The Manchurian Candidate (2004)
Con Denzel Washington, Meryl Streep, Liev Schreiber, Jeffrey Wright, Jon Voight
La trama
L'irresistibile ascesa politica di un ex eroe di guerra cela un agghiacciante segreto.
Sorpreso da un'imboscata nel corso della prima guerra del Golfo, il maggiore Ben Marco perde i sensi, ma lui e la sua squadra vengono salvati dal sergente Raymond Shaw. Al termine del conflitto, l'ondata di popolarità sollevata dal suo eroico gesto porta Shaw - entrato in politica e "assistito" dall'influente madre - alle soglie della vicepresidenza. Ma nella mente di Marco qualcosa non torna: ossessionato dagli incubi, comincia a sospettare che l'episodio in cui è stato coinvolto e i suoi successivi sviluppi nascondano un diabolico complotto...
Rifacendo e attualizzando _Va' e uccidi_ (1962) di John Frankenheimer, Demme - per istinto, un regista del subconscio, capace di concretizzare i mostri acquattati dietro la porta di casa - lavora di montaggio alternato, di sguardi intrecciati, di buchi che vanno a poco a poco colmandosi; ma mai e poi mai arriverà a rassicurarci sul nostro futuro. Non un film "elettorale", né consolatorio, e molto meno fantasioso di quanto si poteva supporre fosse (ma non era) l'originale; con tre attori magnifici (Washington, Schreiber e la Streep, tanto grande da non far rimpiangere la stupefacente Angela Lansbury della prima versione) e un'amarissima consapevolezza della realtà. Come d'abitudine nelle pellicole di Demme, cameo di Roger Corman, nella parte del segretario di Stato.
La recensione di FilmTv
Di Emanuela Martini - FilmTV n. 47/2004
Un remake intelligente nell’adattamento e moderno nella tematica. Quello che nel ’62 era fantapolitica, oggi è quasi realtà
L'opinione più votata
Di tafo scritta il 13/11/2010 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Eppure Demme non vuole fare un film elettorale, anche se l'anno è quello giusto oltre al bersaglio politico e umano. Il suo obiettivo è più ampio nel voler capire le dinamiche del cervello umano. Il problema reale che prospetta il film è il grado di manipolazione a cui tutti i cittadini delle società moderne sono sottoposti a loro insaputa. Nemmeno Orwell avrebbe potuto immaginare questo lavaggio del cervello totale, questa guerra realmente virtuale, questo controllo completo della psiche umana. Dove il grande fratello è econimico prima che politico, nel quale una madre accetta di vendere suo figlio ad una multinazionale in cambio del potere politico. L'orrore della guerra combattuta si trasforma nell'orrore di aver ucciso i propri soldati, nella consapevolezza terribile di essere stato manovrato e di non aver potuto rifiutarsi. Alla fine il capitano Marco e il sergente Shaw sembrano prendersi una rivincità nello scarto finale di quest'ultimo che chiede di fatto al primo di ucciderlo e di salvare la vita al futuro presidente. In realtà il software che cancella la faccia del capitano all'entrata della festa del partito prima dell'uccisione del sergente e della madre, chiarisce l'ennesima manipolazione, forse la più accettabile, nella sua vita che resterà segnata per sempre da decisioni altrui.
- negative [9]
- sufficienti [22]
- positive [41]
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28 giugno 2011 Opinione di barabbovich su "The Manchurian Candidate"
In occasione delle presidenziali americane un gruppo di politici spregiudicati vorrebbe sfruttare le potenzialità di un esperimento riuscito durante la guerra del golfo per creare il primo presidente americano completamente manovrabile dai privati. Un maggiore dell'esercito che ha subito il "trattamento" (Washington) cerca di fare luce sulla vicenda, ma si troverà a scontrarsi con potenti determinati a tutto. Remake dell'omonimo film di John Frankenheimer, che in Italia...
