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In nome del popolo sovrano (1990)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in In nome del popolo sovrano: minimo
Ritmo ritmo in In nome del popolo sovrano: presente
Impegno impegno in In nome del popolo sovrano: minimo
Tensione tensione in In nome del popolo sovrano: assente
Erotismo erotismo in In nome del popolo sovrano: assente

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locandina di In nome del popolo sovrano

La trama

Nel 1849 a Roma la popolazione insorge contro Pio IX, costringendolo all'esilio. Truppe francesi e austriache vengono inviate per reprimere la rivolta guidata dal popolano Ciceruacchio. Cristina, moglie del nobile Eufemio, si innamora del rivoluzionario Livraghi. Scoperta la tresca, Eufemio vorrebbe uccidere Livraghi ma finisce per salvarlo mentre sta per essere ucciso da un francese. Le forze della restaurazione hanno la meglio e Livraghi viene fucilato con Ciceruacchio.  

Luigi Magni ritorna al suo tema preferito, la Roma papalina, utilizzando i più famosi attori italiani, da Manfredi a Sordi. Ma ormai temi e ambienti sono risaputi ed esangui.

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L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 30/03/2012 - utile per 1 utenti

Voto al film: voto sufficiente

Luoghi comuni: Luigi Magni fa sempre lo stesso film. Nei luoghi comuni c’è sempre un fondo di verità. La Roma papalina non troverà più un cantore appassionato e competente come Magni che, alla fine della fiera, ha immortalato con interessante scrupolosità un periodo di cui sappiamo poco e male (il centocinquantennario, da questo punto di vista, ci ha riempito la testa di molta retorica e di poca sostanza), permettendoci una visione almeno fruibile di un momento storico cruciale per la Capitale. In questo caso siamo ai tempi della fuga di Pio IX, ultimo Papa Re, e della proclamazione della Repubblica Romana: l’atmosfera decadente è palpabile, i fermenti rivoluzionari si stanno istituzionalizzando e il popolo è ancora poco sovrano. Magni contamina la Storia ufficiale con personaggi di fantasia, facendo così interagire il frate barnabita Ugo Bassi e il patriota Giovanni Livraghi con una certa marchesina Arquati e il di lei, debole marito, a sua volta succube del clericale padre. Sfilano anche Ciceruacchio (inteso da Magni come una sostanziale variante di Pasquino) e Carlo Bonaparte e c’è pure spazio Giuseppe Gioacchino Belli. Celebrazione affettuosa della fierezza ma anche della cialtroneria romana, il film ha ritmo e brio nonostante sia vagamente prevedibile e monotono a chi ha visto almeno due o tre film del regista (che in sede di sceneggiatura si è affidato all’aiuto di Arrigo Petacco). In ogni caso il reparto tecnico è impeccabile (costumi e scenografie di Lucia Mirisola, fotografia di Giuseppe Lanci, montaggio di Ruggero Mastroianni, musiche di Nicola Piovani) e il cast è quello delle grandi occasioni, malgrado non al meglio. Serena Grandi ripropone il ruolo di Giovanna Ralli in Arrivano i bersaglieri, Jacques Perrin e i napoletani Carlo Croccolo e Luigi De Filippo giocano col mestiere, i giovani Luca Barbareschi e Massimo Wertmuller non sempre sono all’altezza, Elena Sofia Ricci non ci crede molto, Roberto Herlitzka non ha lo spazio che meriterebbe. E i due mostri sacri? Nino Manfredi sguazza allegramente nell’universo di Magni con un epigono di Pasquino (e una canzone sincera e struggente) e Alberto Sordi gigioneggia fin troppo in un ruolo che gli è congegnale.
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Opinioni su In nome del popolo sovrano


30 marzo 2012 Opinione di LorCio su "In nome del popolo sovrano"
LorCio

Luoghi comuni: Luigi Magni fa sempre lo stesso film. Nei luoghi comuni c’è sempre un fondo di verità. La Roma papalina non troverà più un cantore appassionato e competente come Magni che, alla fine della fiera, ha immortalato con interessante scrupolosità un periodo di cui sappiamo poco e male (il centocinquantennario, da questo punto di vista, ci ha riempito la testa di molta retorica e di poca sostanza), permettendoci una visione almeno fruibile di un momento storico cruciale per la...

