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Dogville (2003)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Dogville: minimo
Ritmo ritmo in Dogville: minimo
Impegno impegno in Dogville: forte
Tensione tensione in Dogville: forte
Erotismo erotismo in Dogville: presente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a Dogville

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a Dogville (voti: 248 media: 3,79) 248

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03/08/2011

Lars von Trier: "E' terribile" - il manifesto

Per Lars von Trier è stato un brutto colpo scoprire che tra i film preferiti di Anders Breivik, il killer dell'isola di Utoya, ci sia il suo...

di Filmoski

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La trama

Le peripezie di una fuggiasca nella profonda provincia americana.

1930: a Dogville, uno sperduto villaggio delle Montagne Rocciose, arriva la bella Grace. Sulle sue tracce ci sono due spietati killer: grazie all'intercessione di Tom, portavoce della comunità, Grace ottiene ospitalità e protezione a patto che sia disposta a lavorare per il bene comune. Quando gli abitanti di Dogville scoprono che la donna è ricercata, avanzano nei suoi confronti sempre maggiori pretese. Ma lei nasconde un segreto che li farà pentire amaramente...  

Il primo segmento della nuova trilogia di von Trier sull'America è un film di testa e d'emozioni. Film di testa: _Dogville_ è un'astrazione disegnata sul pavimento di un set che è un palcoscenico tra Brecht e Ronconi, i personaggi corrispondono agli stereotipi dei romanzi (e dei film) su una qualunque piccola città, il racconto è diviso in un prologo e nove capitoli, ci fa da guida la voce di un narratore. Film di emozioni: basta che la macchina da presa si avvicini al volto di Grace o di uno degli abitanti di Dogville e dimentichiamo di essere su un set, entriamo in un labirinto di passioni represse, voglie mai sfogate, ipocrisie, odiosità, umiliazioni. _Dogville_ è un atto di fede nel cinema e insieme una dimostrazione della sua falsità. È anche una specie di inno a un'attrice, Nicole Kidman, diafana forte leggera decisa, che percorre il film con appassionata accortezza e penetrante partecipazione. L'immorale von Trier può anche darsi che sia un impostore, come dicono i suoi denigratori. Non c'è neppure l'ombra della realtà in _Dogville_, c'è solo un set.

La recensione di FilmTv

Di Bruno Fornara - FilmTV n. 46/2003

Tra Brecht e Ronconi il primo atto della trilogia di Von Trier dedicata agli States. Intenso, emozionante, claustrofobico, sorprendente. Con una grande Nicole Kidman

Questa è la recensione del Dogville che abbiamo visto a Cannes, con i suoi 178 minuti, prima avvolgenti, poi travolgenti, verso la fine, quando tutto prende a scivolare sulla china del disvelamento e di un’inattesa svolta e rivolta. All’edizione italiana mancano purtroppo quasi tre quarti d’ora. Così va il mondo del cinema.
Un paese sulle Montagne Rocciose. Un set in uno studio da cui non si esce mai. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Kurtisonic scritta il 13/11/2011 - utile per 10 utenti

