La donna della domenica (1975)
Con Marcello Mastroianni, Jacqueline Bisset, Jean-Louis Trintignant, Aldo Reggiani
La trama
Un commissario di polizia indaga su un misterioso delitto della Torino bene.
Il commissario Santamaria (Marcello Mastroianni), romano ma in forza presso la Questura di Torino, indaga sul delitto di un ingegnere. Giorno dopo giorno si accorge della corruzione e delle ambiguità che caratterizzano la borghesia torinese. I suoi superiori lo invitano alla prudenza, ma Santamaria scopre il colpevole e il movente: non è un delitto passionale, le sue radici affondano in una...
Tratto da un romanzo di Fruttero e Lucentini, è un ottimo esempio di commedia gialla. Il ritmo è buono, le emozioni assicurate, in più c'è uno sguardo inedito e tagliente sul perbenismo di facciata dell'alta società torinese (e non solo torinese).
L'opinione più votata
Di Immorale scritta il 17/01/2012 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
La città di Torino, negli anni 70, poteva essere considerata, nel bene o nel male, la capitale economica d’Italia, sotto il giogo della potente famiglia proprietaria della famosa fabbrica d’auto italiane. Il codazzo di “alta borghesia” della “famiglia reale” non mostrava la cafonaggine della “Milano da bere” craxiana del decennio a venire, ma si muoveva “gattopardescamente” nelle sue decadenti incombenze giornaliere, non toccata (o solo parzialmente) dagli anni di piombo e dallo scontro sociale in atto nella città operaia per eccellenza e nel resto d’Italia; perché la nobiltà torinese vive in collina e non vuole pensieri, contorta “mortalmente” nella proprio tedio e nelle proprie piccolezze ingigantite. Come la “diatriba” iniziale del film sulla corretta pronuncia della parola “Boston” tra Anna Carla Dosio (una splendida Jacqueline Bisset) ed il suo amico Massimo Campi (un convincente Jean-Louis Trintignant) presentazione esemplare di questo stato sospeso. Comencini dimostra da subito di conoscere il senso del notevole racconto di Fruttero e Lucentini (grazia anche all’agile sceneggiatura di Age e Scarpelli), introducendoci brevemente, ma con convinzione e senza “sprechi” registici, in questo microcosmo autonomo, disturbato dalla presenza e dai modi del sordido Architetto Garrone, interpretato da un bravissimo Claudio Gora (eccellente nella caratterizzazione del personaggio). Ci viene mostrata compiutamente la noia imperante di un mondo di fortunati ma ignavi benestanti, falsamente democratici e fiaccamente libertini nello sfogo dei loro vizi e delle loro scappatelle “di facciata” da contrapporre agli stanchi rapporti ufficiali. La morte violenta del già citato Garrone viene a scombussolare il loro blando tran-tran, senza l’enfasi che ci si aspetterebbe alla notizia di un omicidio di un conoscente, ma solamente come una possibilità fugace di provare un’emozione vera, non anestetizzata dalla monotonia. Il regista sceglie pertanto di concentrarsi sui volti dei suoi personaggi, riprendendoli spesso in primo piano, per cercare di disvelare l’emotività nascosta e la scintilla vitale dietro la squallida maschera della quotidianità, provando ad immaginarseli (con veloci flash-back nella mente del Commissario Santamaria) nell’atto ferale della belva assassina ma, finalmente, libera. Il giallo classico assume quindi un valenza politica e sociologica, come nelle intenzioni del romanzo ispiratore, solo leggermente più annacquata rispetto a questo (tutta la splendida parte ambientata nel Balon, centrale nel racconto, viene sfruttata poco) e più tendente alla commedia, seppur caustica. Difetto da poco, comunque, presto dimenticabile nell’economia di un grande film, ottimamente sostenuto anche dall’arrembante commento musicale di Morricone e dalla triste fotografia di una Torino oscura ed indifferente, necessari per meglio definire il “mood” della pellicola.
