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The Manchurian Candidate (2004)

[The Manchurian Candidate, USA 2004, Thriller, durata 132']   Regia di Jonathan Demme
Con Denzel Washington, Meryl Streep, Liev Schreiber, Jeffrey Wright, Jon Voight



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in The Manchurian Candidate: assente
Ritmo ritmo in The Manchurian Candidate: presente
Impegno impegno in The Manchurian Candidate: presente
Tensione tensione in The Manchurian Candidate: forte
Erotismo erotismo in The Manchurian Candidate: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a The Manchurian Candidate

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a The Manchurian Candidate (voti: 116 media: 3,41) 116

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La trama

L'irresistibile ascesa politica di un ex eroe di guerra cela un agghiacciante segreto.

Sorpreso da un'imboscata nel corso della prima guerra del Golfo, il maggiore Ben Marco perde i sensi, ma lui e la sua squadra vengono salvati dal sergente Raymond Shaw. Al termine del conflitto, l'ondata di popolarità sollevata dal suo eroico gesto porta Shaw - entrato in politica e "assistito" dall'influente madre - alle soglie della vicepresidenza. Ma nella mente di Marco qualcosa non torna: ossessionato dagli incubi, comincia a sospettare che l'episodio in cui è stato coinvolto e i suoi successivi sviluppi nascondano un diabolico complotto...  

Rifacendo e attualizzando _Va' e uccidi_ (1962) di John Frankenheimer, Demme - per istinto, un regista del subconscio, capace di concretizzare i mostri acquattati dietro la porta di casa - lavora di montaggio alternato, di sguardi intrecciati, di buchi che vanno a poco a poco colmandosi; ma mai e poi mai arriverà a rassicurarci sul nostro futuro. Non un film "elettorale", né consolatorio, e molto meno fantasioso di quanto si poteva supporre fosse (ma non era) l'originale; con tre attori magnifici (Washington, Schreiber e la Streep, tanto grande da non far rimpiangere la stupefacente Angela Lansbury della prima versione) e un'amarissima consapevolezza della realtà. Come d'abitudine nelle pellicole di Demme, cameo di Roger Corman, nella parte del segretario di Stato.

La recensione di FilmTv

Di Emanuela Martini - FilmTV n. 47/2004

Un remake intelligente nell’adattamento e moderno nella tematica. Quello che nel ’62 era fantapolitica, oggi è quasi realtà

Il primo film tratto dal romanzo di Richard Condon, Va’ e uccidi di John Frankenheimer, nel 1962 venne considerato di “fantapolitica”, anche se almeno una delle sue “premonizioni” si avverò di lì a pochi mesi: l’assassinio di un uomo politico sul palco delle celebrazioni, che anticipava quello di John Fitzgerald Kennedy. Era un film nevrotico e surreale, con almeno un’intuizione geniale (i ricordi manipolati del gruppo di reduci dalla Corea sottoposti al lavaggio del cervello) e un andamento compresso e disperato che fotografava già allora, ben prima dei fatidici anni ’70, la paranoia americana. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di tafo scritta il 13/11/2010 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Dopo la visione di questo film, mi è venuto naturale pensare a chi in quel momento era effettivamente il detentore del potere politico americano. L'ignoranza e la stupidità di Bush figlio rendevano molto probabile una guida esterna, una eterodirezione, una influenza che potesse arrivare fino alla manipolazione.
Eppure Demme non vuole fare un film elettorale, anche se l'anno è quello giusto oltre al bersaglio politico e umano. Il suo obiettivo è più ampio nel voler capire le dinamiche del cervello umano. Il problema reale che prospetta il film è il grado di manipolazione a cui tutti i cittadini delle società moderne sono sottoposti a loro insaputa. Nemmeno Orwell avrebbe potuto immaginare questo lavaggio del cervello totale, questa guerra realmente virtuale, questo controllo completo della psiche umana. Dove il grande fratello è econimico prima che politico, nel quale una madre accetta di vendere suo figlio ad una multinazionale in cambio del potere politico. L'orrore della guerra combattuta si trasforma nell'orrore di aver ucciso i propri soldati, nella consapevolezza terribile di essere stato manovrato e di non aver potuto rifiutarsi. Alla fine il capitano Marco e il sergente Shaw sembrano prendersi una rivincità nello scarto finale di quest'ultimo che chiede di fatto al primo di ucciderlo e di salvare la vita al futuro presidente. In realtà il software che cancella la faccia del capitano all'entrata della festa del partito prima dell'uccisione del sergente  e della madre, chiarisce l'ennesima manipolazione, forse la più accettabile, nella sua vita che resterà segnata per sempre da decisioni altrui.
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SI

Opinioni su The Manchurian Candidate


28 giugno 2011 Opinione di barabbovich su "The Manchurian Candidate"
barabbovich

In occasione delle presidenziali americane un gruppo di politici spregiudicati vorrebbe sfruttare le potenzialità di un esperimento riuscito durante la guerra del golfo per creare il primo presidente americano completamente manovrabile dai privati. Un maggiore dell'esercito che ha subito il "trattamento" (Washington) cerca di fare luce sulla vicenda, ma si troverà a scontrarsi con potenti determinati a tutto. Remake dell'omonimo film di John Frankenheimer, che in Italia...

