Lavorare con lentezza (2004)
Con Tommaso Ramenghi, Marco Luisi, Claudia Pandolfi, Valerio Mastandrea, Valerio Binasco, Jacopo Bonvicini
30/01/2011
Lavorare con lentezza
Il film di Guido Chiesa prende il titolo da una canzone di Enzo Del Re, un cantautore girovago che accompagna la sua voce percuotendo una sedia di legno. Questa canzone fu...
di Filmoski
La trama
Bologna, 1976. Due ventenni, Sgualo e Pelo, per ovviare alla cronica mancanza di denaro fanno ogni tanto qualche "lavoretto" per un ricettatore locale. Questa volta, però, devono scavare un tunnel nel sottosuolo del centro per raggiungere la Cassa di Risparmio di Piazza Minghetti. Per vivacizzare le lunghe ore notturne di scavo, i due portano nel tunnel una radiolina e si sintonizzano su Radio Alice. Una notte decidono di andare alla sede dell'emittente. Entrano così in contatto con un mondo nuovo, scoprono musiche mai udite prima, conoscono la possibilità inebriante della comunicazione libera e poi gli scontri di piazza e le barricate del movimento studentesco.
Chiesa e la banda Wu Ming sono scaltri nell'aggirare una serie di inevitabili ostacoli e così il linguaggio violento che oggi suonerebbe assurdo ancorché noioso di quegli anni caldi e affollati, è superato dalla serie di siparietti girati come reperti da Cinema Muto; e l'affondo nella politica è diluito con l'escamotage del buco da scavare per arrivare al caveau di una banca. C'è la freschezza, la "non voglia", il rifiuto del profitto come logica esistenziale, l'amore libero, la curiosità creativa che fecero di quella stagione una zona fertile da cui nacquero straripanti rivoluzioni, a cominciare dall'emancipazione femminista. Se manca qualcosa è in un angolo che si intuisce e che probabilmente è rimasto incagliato in una (in?)volontaria autocensura.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 41/2004
Chiesa “rende bene” l’idea e i tanti mondi partoriti dalla generazione del ’77
L'opinione più votata
Di GIANNISV66 scritta il 24/11/2010 - utile per 5 utenti
Voto al film: 
Sotto l'apparente leggerezza lo spettatore attento però non può non vedere una certa critica verso il movimento: gli studenti sono figli di papà, la rivoluzione appare alla fine un gioco. E anche gli ideali con cui rovesciare le prospettive borghesi diventano pesanti da seguire quando si passa all'applicazione pratica (emblematico il litigio furioso di uno dei "capi" con la propria fidanzata - la Pandolfi nella parte di un neo avvocato saputello e insopportabile - che non accetta di dividere con un altro beccandosi l'accusa di essere un perbenista borghese etc.etc.). La simpatia umana dello spettatore va invece ai due veri "proletari" Sgualo e Pelo. Questi tirano a campare di espedienti e vengono incaricati da un malavitoso di scavare un tunnel al fine di rapinare una banca; per rendere meno pesante il lavoro ascoltano una radiolina ed entrano così in contatto con il mondo di radio alice. Emblematica la scena in cui, invitati ad andare in radio per far conoscere la musica che ascoltano, vengono malamente cacciati perché colpevoli di aver messo sul piatto la "commercialissima" Kung Fu Fighting (grande successo disco music di quel periodo). I rivoluzionari illuminati alla fine si rivelano degli elitari con la puzza sotto il naso, non molto dissimili da quei genitori alto-borghesi da cui vogliono prendere le distanze. Umana simpatia si è portati ad avere anche per il Tenente interpretato dal bravo Valerio Mastrandea, oppresso da una situazione familiare piuttosto triste e da un capitano, ossessionato da complotti rivoluzionar-comunisti, che lo distoglie dalle indagini sul capo di Sgualo e Pelo per dirottarlo sul movimento studentesco. E tanta simpatia fa il povero carabiniere costretto ad ascoltare tutto il giorno la radio per intercettare discorsi eversivi, esilarante l'ultima scena che lo vede protagonista.
Un buon film che tocca il suo momento migliore nelle immagini del concerto al parco: ad interpretare gli Area (che suonano sul palco "Gioia e Rivoluzione") ci sono i mitici Afterhours. A Manuel Agnelli l'onore di dare sembianze al grande Demetrio Stratos e c'è riuscito davvero bene. Scambio di testimone ideale tra uno dei più grandi gruppi italiani del progressive anni '70 con la (forse, ma per me senza forse) più grande band del rock alternativo italiano odierno.