voto al film: LorCio assegna il voto sufficiente a In nome del popolo sovrano (1990)

nessun commento
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28 aprile 2009 Opinione di luisasalvi su "In nome del popolo sovrano"
luisasalvi

Alcuni critici rimproverano imprecisioni storiche al film (che è legittimato a farne!) ma leggono il film in modo errato (e non sono legittimati a farlo): durante la repubblica romana sorta e finita nei moti del ’48, il repubblicano frate barnabita Ugo Bassi cerca invano di convincere il papa Pio IX a non fuggire da Roma, ma a restarci come capo della chiesa rinunciando al potere temporale (lasciando a Cesare quel che è di Cesare); il popolano Ciceruacchio (Manfredi) organizza, commenta,...

voto al film: luisasalvi assegna il voto sufficiente a In nome del popolo sovrano (1990)

nessun commento
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26 febbraio 2009 Opinione di OGM su "In nome del popolo sovrano"
OGM

Il Risorgimento dell'italiano medio, dei borghesucci e dei popolani, dei monellacci di strada, dei mariti cornuti e delle zitelle di buona famiglia: tutti tipi malandati e poveri di spirito, e pertanto semplici e veraci. Luigi Magni, qui come altrove, ritrae la gente italica senza donare spessore pittorico alla sua vita, né respiro lirico alla sua voce, forse perché lo spirito nostrano, più che di pane e vino, si nutre di pastasciutta e pizza; esso è infatti ruspante senza humour, e...

voto al film: OGM assegna il voto buono a In nome del popolo sovrano (1990)


25 febbraio 2009 Opinione di chribio1 su "In nome del popolo sovrano"
chribio1

film con solito tran-tran da sonno.voto.4.

voto al film: chribio1 assegna il voto pessimo a In nome del popolo sovrano (1990)



4 gennaio 2008 Opinione di mm40 su "In nome del popolo sovrano"
mm40

Il solito - e sempre più stanco - prodotto di Magni, un insapore polpettone in costume sulla Roma dei moti rivoluzionari. Cast di rilievo per una ricostruzione storica poco entusiasmata e ancor meno entusiasmante. Si dorme alla grande.

voto al film: mm40 assegna il voto mediocre a In nome del popolo sovrano (1990)


22 novembre 2007 Opinione di Cary su "In nome del popolo sovrano"
Cary

Magni continua la sua personale rivisitazione storica del Risorgimento italiano. Il film è fatto con buon mestiere anche se non emoziona e avvince come i più riusciti "Nell' anno del Signore" ( 1969 ) e "In nome del papa re" ( 1977 ). Alcuni momenti buoni gtrazie a qualche guizzo degli attori ( Sordi, Manfredi, Wertmuller ), buona fotografia, musica, costumi.

voto al film: Cary assegna il voto buono a In nome del popolo sovrano (1990)



2 agosto 2005 Opinione di ilmarchese su "In nome del popolo sovrano"
ilmarchese

Bellissimo film, non si siega il "sufficiente" dato da FilmTv... Purtroppo nell'edizione cinematografica ridotta perde parecchio, molto meglio quella originaria in due puntate trasmessa dalla Rai all'inizio degli anni '90.

voto al film: ilmarchese assegna il voto ottimo a In nome del popolo sovrano (1990)


12 maggio 2005 Opinione di tizianone su "In nome del popolo sovrano"
tizianone

Ottima rilettura storica, come al solito, del regista Magni. Cast da urlo, con Manfredi, Sordi, Elena Sofia Ricci, Massimo Wertmuller ecc; scena migliore sicuramente quella del confronto padre-figlio tra Sordi e Wertmuller.

voto al film: tizianone assegna il voto buono a In nome del popolo sovrano (1990)



5 aprile 2005 Opinione di rosario su "In nome del popolo sovrano"
rosario

FILM CHE RIEVOCA LA FINE DELLA REPUBBLICA ROMANA DEL 1849,DISCRETAMENTE PRECISO DAL PUNTO DI VISTA STORICO,MA NON COSI' EFFICACE NELLO SCRIPT E NELLA RECITAZIONE...BELLA E ISPIRATA LA COLONNA SONORA.

voto al film: rosario assegna il voto sufficiente a In nome del popolo sovrano (1990)



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