Senza fine (1985)
Con Grazyna Szapolowska, Jerzy Radziwilowicz, Maria Pakulnis, Aleksander Bardini
La trama
Una tragedia personale, una difficile situazione politica.
Polonia, 1982: nel Paese vige la legge marziale e Solidarnosc è stata sciolta. Ulla, una traduttrice, perde improvvisamente il marito Antek: la donna tenta in tutti i modi di colmare il doloroso vuoto che la opprime, ma il fantasma di Antek è sempre presente...
Uno dei capolavori del Kieslowski pre-"Decalogo".
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 25/01/2011 - utile per 14 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [2]
- positive [9]
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22 maggio 2012 Opinione di vicky13 su "Senza fine"
Senza fine (Bez Konca) è il legame interminabile fra colui che rimane e colui che diparte. E’ un angelo: veglia sulle nostre vite Non ci lascia e noi non lo lasciamo andare. Ci parla e noi lo rivediamo; per romanticismo, nella tenerezza di in un animale, o per sbaglio nelle fattezze di qualcun altro. L’elaborazione non risolta di un lutto privato vissuto da Ursula (una bellissima Grazyna Szapolowska, che rivedremo in Non Desiderare la Donna d’Altri e Decalogo 6), dopo l’improvvisa...
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5 gennaio 2012 Opinione di michel su "Senza fine"
Polacchi, in piedi! Sarebbe ora di cacciare l'oppressore comunista. Potete rifiutare qualsiasi compromesso, sacrificare tutto alla libertà, oppure morire. A voi la scelta!
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16 giugno 2011 Opinione di ed wood su "Senza fine"
Inconfondibile Kieslowski, col suo cinema tanto impervio quanto trasparente, così carico di un dolore sommesso, di una rabbia inesplosa, di un'angoscia di natura indefinita che attanglia le vite dei personaggi, rendondoli impotenti. In perfetto equilibrio fra impegno civile e dimensione metafisica, il compianto autore polacco dispiega qui tutto il suo universo poetico: il concetto ambiguo di libertà, l'oppressione della "giustizia", l'elaborazione di un lutto tanto reale quanto...
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15 giugno 2011 Opinione di chribio1 su "Senza fine"
pellicola un po' altalenante ma discretamente godibile nella sua totale visione.voto.6.
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25 gennaio 2011 Opinione di hallorann su "Senza fine"
1984, la Polonia è sotto il regime comunista di Jaruzelski, Krzysztof Kieslowski nell’arco di una decina di anni è passato dal cortometraggio al documentario per approdare al lungometraggio. SENZA FINE è il suo quarto film: un uomo racconta la sua morte avvenuta quattro giorni prima per infarto, il suo sguardo accarezza la moglie e il figlio che dormono. Al loro risveglio svanisce, lui il defunto è l’avvocato Antoni Zyro, la moglie Ursula riceve una...
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6 aprile 2010 Opinione di Mathiasparrow su "Senza fine"
Tutto il Kieslowski passato, presente e futuro concentrato in un’opera che rientra di diritto fra le sue fondamentali. In Senza fine domina un senso di vuoto spaesante, talmente sconfinato che è sufficiente accennare qualcosa affinchè questa dilaghi istantaneamente nel nulla, occupando ogni angolo dello schermo. Misticismo, desiderio e senso materno occupano a turno la scena; ogni tentativo di annullare la distanza fra terreno e aldilà finisce per accentuarla,...
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30 marzo 2010 Opinione di OGM su "Senza fine"
La terra è la prigione del pragmatismo ed il regno della sconfitta. Andarsene per sempre, e continuare a vivere nei cuori di chi resta, significa solo perpetuare il ricordo del proprio lavoro incompiuto e condannato a rimanere eternamente imperfetto. Le anime immortali continuano ad esistere, a vegliare gli affanni dei vivi, ma sono, purtroppo, impotenti, di fronte allo scempio che si fa dei loro ideali lasciati quaggiù incustoditi. La realtà irrompe nel vuoto interiore...
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2 febbraio 2010 Opinione di bradipo68 su "Senza fine"
Come detto da altri l'inizio sembra tratto da Viale del tramonto.Un morto che parla in barba a tutte le logiche e che fa da voce fuori campo.Ma accanto a questa dimensione metafisica se ne individua subito una tremendamente reale.La moglie del protagonista ,vive cercando di elaborare il proprio lutto(un po'come verrà ripreso dallo stesso regista nel Film Blu) ma d'altra parte si narra di vicende estremamente concrete, del caso che passa di avvocato in avvocato di un operaio del...
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6 maggio 2009 Opinione di maxcalifornia su "Senza fine"
1984 è l’anno di “Senza fine”, un’altro capolavoro di Krzysztof Kieslowski. Quando mi viene in mente questo film penso sempre a tre scene che mi hanno profondamente colpito: l’uomo, ripreso in primo piano, che pronuncia la battuta “Io sono morto da quattro giorni”; il vecchio avvocato, ormai vicinissimo alla pensione, che fa un PAF puntando l’indice sulla tempia; la musica ossessiva di Zbigniew Preisner che abbina con la scena mentre la protagonista guida con l’auto...
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3 settembre 2008 Opinione di carlos brigante su "Senza fine"
Un'opera di estremo pessimismo, malinconica, triste, sulle occasioni mancate e dove la fiammella della speranza pare proprio esaurirsi rapidamente. L'impianto realistico è subito spazzato via dalla presenza del marito morto della protagonista, che pare quasi rappresentare la speranza degli ideali troppo presto messa con forza da parte. Gli elementi che traspaiono dal film però non seguono una sola direzione; non è una mera riflessione politica, ma semmai è un'opera sui sentimenti,...
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