- negative [16]
- sufficienti [15]
- positive [11]
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24 novembre 2010 Opinione di GIANNISV66 su "Lavorare con lentezza"
La storia di Radio Alice raccontata, pur nel rispetto della tragicità degli eventi (la radio venne chiusa all'indomani di scontri di piazza in cui rimase ucciso uno studente), con sguardo ironico dal regista. Gustosa a d esempio la trovata di presentare gli studenti che fondano la radio con simpatici siparietti che richiamano il film muto in cui gli stessi appaiono come carbonari ottocenteschi. Sotto l'apparente leggerezza lo spettatore attento però non può...
voto al film: 
13 luglio 2010 Opinione di 21thcentury schizoid man su "Lavorare con lentezza"
(Attenzione, contiene spoiler) Come si fa a parlar male di un film nella cui colonna sonora figura una pietra miliare del calibro di “Song to the Siren” di Tim Buckley? E’ impossibile, ovviamente. Sarebbe tuttavia ingiusto, oltre che sbagliato, limitare i meriti del film di Guido Chiesa esclusivamente a questo fatto. Perché “Lavorare con lentezza” è davvero un bel film. Finalmente un film italiano sui giovani che riesce ad evitare (quasi) tutti gli stereotipi sulla suddetta...
voto al film: 
1 luglio 2010 Opinione di lorenzodg su "Lavorare con lentezza"
Film relativo...una via di mezzo tra commedia amara e cinegiornale impegnato. La prima parte è convicente poi la deviazione verso un drammatico poco incisivo ne dischiude i personaggi rendendoli poco 'caratteristi' di una certa generazione....tanto è vero che i documenti reali appaiono fuori registro... (le buone intenzioni si perdono). Le immagini di Bologna notturna di Via zamboni e dintorni -compreso un bivacco in Pazza Verdi- sono belle (e..Mann reclama i suoi diritti!) ma...
voto al film: 
29 settembre 2009 Opinione di Estonia su "Lavorare con lentezza"
In bilico tra leggerezza creativa e tensione drammatica, il film si snoda all’interno di una molteplicità di tematiche: dalla contestazione giovanile agli scontri con la polizia, dalla presa di coscienza individuale alla microcriminalità delle periferie. Il tutto nella cornice narrativa di due circostanze parallele: la maldestra esperienza ‘malavitosa’ di due giovani proletari e la breve parabola di Radio Alice, gloriosa emittente del movimento studentesco...
voto al film: 
23 giugno 2009 Opinione di bradipo68 su "Lavorare con lentezza"
La nuova generazione di ribelli del '77 attraverso le trasmissioni della bolognese Radio Alice.Chiesa e il collettivo Wu Ming si muovono su un terreno minato:da una parte i moti del 77,la nuova generazione di ribelli,la rinnovata consapevolezza di una politica inadeguata ai bisogni della massa,il PCI che da forza agglomerante della protesta si dovrebbe trasformare in una forza politica di proposta,dall'altra le forze dell'ordine,polizia o carabinieri che siano e l'arroganza del potere.Sono...
voto al film: 
2 aprile 2009 Opinione di mm40 su "Lavorare con lentezza"
Quadro di un'epoca e di una generazione, Lavorare con lentezza non si lascia andare a facili sentimentalismi o botte di nostalgia che, alla luce del 2004 in cui è stato realizzato, pur sarebbero comprensibili. E' un film in cui gli slogan non sono semplice ideologia, ma dati di fatto, documenti storici, indizi concreti di un momento della storia recente della nostra nazione. Recente, eppure già così apparentemente distante. La battaglia di Radio Alice, che è piuttosto un'impresa folle...
voto al film: 
1 agosto 2008 Opinione di robynesta su "Lavorare con lentezza"
Il film si inserisce nel filone "vicende umane in ambientazione storica". Qui il risultato è discreto: le peripezie dei due protagonisti si intersecano bene con la ricostruzione accurata dell'humus culturale e della storia della nascita di Radio Alice e del '77 bolognese. Regia a tratti coraggiosa, bravi i protagonisti fra cui una Pandolfi che buca lo schermo.
voto al film: 
27 giugno 2008 Opinione di chribio1 su "Lavorare con lentezza"
film pretenzioso e molto noioso.voto.5.
voto al film: 
16 marzo 2006 Opinione di antanna su "Lavorare con lentezza"
Ho cinquant'anni, ho vissuto in prima persona gli avvenimenti di allora. A parte alcune falsità storiche ( l'uccisione del povero Lo Russo non avvenne affatto così) in qualche momento del film si respira il profumo dell'epoca.
voto al film: 
- negative [16]
- sufficienti [15]
- positive [11]
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