voto al film: 
13 novembre 2010 Opinione di tafo su "The Manchurian Candidate"
Dopo la visione di questo film, mi è venuto naturale pensare a chi in quel momento era effettivamente il detentore del potere politico americano. L'ignoranza e la stupidità di Bush figlio rendevano molto probabile una guida esterna, una eterodirezione, una influenza che potesse arrivare fino alla manipolazione. Eppure Demme non vuole fare un film elettorale, anche se l'anno è quello giusto oltre al bersaglio politico e umano. Il suo obiettivo è più ampio...
voto al film: 
24 luglio 2010 Opinione di Simon Hackman su "The Manchurian Candidate"
Un gran bel thriller che riesce a colpire e allo stesso momento anche spaventare per quello che viene fatto vedere! Essendo un remake Jonatthan Demme riesce a modernizzarlo e comunque ad essere sullo stesso livello dell'originale e forse riesce addirittura anche a superarlo in certe cose! Ottima la regia, storia ottima che prende, ottimi gli attori e buone le musiche! Per me uno dei migliori fatti negli ultimi anni! Consigliato!
voto al film: 
16 novembre 2009 Opinione di chribio1 su "The Manchurian Candidate"
film che vuole colpire nel segno,in qualche parte lo fa, ma spesso non convince.voto.5.5.
voto al film: 
23 aprile 2009 Opinione di Mathiasparrow su "The Manchurian Candidate"
Un film dell’orrore. Demme ripropone in chiave moderna ciò che il romanzo di Condon aveva narrato qualche decennio prima; a quei tempi si trattava di fantascienza, oggi invece la storia appare spaventosamente realistica. Sentir parlare di un’intera nazione monitorata e ridotta alla condizione di mansuetudine imposta non spaventa neppure, anzi, sembra quasi di sentir parlare di attualità a tutti gli effetti. Il film arriva a svelare il cuore del sistema politico attraverso una storia...
voto al film: 
15 febbraio 2009 Opinione di spopola su "The Manchurian Candidate"
Una metafora attualissima e sconvolgente sull’America e non solo. La rilettura aggiornata dell’ormai mitico Và e uccidi di John Frankenheimer (1962), che anticipava singolarmente - e con eccezionale preveggenza – le origini e le “modalità” dell’omicidio Kennedy, si adegua perfettamente ai tempi e alle “condizioni” della politica contemporanea, spostando l’asse portante dell’attenzione, sui rapporti e le connessioni tra “questo” potere e quello più subdolo e...
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29 novembre 2008 Opinione di jonas su "The Manchurian Candidate"
Remake di Va’ e uccidi di Frankenheimer, gli è anche superiore: in parte per il migliore cast, in parte per l’intelligente attualizzazione. Viene accentuato il ruolo castratrice della madre (si apprende che in passato aveva impedito al figlio di avere l’unica vera storia d’amore della sua vita) e si aggiornano le coordinate: nuova guerra (dalla Corea all’Iraq), nuovi nemici (dai comunisti alle multinazionali, tentacolari e più potenti degli stessi...
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9 novembre 2008 Opinione di PP su "The Manchurian Candidate"
Voto 5. Iperbolico, troppo lungo e con finale ottimista decisamente fuori luogo. [30.10.2008]
voto al film: 
1 novembre 2008 Opinione di Inside man su "The Manchurian Candidate"
Pregevole. Evitando sterili confronti con l'altrettanto valida versione di 42 anni prima, trattasi di uno dei migliori risultati in carriera per Demme, veramente a suo agio nei plot ove psicosi, paure e fobie personali si mescolano e confondono con quelle globali, diffuse o più spesso inculcate dai poteri politici economici e mediatici (e che dire se fossero in mano ad una sola persona!). Giustamente elogiato dai più per le interpretazioni superbe di Schreiber e Meryl Streep (mentre...
voto al film: 
31 ottobre 2008 Opinione di glm su "The Manchurian Candidate"
Alle prese con il remake di Va e Uccidi Demme dimostra ancora una volta di essere un grane regista riuscendo a creare sequenze ad alta tensione,emblematica l'ultima frase detta dal protagonista...
voto al film: 
- negative [9]
- sufficienti [22]
- positive [41]
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