Voto al film: voto buono

Lars Von Trier  posa un altro mattone nel muro del suo pessimismo. Per semplificare  i tempi di una narrazione che necessita di un crescendo drammatico e consapevole, il regista decostruisce, rivoluziona l'aspetto visivo più evidente, confonde i parametri spazio-temporali in un ambiente artificioso. Il set è parzialmente riprodotto, il villaggio di Dogville è rappresentato su di un palcoscenico teatrale, gli ambienti disegnati per terra sono inesistenti, pochi oggetti sono materialmente presenti, gli attori invece fingono di muoversi all'interno del reale, dunque chiudono porte, aprono finestre, maneggiano la terra che ai nostri occhi restano elementi invisibili. Da una parte dunque si sottolinea l'artificiosità del cinema, ma dall'altra questa visione del villaggio è funzionale alla messa a nudo degli esseri umani animati da sentimenti ancora da decifrare. Quando Grace (N. Kidman) irrompe a Dogville viene accolta e protetta, successivamente quando si scopre che è una ricercata, viene sfruttata, maltrattata, violentata. E' interessante capire cosa simboleggia Grace agli occhi degli abitanti di Dogville e cosa guiderà la loro trasformazione oltre al desiderio di sopraffazione e di dominio di un essere umano sull'altro. Grace incarna l'eroina vittima del sistema sociale già vista in precedenti lavori di Von Trier, ma rappresenta anche il tentativo della modernità di recuperare una dimensione umanizzata e antica, però irrimediabilmente contagiata dalla natura stessa dell'uomo che è ipocrita, egoista. Nella società vecchia e nuova domina solo la paura, la diffidenza, la mancanza d'amore e di coraggio. In questa chiave, nel confronto finale il potere più forte non può che soffocare l'altro, che non solo è svuotato di ogni valore ma è  un pallido emulo  di ciò a cui aspirerebbe,  non ha gli strumenti che giustificano la violenza che lo travolgerà. Grace verrà reintegrata nel suo contesto sociale dall'intervento del padre impersonato da un cinico e realistico James Caan, che le conferirà una parte del suo potere, dunque la figura femminile diventa artefice e protagonista della violenza moderna mentre in precedenza era solo destinata a subire. Fra i personaggi di Dogville meglio riusciti, spicca Tom, l'innamorato platonico di Grace, aspirante scrittore, essere assolutamente teorico che vuole elevare i compaesani a livello morale e culturale. Si rivelerà anche peggio degli altri e si meriterà una fine adeguata. Il messaggio di Von Trier è più oscuro e temibile che mai, la Storia non fa nutrire nessuna speranza, e la tragedia che è dentro di noi incombe, giorno dopo giorno. Meno dogmatico di quanto sembri. 
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SI

Opinioni su Dogville


13 maggio 2012 Opinione di marcopolo30 su "Dogville"
marcopolo30

La continua ricerca di qualcosa di diverso, di personale, fa certamente onore a Lars Von Trier. E anche questo “Dogville”, al pari di tutte le altre sue opere (di quelle 5 o 6 che ho visto io, quanto meno) possiede un innegabile dose di carisma. Sfortunatamente l'idea di allungare un film così ultra-statico come “Dogville” per quasi due ore e mezzo ha il suo prezzo. Un prezzo chiamato noia.

voto al film: marcopolo30 assegna il voto sufficiente a Dogville (2003)


13 novembre 2011 Opinione di Kurtisonic su "Dogville"
Kurtisonic

Lars Von Trier  posa un altro mattone nel muro del suo pessimismo. Per semplificare  i tempi di una narrazione che necessita di un crescendo drammatico e consapevole, il regista decostruisce, rivoluziona l'aspetto visivo più evidente, confonde i parametri spazio-temporali in un ambiente artificioso. Il set è parzialmente riprodotto, il villaggio di Dogville è rappresentato su di un palcoscenico teatrale, gli ambienti disegnati per terra sono inesistenti, pochi oggetti sono...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a Dogville (2003)

nessun commento
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26 aprile 2011 Opinione di giorgiobarbarotta su "Dogville"
giorgiobarbarotta

Dogville, letteralmente: la città del cane. Ma anche città dei cani o città cane. Come a dire: la civis tenuta o che tiene al guinzaglio, che dà (mafiosamente) in cambio di, miglior amica dell’uomo ma pur sempre ringhiosa e pronta a mordere, animale sociale eppure, all’osso, animale, istinto primordiale. Forse la forma istituzionalizzata e accettata della comunità si può dire migliore della violenza e dell’egoismo gangstaristico?...

voto al film: giorgiobarbarotta assegna il voto ottimo a Dogville (2003)

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15 aprile 2011 Opinione di Utente rimosso (pgll) su "Dogville"
Utente rimosso (pgll)

A dispetto di quanto osservato da alcuni ho trovato Dogville per nulla noioso. Anzi dal punto di vista del "plot" direi coinvolgente. La progressiva discesa agli inferi di Grace ottimamente interpretata da Nicole Kidman (a me piace, che vi devo dire?), e così gli altri caratteri, tutti centrati. Mi lascia un po' perplessa la decisione stilistica di estrema astrazione teatrale (per altro non proprio originale) ed il messaggio finale. Come se, prendendo la mira sulla sagoma (e quindi...

