano, la principale banca privata italiana. Peccato che il cast sia impresentabile (a parte Antonutti), con menzione per Gassman che fa Pazienza e Giannini che fa Carboni, dicendo una battuta con l'accento sardo e l'altra no. Tragici i "sosia" e tragica anche la messa...

voto al film: Tarabas assegna il voto pessimo a I banchieri di Dio (2001)



28 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "I banchieri di Dio"
chribio1

ricordo all'epoca,avevo quasi 10 anni,questo caso emblematico per l'Italia non solo di allora ma anche attuale,dicevo,ricordo bene i fatti del banchiere impiccato al ponte e la storia sullo I.O.R. Pontificio.Certo,ora,da grande si ha un modo di vedere e capire le cose in stile diverso,con il tempo qualcosa passa ma anche molte cose restano e questa a me personalmente rimane indelebile come un segno del tempo,di un'epoca che non tornera' ma che ci ha anche lasciato delle brutte storie,come...

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a I banchieri di Dio (2001)


26 agosto 2010 Opinione di barabbovich su "I banchieri di Dio"
barabbovich

Parabola umana, finanziaria e giudiziaria di Roberto Calvi (Antonutti), presidente del Banco Ambrosiano, arrestato per bancarotta fraudolenta e infine trovato ucciso impiccato sotto il ponte dei Frati Neri a Londra. Il film di Ferrara (scritto a quattro mani con Armenia Calducci) racconta in maniera quanto mai farraginosa e didascalica i rapporti che Calvi ebbe con lo IOR - la banca vaticana - con Gelli e la P2, con i servizi segreti americani, la mafia, i vertici della politica (impersonati...

voto al film: barabbovich assegna il voto pessimo a I banchieri di Dio (2001)



21 agosto 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "I banchieri di Dio"
LIBERTADIPAROLA75

Rigoroso nella narrazione seguendo dato per dato tutti i fili della vicenda. Fosse stato solo questo sarebbe stato un onesto prodotto paratelevisivo da "film dossier" invece, per fortuna, Ferrara ci mette del suo e affida molti ruoli a caratteristi della commedia all'italiana (come il Camillo Milli dei FANTOZZI!). Pure Giannini e Hauer, altrove serissimi, sembra che si divertano. Questo rende il tutto grottesco e quindi efficace alla critica di certe ipocrisie dell'Italia dell'epoca. E poi a...

voto al film: LIBERTADIPAROLA75 assegna il voto buono a I banchieri di Dio (2001)

2 commenti

22 giugno 2009 Opinione di nicola81 su "I banchieri di Dio"
nicola81

E' il classico film che merita di essere visto più per quello che dice che per come lo dice. Certo la complessità delle vicende narrate non agevole la compresione, che rischia di essere davvero ardua per chi non le conosca almeno in parte. Il taglio troppo televisivo e lo schematismo di fondo sicuramente non giovano all'operazione, ma forse non c'era altro modo per riassumere in due ore un groviglio in cui erano coinvolti banchieri, bancarottieri, faccendieri, il Vaticano, servizi segreti...

voto al film: nicola81 assegna il voto sufficiente a I banchieri di Dio (2001)



5 dicembre 2008 Opinione di mm40 su "I banchieri di Dio"
mm40

E' senza dubbio un'opera suggestiva, purtroppo reailzzata con criteri paratelevisivi che non rendono giustizia alla serietà ed all'importanza del tema trattato. La scelta di fare interpretare Andreotti addirittura da un imitatore pare offensiva, quasi a voler fare spettacolo (da baraccone) della materia narrata, cosa che certo non era assolutamente nelle intenzioni di Ferrara. Regia piuttosto piatta e priva di grande inventiva, Giannini sprecato, cast ampio e non tutto all'altezza della...

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a I banchieri di Dio (2001)


5 luglio 2008 Opinione di sasso67 su "I banchieri di Dio"
sasso67

Criticatissimo, come tutti i film di Giuseppe Ferrara, per la sua schematicità, inserito addirittura da Marco Giusti nel suo "Dizionario dei film italiani Stracult" (dove gli nega credibilità), "I banchieri di Dio" ha il pregio di assumere una tesi - non campata in aria, ma basata su emergenze processuali - e tenta di raccontare ciò che avvenne in Italia, intorno alla figura di Calvi, a cavallo tra il 1981 e il 1982. Difficile fare chiarezza su un episodio in cui di chiarezza ce n'è ben...

voto al film: sasso67 assegna il voto sufficiente a I banchieri di Dio (2001)



29 marzo 2008 Opinione di antonio de curtis su "I banchieri di Dio"
antonio de curtis

BUON FILM DOCUMENTARIO SUGLI ULTIMI MESI DI VITA DI ROBERTO CALVI.STORIA CHE VEDE COINVOLTE MAFIA,VATICANO(TRAMITE LO IOR E L'OPUS DEI)P2 E MASSONERIA,SERVIZI SEGRETI E CAMORRA.VICENDA BEN RACCONTATA CHE RICORDA INQUIETANTI AVVENIMENTI SEMPRE ATTUALI IN UN PAESE COME L'ITALIA

voto al film: antonio de curtis assegna il voto sufficiente a I banchieri di Dio (2001)


3 ottobre 2007 Opinione di LorCio su "I banchieri di Dio"
LorCio

Giuseppe Ferrara è uno testardo, si sa. Sono più famosi i suoi film rispetto a lui -“Il caso Moro” o “Giovanni Falcone”- ed hanno sempre suscitato una marea di polemiche da parte di certa politica e molte perplessità nelle file della critica cinematografia. La quale gli accusa da sempre la superficialità e la rozzezza della messinscena, la pretenziosità dei fatti narrati, i dialoghi tagliati con l’accetta, personaggi famosi imitati alla Bagaglino maniera. Non fece eccezione...

voto al film: LorCio assegna il voto sufficiente a I banchieri di Dio (2001)




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