voto al film: barabbovich assegna il voto sufficiente a The Manchurian Candidate (2004)

nessun commento
[utile per 1 utenti]

13 novembre 2010 Opinione di tafo su "The Manchurian Candidate"
tafo

Dopo la visione di questo film, mi è venuto naturale pensare a chi in quel momento era effettivamente il detentore del potere politico americano. L'ignoranza e la stupidità di Bush figlio rendevano molto probabile una guida esterna, una eterodirezione, una influenza che potesse arrivare fino alla manipolazione. Eppure Demme non vuole fare un film elettorale, anche se l'anno è quello giusto oltre al bersaglio politico e umano. Il suo obiettivo è più ampio...

voto al film: tafo assegna il voto buono a The Manchurian Candidate (2004)

nessun commento
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24 luglio 2010 Opinione di Simon Hackman su "The Manchurian Candidate"
Simon Hackman

Un gran bel thriller che riesce a colpire e allo stesso momento anche spaventare per quello che viene fatto vedere! Essendo un remake Jonatthan Demme riesce a modernizzarlo e comunque ad essere sullo stesso livello dell'originale e forse riesce addirittura anche a superarlo in certe cose! Ottima la regia, storia ottima che prende, ottimi gli attori e buone le musiche! Per me uno dei migliori fatti negli ultimi anni! Consigliato!

voto al film: Simon Hackman assegna il voto buono a The Manchurian Candidate (2004)


16 novembre 2009 Opinione di chribio1 su "The Manchurian Candidate"
chribio1

film che vuole colpire nel segno,in qualche parte lo fa, ma spesso non convince.voto.5.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a The Manchurian Candidate (2004)



23 aprile 2009 Opinione di Mathiasparrow su "The Manchurian Candidate"
Mathiasparrow

Un film dell’orrore. Demme ripropone in chiave moderna ciò che il romanzo di Condon aveva narrato qualche decennio prima; a quei tempi si trattava di fantascienza, oggi invece la storia appare spaventosamente realistica. Sentir parlare di un’intera nazione monitorata e ridotta alla condizione di mansuetudine imposta non spaventa neppure, anzi, sembra quasi di sentir parlare di attualità a tutti gli effetti. Il film arriva a svelare il cuore del sistema politico attraverso una storia...

voto al film: Mathiasparrow assegna il voto buono a The Manchurian Candidate (2004)


15 febbraio 2009 Opinione di spopola su "The Manchurian Candidate"
spopola

Una metafora attualissima e sconvolgente sull’America e non solo. La rilettura aggiornata dell’ormai mitico Và e uccidi di John Frankenheimer (1962), che anticipava singolarmente - e con eccezionale preveggenza – le origini e le “modalità” dell’omicidio Kennedy, si adegua perfettamente ai tempi e alle “condizioni” della politica contemporanea, spostando l’asse portante dell’attenzione, sui rapporti e le connessioni tra “questo” potere e quello più subdolo e...

voto al film: spopola assegna il voto buono a The Manchurian Candidate (2004)

nessun commento
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29 novembre 2008 Opinione di jonas su "The Manchurian Candidate"
jonas

Remake di Va’ e uccidi di Frankenheimer, gli è anche superiore: in parte per il migliore cast, in parte per l’intelligente attualizzazione. Viene accentuato il ruolo castratrice della madre (si apprende che in passato aveva impedito al figlio di avere l’unica vera storia d’amore della sua vita) e si aggiornano le coordinate: nuova guerra (dalla Corea all’Iraq), nuovi nemici (dai comunisti alle multinazionali, tentacolari e più potenti degli stessi...

voto al film: jonas assegna il voto buono a The Manchurian Candidate (2004)

nessun commento
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9 novembre 2008 Opinione di PP su "The Manchurian Candidate"
PP

Voto 5. Iperbolico, troppo lungo e con finale ottimista decisamente fuori luogo. [30.10.2008]

voto al film: PP assegna il voto mediocre a The Manchurian Candidate (2004)



1 novembre 2008 Opinione di Inside man su "The Manchurian Candidate"
Inside man

Pregevole. Evitando sterili confronti con l'altrettanto valida versione di 42 anni prima, trattasi di uno dei migliori risultati in carriera per Demme, veramente a suo agio nei plot ove psicosi, paure e fobie personali si mescolano e confondono con quelle globali, diffuse o più spesso inculcate dai poteri politici economici e mediatici (e che dire se fossero in mano ad una sola persona!). Giustamente elogiato dai più per le interpretazioni superbe di Schreiber e Meryl Streep (mentre...

voto al film: Inside man assegna il voto buono a The Manchurian Candidate (2004)

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31 ottobre 2008 Opinione di glm su "The Manchurian Candidate"
glm

Alle prese con il remake di Va e Uccidi Demme dimostra ancora una volta di essere un grane regista riuscendo a creare sequenze ad alta tensione,emblematica l'ultima frase detta dal protagonista...

voto al film: glm assegna il voto buono a The Manchurian Candidate (2004)




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