voto al film: Utente rimosso (pgll) assegna il voto buono a Dogville (2003)

nessun commento
[utile per 4 utenti]


4 aprile 2011 Opinione di ViolettaBeauregarde su "Dogville"
ViolettaBeauregarde

Lars Von Trier ambienta questo dramma umano in un palcoscenico dove la sensazione di chiusura della comunità di Dogville diventa ancora più amplificata fino a dimostrare allo spettatore la claustrofobia in cui vive l'umanità a contatto con la diversità.

voto al film: ViolettaBeauregarde assegna il voto ottimo a Dogville (2003)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

29 settembre 2010 Opinione di LIBERTADIPAROLA75 su "Dogville"
LIBERTADIPAROLA75

Questo primo capitolo della trilogia sulla Storia Americana di Lars Von Trier è un curioso esperimento che abbina il verismo (l'uso della macchina a mano come il "dogma" insegna) alla falsità (il set è un palcoscenico senza edifici, la recitazione è teatrale) per rappresentare il significato della cinepresa. Nonostante si tratti di cinema alternativo la narrazione tiene icollati allo schermo in attesa dello scatenarsi degli eventi (soprusi e umiliazioni ma crudo...

voto al film: LIBERTADIPAROLA75 assegna il voto ottimo a Dogville (2003)

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26 gennaio 2010 Opinione di LAMPUR su "Dogville"
LAMPUR

Storia dell'esemplare ricostruzione record post terremoto abruzzese. Le nuove case affidate ad un geniale team di architetti dell’amore e disegnate interamente col gessetto favoriranno la socializzazione e lo scambio di opinioni, d’estate saranno ventilate e d’inverno permetteranno ai bimbi di giocare con la neve direttamente nella loro stanzetta. Inoltre la creatività nell’arredamento potrà raggiungere vette mai immaginate prima: basterà munirsi...

voto al film: LAMPUR assegna il voto buono a Dogville (2003)

3 commenti
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13 gennaio 2010 Opinione di riverworld su "Dogville"
riverworld

Von Trier, si sa, può essere la provocazione fatta film, e qui raggiunge un vertice di tale pratica, magari continuando a prendere in giro tutti quanti. Il muoversi con la macchina da presa come su un palco teatrale, ma con tempi e gli stili del cinema può trasmettere mille suggestioni diverse ma quella che sento di più è la messa a nudo della crudeltà umana al punto che la sua rappresentazione diviene anch'essa crudele (o perlomeno finge di esserlo)....

voto al film: riverworld assegna il voto buono a Dogville (2003)



30 novembre 2009 Opinione di menestrello su "Dogville"
menestrello

Questo film, che brilla certamente per la tecnica registica, per l'espediente della massa in scena teatrale, per la profondità dei personaggi ed il loro tendenziale "virtuosismo" nel recitare in un contesto del tutto atipico. Von Trier è sicuramente uno dei registi più interessanti degli ultimi anni. Si diverte e ci fa divertire in molti  casi, ma qui intende farci vedere come l'animale (orwelliano) azzanni la propria preda e come il suo soccombere rappresenti...

voto al film: menestrello assegna il voto buono a Dogville (2003)


29 novembre 2009 Opinione di orsoaudace su "Dogville"
orsoaudace

All'inizio, vedendo la singolare messa in scena, ho pensato: carina l'idea per i titoli di testa! Poi, ho visto che, entrando nella storia, la scenografia non cambiava, e mi si è gelato il sangue: è tutto così?! Tre ore e passa di film? Ommiodio! No, mollo... Ma qualcosa stava piano piano, direi quasi subdolamente, agganciando la mia attenzione: i dialoghi. Non sapevo più che fare, combattuto fra il timore della noia e la loro bellezza e...

voto al film: orsoaudace assegna il voto ottimo a Dogville (2003)




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