- negative [3]
- sufficienti [7]
- positive [10]
- leggi tutte le opinioni
17 gennaio 2012 Opinione di Immorale su "La donna della domenica"
Un omicidio “sconvolge” la melliflua routine del circolo perbene della Torino che conta, costringendo il Commissario Santamaria a muoversi con circospezione in un’indagine che si preannuncia complicata. La città di Torino, negli anni 70, poteva essere considerata, nel bene o nel male, la capitale economica d’Italia, sotto il giogo della potente famiglia proprietaria della famosa fabbrica d’auto italiane. Il codazzo di “alta borghesia” della “famiglia reale” non mostrava...
voto al film: 
23 novembre 2011 Opinione di zombi su "La donna della domenica"
anche questo è un film che di tanto in tanto, quando lo trasmettono e mi trovo fortunatamente in casa me lo riguardo. quelle belle cose che non fanno più, e su cui mi piace tanto fare della nostalghia. poi sarà che torino negli ultimi tempi di tanto in tanto ci vado per un fine settimana et voilà, la réscensioné è fattà(come direbbe il james coco di murder bu death). il commissario santamaria, viene catapultato contro voglia in un omicidio in cui sono coinvolti due dei più grossi...
voto al film: 
13 aprile 2011 Opinione di Tarabas su "La donna della domenica"
Chi ha ucciso il traffichino Garrone? Nei primi 10 minuti il film ci presenta tutti i sospettati, per poi riunirli tutti sul luogo del secondo omicidio. Bella gente, impiegati comunali, galleristi truffaldini, tutti indagati da Mastroianni, scettico e sornione, e da Pino Caruso, esuberante e perennemente sopra le righe (e che a un certo punto cita i poliziotteschi: "La polizia trema, la polizia non può sparare, la polizia non trova mai un cazzo!"). Da un famoso romanzo di...
voto al film: 
28 aprile 2010 Opinione di ziacassie su "La donna della domenica"
Il 4 Novembre scorso ad Ovada. F. ed io acquistiamo un sovraporta di fattura araba di legno intagliato. Con il venditore di Torino ci troviamo subito simpatici e cominciamo a parlare di viaggi in India, di case antiche, di vecchie cose tenute da conto, di fotografie, di ricordi. Il venditore vuole regalare un vecchio timbro di legno per tessuti, me lo fa scegliere e me lo porge infilandolo in una sporta di carta che raffigura un foto in cui si vedono la Bisset e Mastroianni...
voto al film: 
2 novembre 2009 Opinione di Peppe Comune su "La donna della domenica"
L'architetto Garrone viene trovato morto nel suo appartamento.Il commissario Santamaria indaga sull'omicidio e ben presto si avvede che l'assassino è da ricercarsi nell'alta borghesia torinese. Dal romanzo omonimo di Fruttero e Lucentini,Luigi Comencini tira fuori una buona commedia tinta di giallo. Solido,con un ritmo giusto e un buon equilibrio tra la denuncia di taluni costumi nazionali trattati qui in chiave ironica e la suspense che si richiede a un caso di omicidio. Si parla di...
voto al film: 
1 ottobre 2009 Opinione di kotrab su "La donna della domenica"
Giallo in forma di commedia dalle situazioni grottesche, con battute alcune riuscite, altre banali, ritmo accettabile, tensione minima. 6 1/2
voto al film: 
24 settembre 2009 Opinione di fornarolo su "La donna della domenica"
Trasposizione corretta e brillante del romanzo di F & L
voto al film: 
19 gennaio 2009 Opinione di mm40 su "La donna della domenica"
Ben scritto e ben diretto, con un cast ben assemblato di ottimi interpreti (bella la prova di Mastroianni in particolare), non è molto oltre a ciò che sembra - che comunque non è poco: un giallo con influenze di commedia. Ciò che conta è innanzitutto il ritmo, che rimane discreto per tutto il film, e la suspence, che non manca fino al finale rivelatore. Dignitoso, non un capolavoro.
voto al film: 
19 agosto 2008 Opinione di rosario su "La donna della domenica"
Un buon giallo,con un ottimo Mastroianni.
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [7]
- positive [10]
- leggi tutte le opinioni
-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

-
Voto:

























