Giochi nell'acqua (1988)
Con Joan Plowright, Juliet Stevenson, Joely Richardson, Bernard Hill, Jason Edwards, Bryan Pringle, Trevor Cooper, David Morissey, John Rogan, Paul Mooney, Jane Gurnett, Kenny Ireland, MIchael Percival
La trama
Tre donne, nonna, madre e nipote, hanno in comune il nome, Cissie Colpitts, l'omicidio dei rispettivi mariti e la complicità del medico legale, invaghito di tutte e tre. Per disfarsi di quest'ultimo, lo annegano nel corso della cerimonia notturna durante la quale vengono disperse nel fiume le ceneri dei tre consorti. Sotto il cielo stellato, una bambina salta la corda, contando i nomi di cento stelle. Sorta di trionfo definitivo dell'eterno femminino, a tutto discapito del povero maschio e della sua presunzione di dominio. Ma naturalmente questo non è che il più razionale degli elementi che si inseguono sulla superficie di questo film notturno, liquido, imprendibile. Gli altri sono la propensione alla mimesi pittorica, l'ossessione del disfacimento, la manipolazione ironica del genere poliziesco. E infine, nascosti nelle inquadrature, appaiono progressivamente tutti i numeri da 1 a 100.
L'opinione più votata
Di carlos brigante scritta il 16/08/2008 - utile per 1 utenti
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16 agosto 2008 Opinione di carlos brigante su "Giochi nell'acqua"
Per Greenaway la pellicola è come una tela su cui dipingervi il proprio quadro ed egli lo fa in maniera eccellente. Elevato gusto pittorico e uno stile registico in cui il banale non vi trova posto. Uso di "cullanti" carrellate e di inquadrature ferme in oggettiva con un intreccio in cui la narrazione classica viene spazzata via brutalmente come al passaggio di un tifone lungo le coste tropicali del pianeta. Sesso, cibo e morte si ripetono, si mischiano, si fondono in un estasi...
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9 marzo 2007 Opinione di Charlus Jackson su "Giochi nell'acqua"
La recensione di filmtv si è sbizzarita con fantasiosi e roboanti rimandi femministi e metafisici, faust-goethiani che compaiono certamente ma non si inseriscono a mio parere nell'ideologia del Greenaway: "Sorta di trionfo definitivo dell'eterno femminino, a tutto discapito del povero maschio e della sua presunzione di dominio": certo, vediamo le tre donne ovvero l'unità femminile trionfare sul maschio attraverso la sua soppressione fisica e la (strepitosa) scena finale dove una ragazza...
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21 ottobre 2004 Opinione di Vocativo su "Giochi nell'acqua"
Giochi nell'acqua è un film quasi esoterico per l'esibizione di numerologie e cabala quali direttrici del destino degli uomini. Come sempre in Greenaway anche i nomi (e i raddoppiamenti, triplicazioni in questo caso) sono vettori di importanza fondamentale, quasi a voler sottolineare una matrice preesistente ai caratteri dei personaggi. La vita come gioco e il numero come sistema tracciano il cerchio di una commedia simil-gioco dell'oca dagli effetti drammatici. La circolarità del percorso...
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22 maggio 2004 Opinione di diego su "Giochi nell'acqua"
Fortunatamente lontano dagli ultimi lavori del regista, con quelle assurde scomposizioni di schermo e scemenze varie, ma pur sempre originale e ricercato, un film senza troppe presunzioni narrative. Zeppo di panteismo mistico e suggestivo, di rimandi e rifacimenti alla pittura, alla mitologia, alla numerologia. Un Mozart strepitoso fa d'accompagnamento a questa commedia nera sublime e magistralmente fotografata. Un gran peccato che Greenaway si sia buttato via...
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9 aprile 2004 Opinione di IVANSELVA su "Giochi nell'acqua"
Film con un solo filo conduttore, mi sembra troppo banale considerando il regista e le sue caratteristiche.
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18 febbraio 2004 Opinione di kotrab su "Giochi nell'acqua"
Bellissimo, pieno zeppo di elementi costruttivi, dominato da un ordine e un'unica direzione implacabili, da immagini bellissime, un'ironia macabra e naturalmente dalle tre donne. Da ricordare le scene del cordoglio dopo i tre omicidi. Splendido e lucido humor nero. 10
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5 febbraio 2004 Opinione di Ethan Edwards su "Giochi nell'acqua"
La recensione di FilmTV è un modo possibile di vedere il film. Un film fluido come l'acqua. Oppure stagnante come la melma. Sull'eterno femminino. Oppure sul grasso mascolino. Ha vinto un premio importante a Cannes, e quindi mi ero predisposto bene, benché fosse di Greenaway... Io ho visto soltanto le immagini, pessimamente fotografate (o su un nastro pessimo), di un regista che non si pone assolutamente il problema di filmare in prospettiva di un pubblico. Mi viene in mente, in...
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